atrraverso l’arcobaleno

qualche giorno fa andando lungo la strada dritta, desolata, assolata,
sono entrata deliberatamente in un arcobaleno. Era la prima volta,
non m’era mai capitato prima di entrare, anzi di poter entrare, di decidere
d’entrare in un volume d’acqua, in un semicerchio d’acqua che produceva
un arcobaleno.
Dentro l’acqua sono entrata e dentro un arcobaleno. E’ stato bello.
Lo ripeterei. E’ stato bello essere stata così a stretto contatto, a così
stretto contatto fisico con quella moltitudine di riflessi colorati che noi
chiamiamo arcobaleno.
Visti da lontano, visti da vicino, v’assicuro non è come entrarci dentro
e uscirci, non è come attraversarlo un arcobaleno. Ma sono sicura di
una cosa: un sacco di gente avrebbe evitato d’entrare, d’attraversare un
arcobaleno, avrebbe cambiato strada, sarebbe tornata indietro, insomma
ne avrebbe avuto paura.
Invece è stata una gran bella esperienza, come entrare in un’altra dimensione,
la 5° o la 6°, fate voi, anche se tra l’entrare e l’uscire dall’arcobaleno, ci saranno stati
1 o 2 secondi di quello che abitualmente viene chiamato tempo. Anche se per
attraversare l’arcobaleno c’avrò messo non più di 1 o 2 secondi, ma non è che
li abbia contati, non mi è venuto proprio in mente di contarli- quando attraversi
un arcobaleno nonè che ti metti a contare quanto ci metti- lo stesso è stata
un’ "altra" esperienza, non semplicemente come attraversare un ventaglio d’acqua
proveniente da un campo di barbabietole, se insieme al ventaglio d’acqua c’è
anche l’arcobaleno e tu l’attraversi, è tutta un’altra cosa, è come entrare e uscire
in 1 o 2 secondi da un mondo, un altro mondo, ma non so quale….

la nostalgia velata
di rumori-
chiavi nella serratura
un cielo pieno
di vaghe sensazioni-
di ricordi persi
dove?
nella mente?
non può contenerli-
muoiono
ma di loro
rimane la cenere
di nubi vuote- piene
a molti strati
multicolori-
passano-
per un attimo le fermi
e ti domandi
quando? dove?
intanto i colori
ti prendono lo sguardo-
ti cattura l’ incanto
di un sogni vuoto

seminare la pazienza

D’inverno raccogliere i piccoli semi dai rami secchi del rampicante
fiorito  vicino al fuoco che scalda-vanifica-fa esplodere la noia
e la trasforma in placido-utile lavoro non domestico-non produttivo
che non risparmia e non replica. Mettere i piccoli semi neri nei barattoli
di vetro. D’estate fare piccoli tracciati nell’ erba vicino alle reti, ai tralicci
o sulle canne di bambù. Una piacevole pazienza

mente e scrittura

Se lasci lavorare da sola la mente attraverso la scrittura, lei comunque
costruisce un discorso o una storia; anche senza la tua volontà la mente
comunque costruisce un discorso che ha un suo senso logico o meno logico,
ha un suo senso comunque. Quindi quale mente, quale tipo di mente costruisce
quale disocorso se io allento la volontà? Gli sprazzi di volontà che comunque ci
sono sempre costruiscono il discorso legando tra loro logicamente le parole?
Connettendole tra loro? Forse no, perchè tutto comunque nel mondo è legato
e connesso, quindi anche nella mente, quindi anche nelle parole. Tutto è legato
e connesso, tutte le cose e i fenomeni esistono in quanto sono connessi tra di loro,
l’unica cosa che esiste è il loro legame.

la mente

piccole gioie e piccoli dolori
affollano ugualmente la mente-
bussano alle porte
non invitati entrano
prendono posto, spazio
occupano tutte le sedie
i muri, i pavimenti
tutti i soffitti, scantinati
accesi e bui
bianchi e neri
tutti gli armadi
cassettoni, dispense-
arrecano danno-
solo a tratti
la mente ha spazio
è vuota-
come una piscina
un lago
calmo
senza fruscii
di tuffi
eleganti o scalmanati-
ma è raro che capiti-
ci vuole volontà e sapienza
saggezza e pazienza-
vedo una riva calma
d’un mare che non ha colore-
ondine quiete non fan rumore