Profezia

E ogni cento metri
c’era un usurpatore di preghiere-
costeggiavano una lunga strada
anche dov’ erano le mura
della nostra chiesa-
si tentò di mettersi accanto a loro
per recitare la giusta, vera preghiera-
ma gli usurpatori della preghiera
avevano facce e modi minacciosi
che ci facevano paura-
poi notammo
che dove cominciava
 un sentiero nel bosco
gli usurpatori della nostra preghiera
non c’erano più-
a loro interessava
solo la strada di città-
il selvatico
è libero
e vive senza preghiere e riti-
è già preghiera
è giò rito
è già chiesa

muro magliano

Il muro

Mi piacciono  i muri scrostati
sbiaditi
anche fatiscenti-
non so perché-
così è quest’arco
sopra il portale
della chiesa antica
di San Giovanni Battista
a Magliano di Toscana-
mi piace perché
non c’è più niente di visibile,
esplicito e facile,
magari anche bello, bellissimo,
da ammirare-
il basso c’è del verde di muffa
ma non è grigia
nera,
è verde prato
e allora per me è un prato-
in alto devono averci buttato
un po’ di calce-
per me son nubi-
il resto è niente ,
vuoto, color giallo
sbiadito molto-
non ha tracce
a cui appigliarsi
a cui agganciare l’immaginazione-
lo lascio vuoto:
prato, nuvole
e in mezzo niente

Nella chiesa d’Alberese

Nella chiesa di Alberese
per la prima volta nella mia vita
ho pensato
che il Cristo in croce,
che la rappresentazione del Cristo in croce
in chiesa e ovunque
ha uno scopo preciso:
ricordarci la sofferenza del mondo-

se non fossi entrata qui
nel caldo e nel silenzio,
se non avessi alzato lo sguardo
senza schemi
e senza idee,
se non avessi alzato lo sguardo
a questo piccolo
magro
scuro
Cristo
nell’immensa sia croce,
non l’avrei mai saputo-

non so voi,
non so gli altri,
ma spesso
personalmente
ho l’impressione
di essere eterodiretta
da qualcuno,
da qualcuno
-non genericamente da qualcosa-
che non sono io.