Poesie maremmane

Secoli e millenni

Devi pensare
che secoli e millenni addietro
il mare
suonava così
insieme al vento –
la stessa aria
accarezzava altri visi
lo stesso selvatico sguardo
interrogava il mare –
qualcosa
forse sarebbe accaduto
qualcosa
forse sarebbe apparso
all’orizzonte –
un nuovo arrivo
un passaggio fugace
un dio
che dall’alto benedicesse
o il tuono
che lontano
scaricasse fuoco
e incendiasse il mare –
come allora
anche noi aspettiamo
che qualcosa accada
cambi il corso delle cose
e del tempo –
così, per il gusto
del mutamento –
uomini, animali, piante
amano il cambiamento,
si muovono con esso

Poesie maremmane

Il vento di maremma

Forte d’alberi e foglie
era il vento di casa e di pianura –
invece qui si allarga vasto
silenzioso, fresco –
pervade mare
sterpaglia
uliveti
pini marittimi,
alberi dinoccolati e nobili
di quella innata bellezza
che è solo di Toscana –
qui il vento va e torna
scuote e rinfresca
passa ma non scompiglia –
qui è sempre tutto uguale
eppure lo sguardo oggi
ha qualcosa in sè di nuovo
d’indefinito, leggero.

Inizio dell’alba

L’inizio è solo
un fremito di gola
sei sottili singulti
dal cielo e dal canneto
e poi cinque rintocchi di campane
poi ancora il fremito
dolce e sottile –
lontano lontano
un gallo col suo grido
acuto e forte –
il piccolo vibrato di gola
prosegue sempre uguale
aspetto il cinguettio che non arriva –
intanto schiarisce il cielo
e con lui il quaderno –
il vento di fronde
copre il ritmico singulto,
mi giunge un’aria fresca
non più quella umida
della notte nera –
l’uccellino col suo sottile fremito
mi arriva giovane e franco
come l’aria che non si guarda
ma scivola libera
sulla mia pelle –
i galli son più d’uno ora
fan pensare a scuderie di cavalli
al cuoio delle finiture
al legno, alla paglia e al suo odore –
si fa ora più nitido il singulto
anche la luce
e il suono gentile del vento
mi fan più compagnia d’una parola –
eccolo in cinguettio
il primo
di questa mattina d’estate,
prolungato non s’interrompe
fila sicuro
poi si ferma, riprende,
è un suo discorso
sempre più ritmato e chiaro
per qualcuno là fuori che l’intende  –
l’aria si fa più fresca sulla pella
e anche la luce,
poi dal canneto
il risveglio si fa più forte –
il singulto ora
è come uno sbatter forte d’ali –
tritura l’aria
il suono intenso del vento con le fronde
spariscono le nubi
il cielo è terso-
tutto è senza significato
e senza poesia
come una prateria
d’erba verde e secca-
forte fremono le foglie
se guardo intenso
come di pioggia –
 le nubi spariscono dal cielo

Suoni

Distratta, incantata
da suoni stordenti di foglie –
rumore secco frusciante
luccicante impetuoso
laggiù dove tutto esiste
o non esiste –
senza studio, libri
parole di saggi buddisti –
laggiù lontano
diversi da me
frusciano alberi
troppo alti
e un frescore d’aria mi tocca
ma oggi non mi raggiunge