Lama Yeshe e ieri all’Hospice la canzone di Natale

E’ tardi per scriverne
bisognerebbe farlo subito
quando l’emozione accade –
ma non è ancora solo un ricordo
e scriverne la trasforma
in una piccola gioia nel cuore –
la fiamma luminosa della canzone natalizia
scendeva su tutta la stanza
sulle persone sane e malate
sui dolci e i pasticcini
sulla tovaglia rossa
sui piatti rossi
e i tovaglioli con sopra babbo natale –
scendeva dalle stelle la canzone
e il freddo e il gelo della grotta
improvvisamente –
come a volte accade –
mi ha acceso e riscaldato il cuore
come fossi anche io
davanti a quel Lama
che capisce e accoglie
in quel tempo lontano

 Noi

siamo tutti
in quei 10 studenti
né alti né bassi
tutti bellissimi
della luce
della verità e della vita
noi siamo tutti
in quei 10 studenti
e abbiamo con loro varcato
il grande portale
di quel grande uomo
di un Presidente
vestiti come siamo
vestiti noi
“vestiti di strada”
hanno detto –
sì, vestiti di strada
quando noi che siamo loro
andiamo a scuola o al lavoro
oppure
vestiti di strada
andiamo a portare soccorso
aiuto o parola –
noi che scriviamo e diciamo parole
noi siamo tutti
in quei 10 studenti
dagli occhi dolci –
noi l'abisso che siamo
da ogni potere politico

rothko chapel 3

Trinità


Cappella nera
 non c’è compiacimento
 non c’è vista udito odorato,
non c’è bellezza consolazione buoni sentimenti
c’è un’immagine nera o vuota
 che è la stessa cosa,
nera o vuota nera e vuota.
Trinità come una divinità
davvero una divinità reale
una divinità di Natale
 da amare proprio ora proprio ora.
Trinità finalmente
 rimasta sola invisibile
 come è sempre
 quando non è Natale.
 Una panca per il viandante solo,
 sconsolato, disperato
 ma che ancora cerca
spera anela vuole.
Di fronte quello che vede sempre
niente di ammirevole
consolante niente di visibile
 reale immaginato.
Niente sembianza che nasconda
solo questo nero blu luminoso
da guardare per vedere per vedersi
 non sono porte
non danno accesso
 non conducono da qualche parte
non celano il divino
 non sono il tabernacolo
 ma sono tre.
il pavimento rosa è una nuvola
 su cui galleggiamo tutti
pericolosamente
 ma anche tranquillamente
un’ombra sola
il resto è  tutta luce

                     c’é una luce blu nella sera

                      che sembra neve, festa, natale-
                      non rallegra e non rattrista-
                      per un sol attimo
                      riempie la mente di luce
 
Buone Feste!