cielo d’inverno

dentro di me ascolto
il cielo mattutino,
calmo, chiaro e celeste
come un mantello
che guarisce e sazia
benedice e consola
e sfiora appena-
intanto altrove, sulla terra
mille foglie secche
grandi, tonde, ovali
si spargono come frutti
o regali non chiesti,
insperati
ma ben accolti-
il tormento si condanna da solo

ali di rondini

Ali di rondini, piccole, rigide, come di ferro nero. Si fan portare in alto in alto,
troppo, nel cielo azzurro di vento. Più in alto delle rondini, nel grande azzurro
c’è solo qualche nube, di passaggio, che s’è persa. Hanno un cielo grande
senza orizzonte, hanno un cielo grande, celeste del manto santo, hanno le
rondini, poche, 5 o 6, hanno le rondini dalle ali rigide di metallo, hanno
a disposizione un intero cielo, limpido ma troppo, chiaro, dilavato dal vento che
ora con l’ultime nubi se le porta via lontano.

l’albero

come mani verso l’alto in cielo rami arcuati con gemme già spuntate un albero all’incontrario un salice che alza i suoi rami ma son rigidi con gemme rosse rami appuntiti volti verso il cielo chiedono benedizione aiuto ma l’angelo bianco rimane a terra non spicca il volo come l’albero nero con le gemme rosse che ha agganciato il cielo ha agguantato l’aria l’ha arpinata ha arpinato l’aria ci si aggrappa come volessero quei rami ricurvi verso il cielo salire salire e oltre le nuvole fermarsi forse a guardare in giù ma gli alberi hanno radici in terra e anche gli angeli.