Le cose scritte partendo da un piccolo flash di ricordo

Le cose scritte partendo da un piccolo flash di ricordo diventano film fatti di quell’immagine riaffiorata e da qualcos’altro che non so da dove venga che la rende scrivibile non come ricordo, non come trascrizione di una realtà passata, ma come qualcosa che è diventata finzione. Le poesie, i racconti, i romanzi che partono da un ricordo diventano qualcos’altro, non sono più nel tempo. Appartengono ad un’altra realtà atemporale, sono nel luogo dell’immaginazione.

 Per M.

Entrasti trionfante portando quel cesto aperto usato come borsa
 ci tenevi il portamonete (com'era?, non ricordo)
un quaderno rilegato, bello, un libro, di quelli strani che leggevi tu,
un foulard azzurro chiaro e trasparente –
il tutto in bella mostra sul fondo di quel cesto ovale
 fatto di strisce sottili di giunchi  o vimini non so
col manico rigido ad arco che tu portavi
come fosse la più preziosa ma leggera cosa –
tutto al tuo arrivo o passaggio splendeva,
da umile diventava prezioso
forse per quel tuo anello di pietra bianca trasparente e l'altra blu
 con cui accarezzavi i libri del tuo mestiere –
avevi capelli rosso fulvo e lisci e li portavi lunghi
sempre perfetti appena un'onda ai lati sulle spalle –
quando ti guardavo mi impressionavano i tuoi occhi color dei tuoi capelli

 

 dentro/ fuori di me

cielo plumbeo, aria primaverile
il poco verde borda i fossi-
la giacca gialla splende
tra il grigio e la terra nuda-

un airone-
ombra nera
silenziosa e lenta-
porta in alto lo sguardo

mentre di lato
 il sole imita la luna
e dietro le nubi
 passeggia veloce-

ai lati della strada sterrata
 ciuffi d’ erba cipollina
profumano  la mia carezza

ma sull’argine ventoso
 affiora un che di amaro,
 un vago sentire
d’ altro tempo e d’ altro spazio –

lo sguardo cerca intorno
il ricordo
esitante  sembra trovarlo
dettato dalla vista dell’erba
 che porta allo stretto torrente

non lo caccio,
è un ricordo vuoto
e non lo temo-

scrivo
e sul quaderno
un minuscolo ragno
corre, scappa-

 ai miei piedi
una tana di talpe
squarcia in un punto il mio passo

lontano in  cielo
 un fringuello canta

la nostalgia velata
di rumori-
chiavi nella serratura
un cielo pieno
di vaghe sensazioni-
di ricordi persi
dove?
nella mente?
non può contenerli-
muoiono
ma di loro
rimane la cenere
di nubi vuote- piene
a molti strati
multicolori-
passano-
per un attimo le fermi
e ti domandi
quando? dove?
intanto i colori
ti prendono lo sguardo-
ti cattura l’ incanto
di un sogni vuoto