un bellissimo documentario su Ginsberg, Kerouac, Corso e gli altri della beat generation


 Contiene testimonianze dirette dei protagonisti della beat Generation; è presente anche Timothy Leary che dice cose stravaganti ma di grande interesse. Ci sono filmati dell’epoca davvero inediti sulla scuola di scrittura di Boulder dedicata a Jack Kerouac. Vi compaiono Ginsberg, naturalmente, ma anche Corso, Orlovsky, Waldman, Burroughs, gli studenti che la frequentano. Ci sono letture di poesie in mezzo alla strada, piccole manifestazioni contro la guerra interrotte da poliziotti che hanno la stessa età degli studenti e tutto sommato si comportano in modo gentile, li invitano a spostarsi dal centro della strada o li spostano di peso ma con maniere non violente.
Un mondo a parte quello beat-psichedelico-hippy nelle sue manifestazioni più spontanee, prima che il mercato se ne impossessasse.
Alla scuola di scrittura le lezioni avvengono in luoghi informali, tipo soggiorni con sedie e poltrone sparse qua e là. Gli insegnanti parlano come viene loro di fare lì per lì, in modo del tutto spontaneo, improvvisato, stanno in mezzo agli studenti, non c’è separazione tra gli uni e gli altri. Magnifico, teatrale, Ginsberg quando legge le sue poesie accompagnato dall’harmonium che suona anche bene. Burroughs, come dice Ginsberg nel commento al documentario sembra uno della CIA dai modi di fare calmi e prudenti. Adorante la sempre presente Fernanda Pivano che ascolta scegliendo un angolo della stanza in cui rifugiarsi dalla luce accecante di tanta genialità raccolta tutta insieme davanti a lei.

 

Gli scrittori  Beat
( poesia dedicata a Fernanda Pivano, morta il 18 Agosto di un anno fa )

I beat vivono nel tentativo
non cercano la perfezione,
semmai il suo contrario-
rasentano l’errore,
scivolano, cadono
continuamente-
sbagliano
perché sono coraggiosi-
quando non accade
geniali, grandi ed profeti
come Dostoevskij

 

Per Nanda e per Neal


Benevola fucina
inarrestabile portavalori
murale consolidato
straniero in patria-
alla portata del mondo minerale
conteso
conterraneo di molti amici
fratello gemello
di uno ammalato d’amore
solidale eterno giovane-
fai pure, fai pure-
non vergognarti delle tue qualità migliori-
i santi, sai, fanno miracoli
anche piccoli, anche invisibili
ai fragili precari
abitatori della terra-
combattuti tra due mondi
inascoltati messaggeri
stabili portatori
d’acqua salmastra blu
architetti di bianchi
castelli di ghiaccio-
facilmente sorgono
dai deserti di conchiglie
e polvere d’oro-

il sole
quando lo chiama qualcuno
dall’albero d’acciaio e cemento
stufo di tanto amore
si libera di quel fardello