Nubi del Tintoretto

A cena
guardando oltre l’ampia finestra
le nubi vagamente rosa
del quasi tramonto
hai detto:
Il Tintoretto-
ho guardato anch’io-
che già guardavo là-
con gli occhi tuoi
annuendo ammirata
di te, delle nubi vagamente rosa
e del Tintoretto-
c’è stata una pausa
dentro di me
mentre guardavo le nubi
diventate del Tintoretto-
da dentro quella pausa
è nato un pensiero
né intelligente né stupido-
per un secondo o due
il mio cervello è diventata
la macchina del Tempo
e quelle nubi
son tornate indietro di secoli-
ti ho detto:
strano sapere che anche allora
vedevano questo cielo,
questo tramonto,
queste nubi-
strano, ho poi pensato,
ma anche bello
e rassicurante-
oggi
allora per noi
c’è ancora speranza
( della/dalla bellezza)