mente e scrittura

Se lasci lavorare da sola la mente attraverso la scrittura, lei comunque
costruisce un discorso o una storia; anche senza la tua volontà la mente
comunque costruisce un discorso che ha un suo senso logico o meno logico,
ha un suo senso comunque. Quindi quale mente, quale tipo di mente costruisce
quale disocorso se io allento la volontà? Gli sprazzi di volontà che comunque ci
sono sempre costruiscono il discorso legando tra loro logicamente le parole?
Connettendole tra loro? Forse no, perchè tutto comunque nel mondo è legato
e connesso, quindi anche nella mente, quindi anche nelle parole. Tutto è legato
e connesso, tutte le cose e i fenomeni esistono in quanto sono connessi tra di loro,
l’unica cosa che esiste è il loro legame.

La betulla e i nomi

quando non ricordi
il nome della betulla
la betulla
è davvero
una betulla-
quando lo ricordi
diventa un albero
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l’alone romantico della betulla che ho di fronte è dato dal nome?
dal suo aspetto, dal mio amore per gli scrittori russi?
Dal fatto che quando leggo Dostoevskji o Pasternak o Le anime morte,
o I diari di Tolstoj, li immagino sempre immersi nei boschi  di betulle?
Ma tutto questo non spiega l’alone romantico che ha questa betulla davanti
a me ora. Quindi invece di categorizzare, analizzare, rimarrò semplicemente
all’impressione complessiva. Finchè c’è l’ompressione complessiva
c’è creatività, arte, scrittura. Se si divide in categorie, pensieri, ecc…
addio creatività.
la creatività è senza nome
la creatività è prima dei nomi

I diari,gli scritti frammentari degli scrittori

Sto leggendo Diario di uno scrittore affamato di Kerouac:
è bellisssimo!! Come spesso mi è accaduto ho trovato
gli scritti frammentari di un grande scrittore più belli o almeno
equivalenti ai grandi romanzi; la stessa cosa è per il suo taccuino
di appunti: Un  mondo battuto dal vento

buddismo e scrittura

Il dharma, il buddismo, i maestri, per chi crede in loro, sono la forza propulsiva della creatività,
della motivazione, della decisione, del non temere o avere dubbi, dell’osare.
In questo il buddismo aiutò Kerouac nella sua creatività.
Bisogna scrivere non in una specie di trance, ma nel massimo grado di lucidità
mentale, ma come se la mano scrivesse da sola, non comandata, non controllata.
Senza controllo ma con mente lucida = concentrazione senza controllo.