Come vento di brughiera

 

Sto qui

sull’argine più alto-

intorno un vento freddo-

sa di colline erbose e spoglie,

di corpi infagottati

di baveri alzati,

di cappotti scuri,

di capelli arruffati

da un vento senza aggettivi,

un vento di brughiera-

invece scorre un fiume

stretto, limaccioso e libero,

tagliato nella terra

da una gran vanga

grezza, senza bellezza,

senza poesia-

intorno la pianura

di frutteti e canali

di valli, aironi bianchi

e falchi

Piegato_dal_vento

vento di pianura

il vento di pianura
ha il suono del mare
in tempesta di Maremma –
in un pomeriggio d’agosto
dopo ogni possibile tuffo e gioco
e bracciata veloce
sull’onda-
e sabbia arroventata
diventata fresca-
e l’ombre delle dune
che s’allungano
fino alla riva-
e intere famiglie
e coppie e comitive
che tornano
arruffati e felici
alla doccia
alla cena
al chiar di luna

falchi

 

Falchi della pianura –

della pianura secca invernale grigia-

 stoppie- un mar di stoppie

 poca terra arata lavorata migliorata

 dalle macchine dalla fatica dalle braccia-

falchi della pianura

dormono sopra fili sospesi, il capo di lato abbandonato

oppure hanno  grand’ali nere –

volano sopra la terra

come avvoltoi in cerca di cibo:

vermi, piccoli animali che la terra sputa-

non dico che vorrei essere  proprio un falco-

ma almeno per un’ora sì