Urlando delizia sull’intero universo
Siamo morbidi caldi e tremanti come una farfalla d’oro

PRIMA PARTE

1) Capitolo primo

La cooperativa degli scrittori

Quando Bill incontrò per la prima volta Lenore nella sede di una cooperativa di scrittori era il 15 Gennaio del 1966.Era la stanza di uno scrittore che abitava in una grande e malandata casa vittoriana di Hightsbury, dove vivevano un sacco di artisti, uno la prendeva in affitto e poi subaffittava le stanze che non gli servivano; così questo scrittore che viveva in una di queste case aveva trasformato la sua stanza nella sede della cooperativa di scrittori che aveva contribuito a fondare. Erano una decina gli scrittori che ne facevano parte, oltre a Lenore c’erano altre due donne in questo gruppo, ma poi a scrivere gli articoli che si mandavano alle riviste underground erano solo in tre. C’erano tre tavoli in quella stanza, uno diverso dall’altro, erano una specie di piccoli banchi di scuola, ma uno diverso dall’altro per altezza e per fattura. Sarebbero andati bene per dei bambini di dieci anni, invece li usavano per scrivere i loro articoli tre ragazzoni dai 20 ai 25 anni; non avevano delle vere sedie per scrivere a quei tavoli, ma due seggioline di legno tipo stanza dei bambini e una seggiolina addirittura di vimini. Una cosa tutta da ridere oggi, voglio dire che oggi sarebbe una cosa tutta da ridere, userebbero quei tavolini e quelle seggioline per fare la parodia della cooperativa di scrittori anni ’60; invece c’è una fotografia che li ritrae seduti in quelle seggioline serissimi e concentrati su quello che stanno scrivendo.
A Lenore piaceva far parte di quel gruppo, secondo lei erano tutti davvero molto bravi, avevano acume, intelligenza, sensibilità, secondo lei; c’erano quelli che scrivevano cose tipo: ragazze di Krishna, ragazze-loto/avvolte in bandiere di garza/collegio di stendardi di preghiere/nella neve brillante della California…Oppure: Io rido/ me ne vado/entro in una stanza con dei cerchi/ Oppure: Una ragazza fa volare il drago del suo/ aquilone attraverso le nuvole che non riesce a raggiungere…
Vita quotidiana, quindi, emozioni quotidiane, niente di speciale in molti casi, nessun valore “poetico”, vita che si butta su un foglio mentre si vive o subito prima o subito dopo. Questo è il valore delle migliaia di poesie che si sono scritte a Hightsbury in circa due anni e mezzo, finché è durata l’autentica summer of love. Poi tutto è finito, e le poesie non si sono più scritte tanto spesso per le strade, si è ritornato a comporle nelle università, a meno che uno non fosse Allen Ginsberg.
Comunque quella sera di Gennaio del 1966 Bill arrivò in questa stanza dove si riunivano i poeti, portato da un amico. Perché erano venuti lì? Per dare un’occhiata, per vedere cosa succedeva, se si parlava di qualcosa di interessante.
Le riunioni della cooperativa , che si chiamava “Here and Now group”erano aperte a chiunque volesse parteciparvi, sia per ascoltare che per partecipare con proprie poesie. Ma non c’ erano mai più di una quindicina tra poeti e “pubblico”.
Quando Bill e il suo amico entrarono nella stanza trovarono una dozzina tra ragazzi e ragazze seduti per terra; formavano un cerchio in mezzo al quale su un grande foglio bianco e tondo c’ erano una ventina di candele accese; illuminavano quasi tutta la stanza che era in quel momento nel più completo silenzio. Stavano tutti meditando. Con gli occhi chiusi sembravano concentratissimi e chiusi a quello che succedeva intorno a loro. Bill e il suo amico si pentirono subito di essere venuti lì quella sera; non era quello l’ambiente che cercavano; quando avevano deciso di andare a dare un’occhiata a questo nuovo gruppo di poeti che si era creato da poco, avevano creduto di trovarsi di fronte al solito caos che c’era dappertutto in Hightsbury, spinelli, musica, gente che faceva l’amore ein mezzo a tutto questo poeti che si alzavano e alla maniera di Allen Ginsberg e cominciavano a declamare a gran voce le loro poesie. Invece si trovarono in mezzo a una seduta di meditazione. “Quanto dureranno questi a stare così?”, chiese Bill all’amico che l’aveva portato lì. “ E che ne so “, disse quest’ultimo, “ è la prima volta che vengo qui”. “ Ma se mi avevi detto che li conoscevi”. Qualcuno del cerchio fece loro cenno di stare zitti e così i due si misero in un angolo buio della stanza, si sedettero e aspettarono che quelle persone la smettessero di tenere gli occhi chiusi, accendessero la luce e facessero con loro un pò di baldoria. Avevano anche sete e si sarebbero fatti volentieri una bella birra gelata. Le due finestre della stanza erano chiuse, evidentemente per evitare di essere disturbati dal rumore della strada. Il tempo passava , il silenzio della stanza, le luci delle candele cominciarono ad avere su Bill e il suo amico, che si chiamava Ken, un effetto soporifero, tanto che in pochi minuti si addormentarono. La meditazione dei poeti durò una bella oretta a cui in fondo parteciparono a modo loro anche Bill e Ken. Fu Lenore ad andare a svegliarli; Bill aprì gli occhi trovandosi per la prima volta a pochi centimetri dal viso di Lenore. Gli sembrò un’apparizione soprannaturale. Lei lo aveva scosso delicatamente su una spalla e ora lo guardava con i suoi occhi neri e profondi e col suo sorriso appena accennato e spiritoso che nei mesi successivi a quel giorno Bill avrebbe studiato e contemplato con amore per ore e ore.
“Siete venuti a leggere le vostre poesie o ad ascoltare le nostre?”, chiese Lenore sottovoce.
“ Noi non sappiamo scrivere poesie, ma ascolteremo volentieri le vostre, rispose Bill.
“Va bene”, disse lei con un sorriso, “unitevi a noi nel cerchio”.
I due ragazzi si alzarono e le persone in cerchio fecero loro posto.
Poi cominciò il solito reading di poesie che tanto spesso avveniva in quei tempi ad Hightsbury. Tutti quelli intorno a cerchio lessero un loro poesia, ma a a dir la verità a Ken e Bill quell’atmosfera tra il magico e il mistico che si respirava in quella stanza non piacque per niente. Preferivano mille volte i readings rumorosi che avvenivano nei locali scalcinati o nelle comuni, dove si leggevano sì poesie ma anche si beveva , ci si faceva di qualcosa che qualcuno aveva portato, si chiacchierava, si faceva anche l’amore. Tutto in una baraonda di corpi, voci, risate a cui i poeti che leggevano le loro poesie non facevano caso, perché vicino a loro c’erano sempre quelli davvero appassionati di poesia. Ma gli altri, quelli che giravano i caffè e le case tutta la notte a far casino erano comunque i i benvenuti. E questo era il bello di quei tempi. Che si era sempre i benvenuti dappertutto.
“ Ci annoiamo un pò”, disse sottovoce Bill a Lenore, dopo che già cinque o sei tra ragazzi e ragazze avevano letto le loro poesie. “Allora andatevene”, rispose lei sottovoce. Ma non lo disse con rabbia, lo disse con un viso e un tono di voce neutro, come se fosse concentrata su qualcosa di molto importante e rispondesse a Bill senza interesse, in maniera automatica.
“ No, vogliamo rimanere, disse Bill, volevo solo comunicarti il mio stato d’animo. Non sono molto portato per la poesia. Ma rimaniamo, io almeno rimango, sì, sto qui finché ci stai tu”. “ Perché?, chiese lei incuriosita e sorpresa. “ Perché tu mi piaci e molto, disse Bill. Lenore gli sorrise, poi gli fece segno di stare zitto e riprese a partecipare a quella lettura di poesie.

 

Per Lenore Kandel a due anni dalla scomparsa:  dove vaga la tua sincerità?

E dove vaga la tua sincerità?
in quali cieli
Nirvana
Terra Pura –
in quale bambina
sei rinata?
bambina tibetana
indiana
americana –
ti vedo in altri cosmi
altri mondi
mondi del sorriso
perenne sorriso
perenne gioia
dell’amore
dato e ricevuto
ricevuto e dato
a uomini, donne e fiori –
dove è fuggita
la nuvola rosa
del tuo ultimo respiro?
18 Ottobre 2009:
dov’ero?
con chi?
dove?
e cosa pensavo?
forse ad un poeta
che osa e scrive
e sempre sorride

Per Lenore Kandel

(Il quadro è di Matteo Lavizza)
 
Copia di matteo per blogOggi è il secondo anniversario della morte della poetessa
americana Lenore Kandel

A lei dedico queste poche righe tratte da un romanzo che sto scrivendo
ispirato alla sua poesia e alla sua vita:

“Lenore era più di tutto una donna innamorata. Questo l’aveva portata a scrivere un piccolo libro di quattro poesie che trattavano le sue sensazioni durante l’amore con Bill.
Lenore era più di tutto una donna di casa. Adorava la casa. Adorava occuparsene, pulirla, “covarla”.
Lenore era più di tutto un poeta. La vita in lei parlava il linguaggio della poesia. Lei era la poesia.
Lenore più di tutto era il corpo sensuale, il corpo pieno, in questo senso Lenore era la “belly dancer”.
Lenore era più di tutto la donna che si dà agli altri. Che si rende utile. Che mette la sua creatività al servizio della comunità a cui appartiene. Era la ragazza digger.
La vita di Lenore Kandel è l’esempio di come la vita potrebbe essere vissuta se solo lo volessimo, e tutta l’esperienza hippy e Digger ha esattamente lo scopo di essere questo, mostrare alla società un modello di vita diverso, un modello di vita totalmente umano. Dove una persona può essere tante cose, tutte quelle a cui aspira. E questo in una vita sola.

Nel sito de La poesia e lo Spirito gli altri due miei racconti che fanno parte del romanzo che sto scrivendo inspirato alla vita e alla poesia di Lenore Kandel: " Credimi quando ti dico che tu sei bellissimo" e " L' amore è una forza che scioglie la pelle così che i nostri corpi si congiungono in un’unica cellula ":
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/10/16/credimi-quando-ti-dico-che-tu-sei-bellissimo-lamore-e-una-forza-che-scioglie-la-pelle-22-racconti-di-dianella-bardelli/

Nel sito de La Poesia e lo Spirito potete trovare quattro racconti ( due oggi e due domani a partire dalle ore 12) che sono altrettanti capitoli di un romanzo che sto scrivendo ispirato alla vita e alla poesia della poetessa americana Lenore Kandel, di cui il 18 Ottobre ricorre il secondo anniversario della scomparsa:

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/10/15/bill-e-lenore-bill-se-ne-va-racconti-di-dianella-bardelli/


 
 

Kandel Lenore, The love book

Amore è una parola di quattro lettere, le parole
veramente oscene sono odio, guerra, bomba.
Se possiamo riconoscere la nostra propria bellezza,
sarà impossibile per ogni essere umano recare
danno ad un altro essere umano.
Se trovi che il tuo corpo e soprattutto le tue parti
genitali sono brutte e vergognose, sarai incapace
di usarle con amore. Puoi cominciare dall'accettare e amare
te stesso come una manifestazione del divino
e poi estenderlo. Non soltanto attraverso l'amore fisico
ma come una forza generatrice e penetrante
diretta verso tutti gli esseri senzienti con la speranza
di una totale percezione e consapevolezza per tutti noi”

L'amore è un dono non un dare e avere”. Queste parole, in realtà molto attuali, la poetessa Lenore Kandel le ha pronunciate durante un'intervista comparsa in “Voices from the love generation” edito da Leonard Wolf e risalente al 1968. In questa intervista la poetessa parla della sua poesia, ma sopratutto del suo stile di vita, suo e di quel movimento giovanile che abitava, si radunava e operava nel distretto di Haight Ashburya S. Francisco tra il 1960 e il 1970, e che aveva fatto della liberazione sessuale nell'America puritana e conformista di quegli anni la propria bandiera. “ Quali sono i tuoi interessi?”- chiede l'intervistatore- “ La gente e le parole, i sogni e le visioni”-risponde Lenore- e aggiunge “Sono uno scrittore, ma sono una donna e non voglio sacrificare il mio essere donna a favore del mio essere scrittore. Ho sempre sentito me stessa in maniera graziosamente sensuale. Penso che tutte le cose sul peccato originale sono superate. Se ami qualcuno devi accettarlo integralmente e lui deve fare lo stesso con te se ti ama. L'unico modo che conosco affinché questo accada è l'esperienza, la vita e il dirsi sempre la verità”.
Di origini rumene e russe Lenore Kandel visse tra New York e Los Angeles prima di trasferirsi definitivamente a S. Francisco nel 1960. Qui divenne un'attivista del gruppo anarchico dei Diggers che offriva cibo, vestiti e cure mediche gratuite a chiunque ne avesse bisogno. Oltre alla poesie si dedicò ai più vari mestieri come ad esempio danzatrice, cantante, guidatrice di autobus. Partecipò al raduno hippy al Golden Gate Park del 1967; era il suo trentacinquesimo compleanno. Quando, unica donna sul palco, prese la parola, 25000 persone le cantarono insieme 'Happy Birthday'. A detta di chi all'epoca la conosceva era di una bellezza carismatica, aveva forme rotonde e sensuali, attirava l'attenzione di chiunque la incontrasse per il suo aspetto dominante e allo stesso tempo sereno.
Credo che Lenore Kandel, lo si intuisce dalle sue parole, dalla sua vita e dalla sua poesie, fosse una donna che non aveva paura. Delle proprie scelte, delle proprie contraddizioni, in un'accettazione incondizionata della vita così com'è. Non aveva paura di se stessa e degli altri. Soprattutto degli uomini che amava. Non aveva paura di perdere il controllo. Perdersi le piaceva. Ad una giornalista, sua vicina di casa, quando era già in là con gli anni, una volta guardando il tramonto disse sorridendo: “quanto sono eccitanti gli uomini che ti spezzano il cuore!”. Come non darle ragione? Ma molto spesso sia gli uomini che le donne sentono così forte questa eccitazione da scappare a gambe levate di fronte alla possibilità di perdere il controllo di se stessi.
Nel 1966 il suo libro di poesie “ The love book”, era stato condannato per oscenità. In questo piccolo libro di appena 8 pagine e 825 parole Lenore affronta poeticamente il tema dell'amore sessuale tra un uomo e una donna. Il linguaggio è esplicito, ogni parte del corpo maschile e femminile che riguarda l'atto sessuale viene nominata in maniera diretta e non eufemistica. “Everyone who makes love is religious”, disse Lenore Kandel in sua difesa alla giuria durante il
processo per questo suo libretto. E aggiunse “Io credo che quando gli esseri umani sono così vicini tra loro possano diventare una sola carne e spirito, essi trascendono l'umano nel divino”.
Il processo a The love book si svolse nella S. Francisco degli hippies nel 1966. Le persone che in due librerie avevano venduto il libro furono condannate. La giuria concluse che il libro era osceno e non aveva alcun valore sociale. Nel 1971 il verdetto fu capovolto.
In aula Lenore lesse alla giuria il suo poema in modo reverente e di seguito alcuni brani di di
S. Giovanni della Croce . “Amore è una parola di quattro lettere, le parole veramente oscene sono odio, guerra, bomba. Se possiamo riconoscere la nostra propria bellezza, sarà impossibile per ogni essere umano recare danno ad un altro essere umano”.
The love book è scritto in prima persona e quindi rispecchia le personali esperienze della poetessa; il linguaggio esplicito usato nel poema paradossalmente è ciò che spiritualizza l'atto sessuale in esso descritto e lo rende sacro, pur rimanendo un atto di piacere.
A questo proposito in in suo testo molto interessante, Lenore parla di cosa sia la poesia; il testo si intitola
La poesia non è mai compromesso. “ Due mie poesie, pubblicate in un piccolo libro, trattano d’amore fisico e dell’invocazione, riconoscimento e accettazione della divinità nell’uomo attraverso il medium dell’amore fisico. In altre parole, è un piacere. Un piacere così grande che ti rende capace di uscire dal tuo io privato e di partecipare della grazia dell’universo. Questa semplice e piuttosto ovvia formulazione, espansa ed esemplificata poeticamente, ha sollevato un furore difficile a credersi. Gran parte di tale furore era dovuto all’uso poetico di certe parole di quattro lettere d’origine anglosassone non sostituite cioè da più tenui eufemismi. Gli eufemismi scelti per paura sono un patto con l’ipocrisia e nell’immediato distruggeranno la poesia e alla fine distruggeranno il poeta. Qualsiasi forma di censura, mentale, morale, emotiva o fisica che sia, proveniente sia dall’interno che dall’esterno, è una barriera contro l’autoconsapevolezza”.
Infatti in “The love book” leggiamo:

Sono nuda contro di te
e metto la mia bocca su di te lentamente
vorrei tanto baciarti
e la mia lingua ti adora
sei bellissimo
il tuo corpo si muove verso di me
carne a carne
la pelle scivola sulla pelle dorata
come la mia verso la tua

la mia bocca la mia lingua le mie mani
il mio ventre e le mie gambe
contro la tua bocca il tuo amore
scivola…scivola…
i nostri corpi si muovono si uniscono

insopportabilmente
il tuo viso su di me
è il viso di tutti gli dei
e demoni bellissimi
i tuoi occhi…
amore tocca amore
il tempio e il dio

sono uno

copulare con amore-
conoscere il tremito della tua carne dentro la mia-

sentire spesse dolci linfe scatenarsi
corpi sudati stretti e lingua a lingua
sono tutte quelle donne dell'antichità innamorate del sole
la mia f… è un favo siamo coperti di venire e miele
siamo coperti l'un con l'altro la mia pelle è il tuo sapore
copulare-copulazione d'amore-copulare il sì intero-

l'amore fa fiorire l'universo intero-io/te
riflessi nello specchio dorato siamo l'avatar di Krishna e Rada
puro amore-brama della divinità bellezza insopportabile
carnale incarnato
sono il dio-animale, la dea f…spensierata il dio animale maschio
mi copre mi penetra siamo diventati un angelo totale
uniti nel fuoco uniti nel seme e sudore uniti nell'urlo d'amore
sacri i nostri atti e le nostre azioni
sacre le nostre parti e le nostre persone

In un suo saggio intitolato Con amore (San Francisco Oracle,n.4, Dicembre 1966)Lenore Kandel scrive:”Il libro dell'amore è precisamente ed esattamente quel che implica il titolo, un libro che tratta certe manifestazioni dell'amore. Non “ fate l'amore” come eufemismo per il rapporto sessuale, ma fare l'amore, cioè la trasmissione dell'energia estatica da un corpo all'altro. L'invocazione, il riconoscimento e l'accettazione della divinità dell'uomo attraverso l'amore fisico. Sei bello. Siamo tutti belli. Sei divino. Siamo tutti divini. Se negli angoli segreti della tua mente ti trovi brutto e sporco e indegno dell'amore, ti sarò impossibile dare e ricevere l'amore. Se trovi che il tuo corpo e soprattutto le tue parti genitali sono brutte e vergognose, sarai incapace di usarle con amore”.
Nello stesso numero del S. Francisco Oracle del 4 Dicembre 1966 Lenore pubblicò quest'altra bellissima poesia:
Poesia dell'Illuminazione

Siamo stati tutti fratelli, ermafroditi come le ostriche
donando le nostre perle sbadatamente
nessuno aveva ancora inventato la proprietà
né la colpa né il tempo
guardavamo passare le stagioni, eravamo cristallini come neve
e ci fondevamo gentilmente in forme più nuove
mentre le stelle ci ruotavano sopra la testa
non avevamo imparato a tradire
i nostri esseri erano perle
irritanti trasmutate in splendore
e offerte sbadatamente
le nostre perle diventarono più preziose e i nostri sessi
statici
la mutabilità fece crescere una conchiglia, scoprimmo diversi
linguaggi
parole nuove per nuovi concetti, inventammo orologi e sveglia
barriere lealtà
tuttavia…perfino ora…facendo finta di comunicare
infinite percezioni
mi ricordo
che siamo tutti stati fratelli
e offro sbadatamente

Vorrei ora accennare a qualche altra opera poetica di Lenore Kandel. Un'altra sua raccolta si intitola:Word Alchemy
Eccone alcuni versi:

Credimi veramente quando ti dico che tu sei bellissimo
io sono qui e ti guardo fuori dalla visione dei miei occhi
e dentro la visione dei tuoi occhi e ti vedo e tu sei
un animale
e io ti vedo e tu sei divino e ti vedo e tu sei
un divino animale
e tu sei bellissimo
il divino non è separato dalla bestia, è la creatura totale che trascende se stessa
il messia che è stato invocato è già qui
tu sei quel messia che sta aspettando di rinascere nella consapevolezza

tu sei bellissimo; noi siamo tutti bellissimi
tu sei divino; noi siamo tutti divini
la divinità diventa visibile nella nostra autoconsapevolezza
accetta l'essere che sei eilluminati
attraverso la tua stessa chiara luce

Secondo il critico americano John Yatesnessun altro poeta ha superato Lenore Kandel in profondità, intelligenza o audacia nella visione poetica. “Il suo lavoro mostra chiarezza, tecnica eccellente, stile, passione e coraggio nell'avventurarsi nella terra incognita del cuore umano. La scrittura di Lenore celebra la sacralità e la bellezza dell'animale umano.Eppure l'establishment letterario l'ha relegata a una nota a piè di pagina nella storia dei Beats e degli Hippies, dando più peso al processo per oscenità di The Love Book che al libro in se stesso. Altri la nominano solo come il modello per il personaggio diRamona Swartz nel romanzo di Kerouac Big Sur, oppure come partecipante ai raduni degli happenings dei Diggersdurante i giorni della controcultura di S. Francisco. La maggioranza dei critici la ignorano e il suo nome è assente dalle liste dei poeti Beat. I suoi libri non sono più pubblicati, il suo stile e la sua onestà sono considerati privi di fascino e retro. C'è da chiedersi perché ciò è accaduto. La risposta sta forse nel sessismo che ancora regna nel mondo della poesia. Inoltre Lenore è vissuta in un età in cui c'erano le buone ragazze e le cattive ragazze e le buone ragazze non scrivevano sullo “Scopare con amore” che è il titolo di un suo poema. Ma il colpo finale alla poesia di Lenore venne dal nascente femminismo che cominciò con il celebrare le donne, come faceva Lenore, ma ben presto assunse un carattere marcatamente asessuale e antisessuale. Divenne impossibile per una scrittrice essere accettata da altre donne se celebrava la propria sessualità e specialmente se celebrava l'amore per gli uomini”.
Secondo John Yates nel '70 il femminismo americano si alleò con la chiesa cattolica e il fondamentalismo protestante per condannare l'erotismo come una manifestazione della femminilità e ogni connessione tra l'eros e la spiritualità.

Lenore Kandel ebbe una vita avventurosa e per certi versi drammatica. A metà degli anni '60 abitava in una cooperativa di scrittori.Qui conobbe William Fritsch, soprannominato Sweet William, che si innamorò immediatamente di lei. Il fatto è che lui era entrato proprio allora negli
Hell's Angels di S. Francisco.Quello che accadde fu che i due si misero insieme e Lenore lo seguì nelle sue scorribande sulla sua Harley Davidson e nella vita spericolata di questo gruppo. Nel '70 i due ebbero un grave incidente di moto e Lenore rimase gravemente ferita alla schiena, tanto da non camminare più come prima. Da quel momento, dopo una lunga permanenza in ospedale, Lenore visse gli ultima quarant'anni della sua vita ( è morta lo scorso anno) nel suo piccolo appartamento, uscendo raramente per qualche reading. Pare che in questo anni passati in casa abbia scritto molto, tutti manoscritti ancora inediti e che sarebbe molto interessante vedere pubblicati.
Infine vorrei accennare ad altre poesie di Lenore, non contenute in The love book e di tutt'altro argomento. Una bellissima è di argomento sociale e politico, affrontato però in un linguaggio indiretto, allusivo, metaforico; si intitola: Prima massacrarono gli angeli.
Eccone alcuni versi:

Prima massacrarono gli angeli
legandogli con corde le esili gambe bianche
e
aprendogli la gola di seta con gelidi coltelli
Morirono battendo le ali come polli
e il loro sangue immortale bagnò la terra in fiamme,
noi guardavamo dal sottosuolo
dalle lapidi, le cripte
mordendoci le dita ossute
e
rabbrividendo nei nostri sudar! macchiati di piscio
I serafini e i cherubini non ci sono più
li hanno mangiati e han succhiato il midollo dalle loro ossa
spezzate
si sono puliti il sedere con piume d'angelo
e ora percorrono le strade disselciate con
occhi come brace ….

Un'altra poesia affronta il problema della droga nella S. Francisco degli anni '60, si intitola: Blues per sorella Sally
Bimba dalla faccia di luna con le braccia di cocaina
diciannove estati
diciannove amanti
novizia dell'angelo dei drogati
sorella laica del genere umano penitente
sorella nella marijuana
sorella nell'hashish
sorella nella morfina
contro il sudicio lavandino del bagno
si riempie le braccia di vita
(santo, santo)
porta la stimmata ( santo, santo) del cristo delirante
( santo, santo)
santo ago
santa polvere
santa vena
cara signorina dal cuore infranto….

 

 

ll 18 Ottobre di un anno fa moriva la potessa americana Lenore Kandel
la amo molto e la voglio ricordare con questa mia poesia dedicata a lei

 Per Lenore Kandel

Un pensiero
un sogno
una dedica
una commozione ammirata-
amica mai avuta
fantasticata
vista nelle descrizioni altrui
nelle sue parole scritte
allusive o esplicite
sempre poetiche-
nascosta
in piccole stanze odorose
stella
di una strada sola
unica e ribelle-
poesia vera
autentica
a volte perfino accademica-
padrona di temi, modi, visioni
parole
che arrivano insieme al suo sorriso,
che, dicono,
cominciasse dagli occhi-
sempre anche dopo
anche tanto tempo dopo-
il sorriso aperto
fiducioso
e illuminato
di una bambina

 

 

Lenore e Zina *

Due donne americane –
la stessa  età
negli stessi anni di cambiamento
e rivoluzioni culturali
 che cercano e trovano
il cuore di se stesse –
Lenore nella sacralità
dell’amore fisico e nella poesia,
Zina nell’amore spirituale del buddismo
e dei suoi giovani maestri tibetani –
entrambe
lontane anni luce
dalla loro epoca
di loro amici, dalla loro famiglia –
entrambe
in un altrove mistico
irraggiungibile ai più –
entrambe intrepide cercatrici,
ardite, coraggiose
inarrivabili

* Si tratta di Lenore Kandel
   e di Zina  Rachevsky

Il giardino di Lenore Kandel

Lo vedo piccolo-
forse non c’è mai stato,
e allora me lo immagino-
non riesco a pensare
ai suoi anni passati in casa
senza un prato
senza sedercisi in mezzo
al tramonto o all’alba
quando non si può dormire-
me lo immagino davvero piccolo-
sei metri per tre,
una cosa così-
il confine è una rete verde
che dà sul prato grande e ben rasato
di una casa abitata solo d’estate-
Lenore cura il suo rettangolo d’erba
con fatica, amore e dedizione
come ha sempre fatto con tutto e tutti
“ prima”-
prima dell’incidente
prima di chiudersi in casa-
perché, che cosa fa per strada
un’ hippy che non può camminare?-
Che fa la più bella ragazza  di Hashbury
se non può danzare,
 se non può attaccare 500 campanellini di vetro
agli alberi per un evento artistico,
così la gente li stacca
e se li porta a casa per ricordo?
Che fa se non può stare tre ore in piedi
a distribuire cibo gratis?
Che fa se non può più scorrazzare
sulle Harley Davidson?
Che fa se è una scrittrice?
Solo scrivere- accarezzare l’erba-
ascoltare il vento-
come sto facendo
ora in questo tramonto estivo
che è tutto ciò che esiste,
tutto ciò che è.

Per Lenore Kandel ( “ people and words, dreams and visions” )

Un pensiero
un sogno
una dedica
una commozione ammirata-

amica mai avuta
fantasticata
vista nelle descrizioni altrui
nelle sue parole scritte
allusive o esplicite
sempre poetiche-

nascosta
in piccole stanze odorose
stella
di una strada sola
unica e ribelle-

poesia vera
autentica
a volte perfino accademica-
padrona di temi, modi, visioni
parole
che arrivano insieme al suo sorriso,
che, dicono,
cominciasse dagli occhi-
sempre anche dopo
anche tanto tempo dopo-
il sorriso aperto
fiducioso
e illuminato
di una bambina