Verso sera

Rosa risplende la neve
insieme al freddo
all’abbaiare
al gracchiare
ai miei occhi che guardano
alla mente che ammira-

poi il rosa dell’aria
si stende di più sulla neve,
si spegne anche il bianco
scurisce, s’accende di blu
e i rami degli alberi
diventano neri
e i suoni della terra
si smorzano-

sembra ancora giorno
ma è già sera

 

primolevi6_smallAssociazione Primo Levi di Bologna


Corso di Scrittura Creativa


Il Qui e Ora della scrittura, ovvero la scrittura come manifestazione della spiritualità umana. La scrittura letteraria per esplorare e dare voce ai nostri pensieri, emozioni, sensazioni mentre accadono.



Ogni venerdì pomeriggio

dalle ore 15 alle ore 17

via Polese 22

(sede della Università Primo Levi)

10 incontri di due ore l’uno

a partire dal 26 Febbraio


informazioni e iscrizioni:

Università Primo Levi

telefono 051 4844958

[email protected]

insegnante: Dianella Bardelli

scrittrice e insegnante di

Scrittura Creativa

[email protected]


Nebbia azzurra delle 15,03

non è il tramonto
ma sui sentieri
cala una nebbia azzurra
come il cielo laggiù
vicino a quel chiarore rosa-

più densa ai lati dei campi
giunge con l’onda attutita
dei cani del paese-

io e Kia andiamo
su sentieri erbosi e acciottolati
tra fossi d’acqua gelata
e alberi neri
come la terra-

scomposta
in questa armonia assoluta
sento, sguaiata,
la mia voce

Qui e ora nella piccola piazza

Un angolo di Parigi
nel cuore di Bologna-
una piccola piazza appartata
d’una bellezza ovvia e sconosciuta-
cinque alberi antichi, spogli
otto panchine marroni
l’acciottolato in mezzo-
è vecchia, non antica,
remota d’ altre vite
che nella sorpresa d’un tempo
non ancora finito
 si mescolano
qui e ora con la mia,
in un vortice mattiniero e lento
di calmo abbandono
di piacevole completezza
di dolce nostalgia

Acqua

mi attraggono
gli specchi d’acqua
gli acquitrini
le pozzanghere appena ha piovuto-
i fossi, i canali
i torrentelli
dove l’acqua scorre
ma lentamente-
il cielo mi piace di più specchiato
che nell’infinito spazio-
anche se è più scuro, più cupo
come  il negativo di una foto-
anche se è lo stesso distante,
altro
dalla materia solida
di una strada
di un sentiero
di una terra di campo-
però si abbassano gli occhi
per guardarlo-
dell’altro è il doppio ma possibile,
meno straniero
 meno imprendibile-
lo si può toccare
in fondo è fatto d’acqua

Acquitrini

C’è un acquitrino
in mezzo alla terra nera-
ci si specchiano alberi
lontani
e  un cielo remoto
distante
forse già  passato-

sto ferma
su questa strada-
la strada delle passeggiate
quando troppi pensieri si affollano
e non mi danno tregua-
anche l’acqua nel campo sta ferma,
se non la muovo
col mio cammino.