La musica di un quadro di Emilio Vedova

 

Suoni altissimi, roboanti, urlati-

mille trombe squarciano un’aria spessa

dove non c’è più spazio-

una canzone  canta il cuore immacolato-

l’egoismo per me è un suono piatto

sottile, soffiato appena

come un venticello che passa-

s’alza il volume,

le trombe scalzano le voci-

era un parlato melodico,

s’è perso nel bianco della voce infantile-

c’è un violino

che vuole superare le mille trombe

e un contrabbasso gigantesco, gutturale

che arriva più in basso, oltre il quadro

e un sole bianco che chiama-

è un jazz stanco, chiazzato

che non si governa più-

note alte come zigomi-

la coltre del piano li azzera tutti