A proposito del film L’ultimo lupo


Sembra un film sui lupi e la steppa –
per gli occhi è questo –
ma non le nuvole (bellissime)
e i paesaggi ( meravigliosi)
non i lupi
e non la Mongolia
non i personaggi
l’erba
le gazzelle
i cani
le pecore
le colline
i sassi
gli uomini
le donne
i bambini –
non la magia di tutto questo
fa grande il film –
l’essenziale è il racconto
di un grande fisosofico-pratico
insegnamento:
c’è l’equilibrio
e c’è la rottura dell’equilibrio –
nel film c’è un equilibrio
è tra
lupi
gazzelle
umani
pecore
erba
estate
inverno –
tutte queste cose formano
uno stabile equilibrio di bisogni
che si soddisfano a vicenda –
se si muta un aspetto
l’equilibrio si spezza
si rompe
allora è il caos
la guerra degli uni verso gli altri –
la storia raccontata insegna
che non c’è il bene
e non c’è il male
c’è l’equilibrio
e la rottura dell’equilibrio
da qui il caos –
vado oltre
seguendo la teoria del bioregionalismo
di Gary Snyder:
solo nel selvatico ci può essere equilibrio
perché l’equilibrio
si crea solo spontaneamente
come è accaduto fino
all’invenzione dell’agricoltura –
come nel film L’ultimo lupo