Spazio mentale delle 8,44

Guardo la piazza piccola la vedo e occhi nella platea conca in movimento teste occhi in movimento. Lui Allen che declama e inventa come so fare anch’io se voglio ma non voglio qualcosa dentro di me non vuole perché pensa di non potere guarda cerca ma non trova altro che brandelli di carne allungati qualcuno li tiene in mano li mostra, li vende? Nella piazza li mostra li vende vicino alla statua del Nettuno. Immaginata la piazza è scura, nera come in un incubo, in un film del terrore o come quando si sta male e tutto appare scuro, cieco, confuso, senza gente e contorni. Così ci sono questi brandelli di quel che cerco dentro di me strano non frammenti come elegantemente a volte dico ma proprio brandelli umani o animali carne comunque muscoli ma mollicci chi li vuole mai comprare? Nessuno ovviamente e così quell’uomo che nella visione li tiene fra le dita alzando il braccio non può far altro che mostrali

 Mattino

Conosco questa gioia nel cuore
inaspettata si mostra al risveglio,
dono spontaneo d'antica adolescenza
dolorosa altrove-
la delusione, ignaro e sfacciato castigo
dell'altrui vita,
si fa strada piano piano,
caccia la gioia e ne prende
in malo modo il posto-
la parola si mozza
e balbetta mattiniere sensazioni
il respiro si fa d'affanno –
leggo qualche riga di saggezza
rispondo alla delusione
con amara educazione –
sto attenta e calmo il respiro,
scrivo di Allen
penso ad un altro futuro –

a volte scrivere
è l'unica cosa
che rimane da fare
quando tutte le strade
ci sono precluse

Cinque e un quarto del mattino

frescura dalla porta finestra
a letto su un fianco
l’oscurante a metà-
la cornice è un rettangolo di cielo
dorato, caldo
splende ancora un po’ opaco-
un artificio
momentaneo e perso-
l’oro-bronzo
incorona il grand’ albero
tondo, largo, immobile-
gli occhi socchiusi ammirano
in attesa del nuovo sonno

Tre macchie in cielo

Primo mattino-
tre macchie di celeste
a ingentilire il cielo-
un’impressione d’azzurro
ma non di spazio,
coperto, ristretto
da nubi spesse e nebbia-
le macchie chiare hanno un potere,
aprono gli occhi ancorché
assonnati, annoiati
senza attesa di sorprese
da questi giorni grigi-
questo celeste che illumina
diventa allora
il mantello dei santi
o lo sfondo di Tangka
antichi e misteriosi
o quello di mistiche annunciazioni
o l’apertura su colline
di dipinti italiani
o il perfetto cielo
della città ideale-
queste tre piccole aperture azzurre
correggono l’umore neutro
lo mutano in un momento, vero,
d’allegria