Inizio dell’alba

L’inizio è solo
un fremito di gola
sei sottili singulti
dal cielo e dal canneto
e poi cinque rintocchi di campane
poi ancora il fremito
dolce e sottile –
lontano lontano
un gallo col suo grido
acuto e forte –
il piccolo vibrato di gola
prosegue sempre uguale
aspetto il cinguettio che non arriva –
intanto schiarisce il cielo
e con lui il quaderno –
il vento di fronde
copre il ritmico singulto,
mi giunge un’aria fresca
non più quella umida
della notte nera –
l’uccellino col suo sottile fremito
mi arriva giovane e franco
come l’aria che non si guarda
ma scivola libera
sulla mia pelle –
i galli son più d’uno ora
fan pensare a scuderie di cavalli
al cuoio delle finiture
al legno, alla paglia e al suo odore –
si fa ora più nitido il singulto
anche la luce
e il suono gentile del vento
mi fan più compagnia d’una parola –
eccolo in cinguettio
il primo
di questa mattina d’estate,
prolungato non s’interrompe
fila sicuro
poi si ferma, riprende,
è un suo discorso
sempre più ritmato e chiaro
per qualcuno là fuori che l’intende  –
l’aria si fa più fresca sulla pella
e anche la luce,
poi dal canneto
il risveglio si fa più forte –
il singulto ora
è come uno sbatter forte d’ali –
tritura l’aria
il suono intenso del vento con le fronde
spariscono le nubi
il cielo è terso-
tutto è senza significato
e senza poesia
come una prateria
d’erba verde e secca-
forte fremono le foglie
se guardo intenso
come di pioggia –
 le nubi spariscono dal cielo