Camminando per strada all'improvviso la realtà si fa vaga

Ma è vera, esiste la torre là in fondo alla strada?
Ed esiste la strada?
E la foschia leggera nella giornata di sole esiste davvero?
E le luci gialle e rosse là in fondo alla strada del centro cittadino esistono?
E il centro cittadino?
E le facce e corpi che incontro?
E io che cammino vacua, e osservo con mente presente ma leggera
portata avanti solo dal peso del corpo, dalle gambe che devono
pur esserci là sotto a toccare il selciato – sì, io esisto?
E che significa dire sì o dire no?
Che significa dire, pensare, scrivere no, non esisto,
non esiste la torre e la strada e neanche le luci gialle e rosse
e neanche i visi e i corpi che incontro?
Che vuol dire davveroio non esisto? Che sono, siamo esistiti e ora non più?
Che siamo soltanto un passato? Che siamo sempre in un certo piccolo ritardo
e quindi non esistiamo qui e ora?
E che vuol dire tutto è illusione?
Chi lo sa lo dica.

2 thoughts on “

  1. Solo noi possiamo raccontarci la nostra verità sulla torre che intravediamo in fondo alla nostra strada. Non altri! Possiamo, forse, chiedere un consiglio a un qualche viandante che incontriamo durante il nostro andare ma sarà sempre la sua verità; non la nostra.

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