E' il giorno dei martiri
è il giorno degli eroi –
non è vero che
non abbiamo più bisogno degli eroi –
ne abbiamo più bisogno che mai –
i nostri martiri
sono quelli come Vittorio Arrigoni
dal viso dolce,
spaurito non so –
è il mio eroe – martire
della pace, quella vera
quella assoluta
a cui io donna confusa
non so più neanche
se credere –
ma Vittorio è il mio eroe
della pace e dell'amore –
lui lo sapeva dove era
lui lo sapeva chi era
il suo io d'amore –
io amoroso
come quel cuore rosso
aperto e senza inganni
del Gesù del piccolo oratorio
che ben conosco

25 Aprile

In quest’epoca
grigia, conformista,
omologata e razzista,
in cui ancor e ancora
si caccia, si insulta, si odia
solo per il colore della pelle,
il mio cuore batte
per chiunque
maldestramente
ma pacificamente si ribella
anche con un solo gesto-
a meno che gettare a terra
una maglietta
non venga considerato
un atto violento-
forse qualcuno
che non è stato curato
come un “italiano”,
forse qualcuno
a cui non è stata affittata una casa
forse qualcuno
che non è “la nostra gente”,
in quella maglietta buttata per terra
si sarà sentito
aiutato
sostenuto
riscattato

Poesia civile

La ricerca ansiosa, paranoica

ossessiva fino al fanatismo

di eguali in tutto a sé

non sposta nulla

non cambia niente

genera vuoti rituali

di conferma

del proprio povero io malato

traumatizzato

frustrato, immobile-

genera intolleranza, conformismo

razzismo anche,

disprezzo del’altrui pensiero

faccia, mente, parola-

dietro stereotipati sorrisi

si nasconde l’interesse personale

la paura, la voglia di tana

di gruppo

di rifugio vile-

l’empatia è un’altra cosa

amico,

è l’amore che vedi

e che senti nel sorriso

vero, sincero

aperto

in chi più diverso da te di così

non potrebbe essere

per religione, modo di pensare

mangiare fidanzarsi

sposarsi, vivere, insomma

e anche morire