mattino d’ottobre

dalla nebbia segreta
l’eco di spari
s’apre un varco
nell’ aria mattutina-
gracchia più forte il corvo,
avverte tortore e colombe,
vite sommerse
d’alberi e cespugli,
la terra stessa
appena lavorata-
uno stormo immenso
come un tornado nero
s’aggira alto nel cielo
narrando geroglifici,
disegnando spirali,
corridoi azzurri,
nuotando in montagne d’aria-
infinito é l’argine
ma lontano