Improvvisazione su una parola presa a caso da un romanzo che sto leggendo. La parola è ERA

Era una bella giornata di sole leggermente velato. All’ora di pranzo era piovuto e tuonato e il cane, come al solito, era terrorizzato. Ansimava e andava di qua e di là cercando di intrufolarsi alche nel salotto dove sapeva che gli era vietato entrare. Veniva sgridato e allora desisteva dall’entrarvi. Poi smise di piovere. Tornò il sole leggermente velato. Era di nuovo caldo ma un po’ meno rispetto alle giornate precedenti.
Il caldo è sinonimo di noia. Non so perché con esattezza. Forse perché non si può fare niente, né camminare né fare muoversi per altri motivi. Anche a leggere si fa fatica. Ma ora era un po’ rinfrescato. Ma la noia era rimasta attaccata alla pelle come il sudore che continuava a impasticciare la faccia e le braccia.
Il libro che stava leggendo anche lui era noioso. Eppure non lo abbandonò come faceva sempre con quelli che fin dalle prime pagine non le piacevano. L’avrebbe continuato a leggere come se volesse trovarci qualcosa di buono prima o poi.

Improvvisazione sulla noia

qualcosa nasce sempre
perché si esclude tutto-
non ci sono distrazioni,
entusiasmi
cose da fare subito
ma subito
urgentemente-
c’è pioggia che finisce
e pioggia che ricomincia-
un falco cercato a lungo
nella mente e quindi visto-
a centinaia ne posso se voglio vedere-
come quella volta i due corvi
nel gelo dell’inverno
visti dall’autostrada
e quindi di sfuggita-
mi piacciono molto i corvi
perché se ne stanno da soli-
non beccano nella mano
non vogliono diventare amici-
oggi da quella stessa autostrada
ho visto un camposanto
piccolo, vuoto
abbandonato-
ci voglio ritornare,
faticherò a trovarlo-
ci voglio andare
entrarci e stare lì un po’
a scrivere
a vedere cosa porta
la penna sul quaderno
qualcosa di dettato
da chissà chi
lontano
 alto nei cieli
oppure a razzolare sulla crosta terrestre-
Nel piccolo camposanto, se lo trovo,
ci voglio stare un po’ ad ascoltare
voci, richiami suoni,
ad ascoltare il vento
come gira e rigira là dentro
senza piante, alberi da attraversare-
sarà un vento sottile
silenzioso, discreto-
ascolterò e ascolterò tutto
quel che c’è da sentire-
soprattutto sentire