Improvvisazione ascoltando OM di John Coltrane

Parte prima: per Lenore ( Kandel )

Questo OM urlato stridato
tagliato spezzettato
portato da qualche parte
ma fuori da questo quaderno-
dove stai?
Dove vuoi, ovunque-
Lenore dalle trecce grosse
strette ma lo stesso ciuffi
fuggivano-
sguardo luminoso
sicuro un po’ da maestra
ma in senso buono-
e dopo?
Senza più voce?
Volume?
Densità?
Spirito?

Cos’è rimasto?
Cosa è cominciato?-
le gambe insicure
la schiena “ broken”-
eri pronta?
Attrezzata?
Lo spirito era già forte?
O lo è diventato?
O l’hai perso?
O l’hai trovato?-

ringhia intanto il sax di Coltrane
è un cane torturato
gli fanno male
gli fanno troppo male
tutto il male
eccolo tutto il male-

quella sì che era gente
quella sì che era arte-
pianoforte sax
voce spirito-

Parte seconda: lupi

Lupi, tanti, a mucchi, a branchi
nella neve, nella boscaglia-
si salutano si conoscono
non la smettono
ululano
ulula
Coltrane
alla fine
alla fine
alla fine
che non finisce-

OM OM i lupi ululano
OM fischiano da lontano
fischiano ululano
richiamano esultano
nella morte-vita-bardo-
OM il lupo
il lupo OM
di John
John
nome troppo comune per un genio

Parte terza: il genio è tutto

Un genio che ride-piange
e se ne va-
violini no
ma sembrano-
è il vibrato del sax
è il vibrato della vita
che arriva direttamente da una tomba
dalla tomba di John
che non so dov’è
ma so dov’è
lui-ora-qui
qui il suo spirito-
elefante che grida
dentro lo spazio angusto
di un circo familiare-
l’elefante troppo grande
per un circo così piccolo-
il sax s’allontana
ma nel romantico,
nella romanza
nella romanticheria-
lo scherzo della romanticheria
che fa il verso
la parodia
della romanticheria-
se ne va di nuovo
fuori dal quaderno
ma non se ne va mica nello spazio-
torna nella romanticheria
e poi si spigiona
se ne va dappertutto
e non ritorna più.