Le amiche

Io non mi compro mai niente. Le robe che porto mi durano anni, andare nei negozi, guardare, scegliere, decidere, spendere il giusto nel senso della famosa qualità-prezzo mi annoia bestialmente. E ci rinuncio. Me la cavo qualche volta con le liquidazioni ma solo se entrando in un negozio becco subito la cosa che mi piace. E’ successo così in un negozietto di paese, sono passata per caso davanti ad una vetrina, ho visto un pantalone rosso, sono entrata, l’ho provato e via l’ho comprato. Ma in genere non vado in città apposta per comprare qualcosa. Ma l’altro giorno ero con due amiche e si girava per il centro. Siamo passate davanti ad una vetrina di un negozio di scarpe che svende tutto perché chiude. A me quel negozio non è mai piaciuto e se non fosse stato per le mie amiche che si sono fermate a guardare le scarpe in vetrina avrei tirato dritto. Ma lì davanti mentre una diceva ” guarda carino quel paio” e l’altra di rimando ” anche quelle altre non sono male”, io butto l’occhio su un paio di scarponcini della mia misura ad un prezzo ridicolo per quel tipo di negozio. “Sono della mia misura”, dico a bassa voce. E faccio per tirare dritto per andare a prenderci il nostro solito thé in un bar carino. “Ma no, entriamo”, dice una delle amiche. “No, non ne ho voglia”, faccio io. “Ma dai”, fa l’altra, “entriamo, a quel prezzo”. “Va bè”, faccio io, “ma solo per provarle, sembra una pelle dura e magari mi fanno pure male”. Spingo la porta a vetri ed entriamo. C’è aria di smobilitazione nel negozio, sugli scaffali poche scatole, le commesse serie. “Fra una settimana si chiude”, dice una di loro quando chiedo di provare gli stivaletti. “A questo prezzo o li prende ora o non li trova più”, aggiunge. Li ho provati, ero perplessa, poco convinta, le scarpe che mi compro mi fanno sempre male per un sacco di tempo. Insomma senza quelle due amiche quelli scarponcini li avrei guardati in vetrina ma non li avrei mai comprati. Sono comodi come due pantofole e ora li porto sempre.

Venerdì 11 Gennaio 2019 ore 18 presentazione del mio romanzo 1968 alla libreria Ubik di Bologna

Venerdì 11 Gennaio 2019 alle ore 18 alla libreria Ubik di Bologna via Irnerio 27 presenterò il mio romanzo 1968 insieme al fisico e scrittore Bruno Giorgini  

Il mio romanzo “1968”
Il romanzo narra la vita quotidiana di una giovane studentessa fuori sede di nome Marina che fa politica attiva in un collettivo studentesco, torna spesso nella sua piccola città di provincia per farsi coccolare dalla famiglia, fa lavoretti per mantenersi, e “per caso” è coinvolta in qualcosa in cui mai avrebbe pensato di trovarsi.

Il rifugio, ovvero come capita di non conoscersi

Chi gestisce alberghi di montagna, rifugi o agriturismi si aspetta che si riempiano durante i giorni di festa. Ma non succede sempre. Una volta mi è capitato di andare in un albergo di montagna per l’ultimo dell’anno. Una grande tavola della sala da pranzo era piena di ogni ben di Dio. Ma gli avventori siamo rimasti per tutta la sera solo in due. Pare non sia una situazione così rara. C’è un rifugio sull’Appennino dove per alcuni anni gli unici avventori per il Natale sono state tre persone. Una giovane mamma e il suo bambino cenavano in un angolo, e un ragazzo che andava lì da solo in un altro. Si salutavano, ma per tre anni non hanno mai fatto amicizia. Ognuno andava a camminare o a sciare per conto proprio. Poi si ritrovavano a cena ognuno al proprio tavolo. Né alla giovane mamma né al ragazzo è mai venuto in mente in quei tre anni che ne so di dire ceniamo insieme? Non è mai capitato. Furono gli unici a frequentare quel rifugio per tre anni il 24 e il 25 Dicembre. La gente affollava quel luogo solo per Santo Stefano.
Poi successe qualcosa. Il quarto anno la giovane donna e il bambino non andarono come ogni vigilia di Natale al rifugio sull’Appennino. Erano emtrambi influenzati e così annullarono la prenotazione. Il ragazzo fu quindi l’unico avventore durante il 24 e il 25 Dicembre. Poi se ne andò a sciare con alcuni amici in Trentino. E lì si mise a pensare, non sapeva neanche lui perché, a quella giovane donna che non aveva incontrato come ogni anno al rifugio sull’Appennino. La cosa, non sapeva neanche lui perché, l’inquietò. Cominciò a ruminarci sopra e a starci un po’ anche male. Lo prese una specie di ansia di sapere.Telefonò al proprietario del rifugio sull’Appennino e si fece dare il numero di telefono della giovane donna. La chiamò, le chiese come stava e chiacchierando con lei scoprì che vivevano nella stessa città. Cominciarono a uscire, si capirono, avevano entrambi la passione per la montagna, ma soprattutto si capirono e capendosi si scelsero.

Alcuni momenti della presentazione del romanzo “1968” di Dianella Bardelli alla Biblioteca Comunale di Molinella il 28/11/2018

Locandina della presentazione del romanzo alla Biblioteca di Molinella  del 28 Novembre 2018

Locandina della presentazione del romanzo
alla Biblioteca di Molinella 
del 28 Novembre 2018

La mia newsletter letteraria di Novembre: il mio romanzo “1968”

Buona sera,questa è la mia newsletter letteraria di Novembre, contiene l’avviso dell’uscita del mio romanzo “1968”, edito da Parallelo 45 Edizioni e ambientato nella Bologna del ’68.
La prima presentazione avverrà mercoledì 28 Novembre alle 20,30 presso la Biblioteca Comunale di Molinella (Bologna), Piazza Martoni 19/1. Sarà presente l’editore Fabrizio Filios.
Il romanzo narra la vita quotidiana di una giovane studentessa fuori sede di nome Marina che fa politica attiva in un collettivo studentesco, torna spesso nella sua piccola città di provincia per farsi coccolare dalla famiglia, fa lavoretti per mantenersi, e  “per caso” è coinvolta in  qualcosa in cui mai avrebbe pensato di trovarsi. 
Questa è la copertina

A cosa mi fa pensare “Quello di dentro” di Sam Shepard

Libro frammentario, che parla di sé
quello di dentro appunto
che si rispecchia in quello di fuori
fatto di poche cose
magari grandi
come il deserto
o il vento –
poche persone
un padre che mai si vede
le ragazze
e i loro dialoghi surreali –
quello di dentro è un gran rifugio
dall’incomprensibile quello di fuori-
frammenti di scrittura
mi piace questo modo –
capitoli che si collegano gli uni agli altri
ma anche no
scene
schizzi lunghi e corti –
più che la descrizione del deserto
degli animali
del freddo e del vento
mi hanno stupito le donne
hanno un loro modo
libero, dinoccolato
assurdo e simbolico
di parlare –
chi le ascolta non capisce
chiede cosa? Perché?
Non capisce

Improvvisazione su due oggetti simili

Portavano a tracolla delle ceste aperte
ci tenevano soldi
quaderni
ci andavano in giro –
non si curavano
che potessero derubarle –
non è mai accaduto

Lei venne a trovarmi come al solito vestita di tutto punto –
elegantemente, con il suo prezioso anello al dito medio della mano destra –
portava un buffo cestino aperto a mo’ di borsa –
ne andava fiera
lo portava come fosse una regina –
come tutto in lei, del resto