dentro/ fuori di me

cielo plumbeo, aria primaverile
il poco verde borda i fossi-
la giacca gialla splende
tra il grigio e la terra nuda-

un airone-
ombra nera
silenziosa e lenta-
porta in alto lo sguardo

mentre di lato
 il sole imita la luna
e dietro le nubi
 passeggia veloce-

ai lati della strada sterrata
 ciuffi d’ erba cipollina
profumano  la mia carezza

ma sull’argine ventoso
 affiora un che di amaro,
 un vago sentire
d’ altro tempo e d’ altro spazio –

lo sguardo cerca intorno
il ricordo
esitante  sembra trovarlo
dettato dalla vista dell’erba
 che porta allo stretto torrente

non lo caccio,
è un ricordo vuoto
e non lo temo-

scrivo
e sul quaderno
un minuscolo ragno
corre, scappa-

 ai miei piedi
una tana di talpe
squarcia in un punto il mio passo

lontano in  cielo
 un fringuello canta

Come vento di brughiera

 

Sto qui

sull’argine più alto-

intorno un vento freddo-

sa di colline erbose e spoglie,

di corpi infagottati

di baveri alzati,

di cappotti scuri,

di capelli arruffati

da un vento senza aggettivi,

un vento di brughiera-

invece scorre un fiume

stretto, limaccioso e libero,

tagliato nella terra

da una gran vanga

grezza, senza bellezza,

senza poesia-

intorno la pianura

di frutteti e canali

di valli, aironi bianchi

e falchi