delfino piccolo

il delfino

l’aria fresca del mattino

avvolge il mio braccio nudo-

è una sensazione liquida

fluida, marina

che ha il suono

di uno sciabordio leggero

d’onde mosse

appena da un delfino

dal muso allungato

che risale la corrente

di un fiume – mare-

è il delfino del mare

antico di Creta

striato d’oro e di luce-

il ventre morbido e bianco

lo sguardo serio

 nell’operazione

di fendere l’acqua tremula-

come quest’aria fredda

sul mio braccio

dopo una notte di pioggia

Durone Nero I_600

Osservazioni

Se osservo la mente

é come un passaggio

veloce o lento

di cieli-

passano, scorrono

pieni o vuoti di nubi-

sono cieli scuri

ma se decido posso vederli

anche più chiari-

poi sono figure

informi ancora

senza conversazioni

o parole

come nelle solite distrazioni

usuali quotidiane-

distrazioni

conversazioni

da chiarificare-

conversazioni

che non avrò mai

meglio lasciarlo cadere

il conflitto

il dolore-

bisognerebbe essere

più intimi, più empatici –

si è così soli

vero?

poi

di fronte a me nella mente

ciliegie

rosso scuro lucide

come le vedo bene!

é che mi piacciono e quindi le vedo così bene

che ne sento l’odore

il sapore

il rosso

di quella loro

inconfondibile freschezza –

e vedo la strada bianca sterrata

che mi conduce

dalle ciliegie rosse

e vedo il cielo

su quella strada

la strada delle

ciliegie-

è un cielo

grigio, grigio

chiaro come

succede d’estate –

in questa estate –

il sottofondo

di questa mattinata

è un tosaerba –

mi accompagna

ma non mi

disturba –

non reagisco

al rumore

eppure è presente

satura tutt’intorno l’aria

ma non c’è in me fastidio –

fosse sempre così

anche con le persone

i sentimenti

le emozioni! –

ho avuto un pensiero

al risveglio:

l’illuminazione

deve essere

non avere più

re – azioni

ma solo azioni –

poi più neanche quelle

 

 

 

 

Lama YesceAscoltando le parole di Lama Yesce da una registrazione del 1980

Sembra fare mmh…mmh…batte sulla coscia la mano sottolinea e poi tuona tuona nei cieli dell’Himalaya ok ok stt stt – abbiamo la vita – tuona tuona – abbiamo un corpo – basta? Ridono-  ridi Lama e io ti voglio bene – tuona tuona nero lassù in alto in alto sulla montagna alta nera – in cima la neve – grosse gocce grosse gocce tutto intorno un cemento che diventa scuro scuro d’acqua – pioggia che lava e mi lava – lava la mia mente stupida e ottusa – tuona tuona – dice grazie lui dice grazie a noi – sono triste ho un peso qui nel mio stomaco – stomaco stonato conturbato pieno che non si svuota il maledetto e inspiro e espiro piena di speranza e illusione e paura e vedo vedo ma più che altro sento qualcosa che c’è ma si nasconde dietro quel muro di mattoni – vecchio muro di mattoni leggero dice lui – sono leggero dice lui sono leggero – non è vero è alto e duro indistruttibile e di là – di là – oh di là è un prato fiorito ma invisibile e c’ é la risposta e forse c’è Dio in persona – un Dio che io non vedrò mai perché non ho occhi per vedere e un’anima piccola – piccina piccina – basta! – quella risata la sua e dei giovani discepoli – quando anch’io quando anch’io Lama quando? – non è chiedendo né pregando né implorando né inginocchiandomi che avrò un solo giorno un solo giorno di completa gioia senza: dubbi – colpa – ansia – e tutto il resto – dolore come Jack – basta esprimerlo? – su e giù e su e giù avanti e indietro avanti e indietro avanti e indietro un passo avanti e dieci indietro e nello stomaco questa pena – oscilla nel sole l’arbusto  le foglie così luminose  un po’ di luce – c’è uno spazio tondo dentro di me nel centro dello stomaco – ruota ruota gira come impastasse impastasse una cosa rossa che ruota ruota e io non so cos’è cosa macina cosa pesta ruota poi sfreccia veloce fuori di me e si perde nell’aria – e io non so perché

Il cinguettio sugli alberi vicino

Il cinguettio

 sugli alberi vicino

è una partita a tennis

un giocare a palla

un rimbalzare d’ugole,

di piccole gole

che si rispondono

che si connettono

si allacciano

si intrecciano-

il grand’albero

è come un alveare

di voci di strilli

veloci cadenzati

lenti-

anche l’aria

l’aria fresca del mattino

gira tutt’intorno

ai cinguettii

intrecciati tra loro-

gira intorno

a quei suoni

a quelle voci

le accarezza

le sostiene

le fa rimbalzare

e poi accarezza

anche me

la mia gamba

la mia spalla

e la guancia

quella che guarda al cielo

Foglie d’acero

Sono uscita

per andare

poche ore lontano

da casa,

la sicura dimora-

dal cancello

ho guardato

le foglie dell’acero

mosse leggere dal vento

come andassi

per sempre lontano-

in mia assenza,

ho pensato,

anche loro

quelle foglie

leggere dell’acero

si sarebbero mosse per sempre

Il 1° giugno 2008 ho guidato un corso di Poesia
e Prosa Spontanea a Selva Malvezzi ( Bologna )
dal titolo:
– Il “qui e ora” nella scrittura –
Il buddismo e la letteratura

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 esercizi di scrittura all’ aperto
sul senso dell’olfatto

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esercizi di scrittura all’aperto……….                      e al chiuso
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