ore 5,45

c’é il fresco del mattino
e c’é la mia paura
sconosciuta, presente
pesante, sempre con me-
e c’é Lama Yeshe
e c’é il cinguettio
delle 5,45
che non é quello delle 7
men che meno quello delle 8-
e c’é la coperta di lana
sulle gambe
e c’é il mal  di testa
che rimane anche
lui con me sugli occhi
e sulla fronte
e c’é il computer
che s’agita e emette
suoni metallici
e c’é la bruma rosa
all’orizzonte
e c’é la sazietà della colazione
del pane e del burro-
dice Lama Yeshe
avete il pane
avete il burro
ma questo vi basta?
a quest’ora sì
forse mi basta
ma invece no
perché mi bastasse
non sarei qui a scriverne-
scrivere
é scrivere l’assenza-
ho più morti accanto
che i vivi
parlo più con i morti
che con i vivi
imparo più
dai morti che dai vivi-
ho più amici tra i morti
che tra i vivi
ad esempio:
Lama Yeshe, Kerouac,
Ginsberg, Burroughs,
Corso, Dostoevskji
Tolstoj, Pasternak, Exupery,
Slovskij, Maiakovskij-
da loro proviene il calore
da me il calore verso di loro
é una specie di Tong-Len

4 thoughts on “

  1. Mi domando da tempo,

    la vita non potrebbe in realtà esser la morte e viceversa?

    Chissà

  2. bé, in fin dei conti é quello che dicono, con altre parole sia il cristianesimo che il buddismo; la vera vita comincia dopo la nostra liberazione spirituale…ma é dura molto dura trovarla, accettare di lavorare tanto su se stessi per trovarla, é uno scavo continuo ( almeno nel mio caso non finisce mai…)

    ciao

    Dianella

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