Ricorrente

Ricorrente come un brano musicale molto amato – come un amico visto spesso – come i discorsi che si fanno in questi casi – come il thè o la spremuta che sempre si ordinano nello stesso bar – come On the road di Jack Kerouac che sempre si legge… ecco arrivare l’acqua, il sentiero, il camminare, la tavola. Quando? Dove? Nei sogni.

Improvvisazione senza titolo

Acqua di mare – gente in attesa – sperano in un crollo della montagna che impedisca il passaggio – terrore dell’andare controcorrente, cioè all’indietro dentro cose dimenticate – ambienti surriscaldati vicoli ciechi motociclette rotte gomme tagliate fantasmi  in botti vuote – contenevano vini squisiti antichi svuotate all’improvviso perché sono arrivati i soliti fantasmi di quella casa che nessuno abita da tempo – orfanotrofio per animali persi soli magri – rifugio per loro e anche per persone bambini abbandonati di cui si è sentito parlare ma nessuno li cerca li vuole così stanno insieme a cani grandi e piccoli – li seguono perché loro sanno trovare da mangiare – il loro rifugio è un casotto sulla spiaggia.

Acqua

mi attraggono
gli specchi d’acqua
gli acquitrini
le pozzanghere appena ha piovuto-
i fossi, i canali
i torrentelli
dove l’acqua scorre
ma lentamente-
il cielo mi piace di più specchiato
che nell’infinito spazio-
anche se è più scuro, più cupo
come  il negativo di una foto-
anche se è lo stesso distante,
altro
dalla materia solida
di una strada
di un sentiero
di una terra di campo-
però si abbassano gli occhi
per guardarlo-
dell’altro è il doppio ma possibile,
meno straniero
 meno imprendibile-
lo si può toccare
in fondo è fatto d’acqua