Quante vite

Quante vite
cambiamenti
svolte
rivoluzioni
negazioni-
quasi sempre negazioni-
angoli retti
belle curve, ampie-
altre dove è meglio rallentare
per non sbandare
andare fuori strada
farsi male-
poche evoluzioni
ricordi
gente che mi porto dietro
gente che non viene con me
da una vita all’altra-
fanciullezza:
non so, non esiste
ma davvero c’è stata?-
adolescenza
premessa della prima gioventù-
sarcasmo, prontezza
di spirito
bellezza che non si conosce-
dopo, le persone-
ogni persona, una vita
ogni gruppo, una vita-
ora solo io
da una vita all’altra
sola da una vita all’altra-
non mi fermo ad aspettare
ritardatari-
le onde
non sono mai le stesse


quello che ancora dicono di me: aspra ma dolce

 

tengo strette le mani

sull’arbusto solido

della mia mente afflitta-

ha una radice piccola

ma tenace, dura

che resiste

non s’estirpa

ha una volontà ferrea

non vuol morire

seccare, estinguersi-

tengo strette le mani

sul brutto arbusto

tozzo, di poche foglie

e tiro, tiro verso l’alto

con tutto il corpo

con tutta la mia energia

forza, volontà

per strapparlo, estirparlo

e liberare la terra

per altri semi, per altre piante

dai bei fiori vermigli-

per far crescere

che ne so perfino

un melograno

che dia frutti accesi e forti

in primo piano aspri

nel loro fondo dolci

 

 

L’IO

sono il portavoce di uno Spirito che non mi appartiene- appena adesso
ho parlato di vita-ecco- sono il portavoce di uno Spirito che non mi appartiene-
lo Spirito non sono "io"- io sono le corde vocali-un pezzo di cervello.
Se la guardi così è tutta da ridere perchè non c’è nessuno che nasce e muore
ma c’è lo Spirito, che come un’ape insaziabile va di fiore in fiore- e così si nasce
e si muore- non c’è F. che è morto, perchè la vita fa così, va di fiore in fiore.
Non è un vero, totale conforto, ma almeno è un inizio.