Sole mattutino


nel sole mattutino
pesanti e lenti
nove rintocchi di campane
marchiano il giorno-
gli fan eco
galline, cinguettii diversi
un trapano nel muro
la tortora lassù sul filo
il mio respiro
l’aria fresca
che arriva nelle stanze-
lo scricchiolio del legno
il mio sguardo al quaderno
e poi agli alberi
pieni di sole e ombre-
e l’abbaiar di un cane
che invano chiama

 

Il campo


qua e là
scaldati dal sole
cuori aperti di cocomeri
guardano il cielo-
lugubri plastiche
nere a strisce si animano
nel poco vento-
a camminarci in mezzo
ti senti Napoleone dopo la battaglia-
rossi petti squarciati-
quel che era intero è sfatto-
guerre o cibo raccolto in fretta
e mangiato-
quel che sembra
quel che è-
quale sicurezza?

 

Paesaggio maremmano

( via Molinaccio, Alberese )


Il gran spettacolo
tra le quinte dei pini marittimi
è una prateria maremmana
di luce, colore, odore-
qua e là pochi cespugli-
è sterpaglia riarsa
a macchie larghe
e scure-
in fondo
un bosco orizzontale
di ulivi chiari
beniamini di questo luogo
animatori del paesaggio-
in alto nubi sfuggenti
confuse
col cielo
chiaro d’agosto

 Sono stata in vacanza in Maremma, ad Alberese; ho scritto un pò di poesie, eccone una

Quando il tempo era lento


Placide
le vacche maremmane
dalle lunghe corna
si radunano
dietro
una che le aspetta-
si avviano
verso il sottobosco
dopo aver mangiato
erba secca
nel campo assolato-
rapidi
gli volan dietro
piccoli aironi bianchi

alzando polvere
di terra rossa
avanzano
da ogni lato
dell’immensa prateria
e al muto richiamo
di una di loro
convergono tutte lentamente
in un sol punto-

è una scena antica
che si vede solo qui-
inutile fotografarla
o filmarla-
ci vuole il linguaggio
antico e sacro
della scrittura-

ora la mandria

imbocca senza fretta
un lungo sentiero
rosso e polveroso
che si confonde
con la luce del sole
con il colore dell’erba secca
col nitore del cielo
il grido continuo delle cicale
il vento fresco del pomeriggio
e il mio sguardo rapito


assisto alla fiaba
che si avvera-
alla magia
dell’essenza della vita-
la mia è pura ammirazione
la loro è pura
assoluta perfetta bellezza

l’incanto mi afferra-
non vado dove devo andare
guardo e aspetto-
la mandria
lenta e silenziosa
va verso la sua meta
senza padrone
senza pastore
urla, richiamo


una è rimasta indietro,
non ha seguito le altre-
non si muove
mangia curvata
tutta schiena e biancore-
una più grossa
l’attende sul sentiero-
scuote la coda nera
aspetta con il muso
rivolto al gruppo
già arrivato al sottobosco-
l’altra non la guarda,
non ha saziato ancora la sua fame-
io riprendo il mio cammino-
ma poi mi fermo di nuovo-
in attesa-
il tempo mi passa davanti
un tempo lungo
fatto di vento
sole, polvere rossa


la Maremma
è questo lento
corso di vacche
dalle grandi corna
che si attendono l’un l’altra
con calma, pazienza
perseveranza
e attenzione

poesia sul 2 Agosto
 
non è un caso che oggi 2 Agosto
nel primo risveglio
o nell’ultimo sogno
o nell’ultimo frammento
di sogno o visione
portassi tra le braccia tese
una casetta piena di terra e vermi-
( un buon modo simbolico e letterario
per ricordarmi in modo non ovvio
e originale, che vivendo camminiamo
lentamente portandoci sempre dietro,
addosso, la nostra morte-
il " ricordati che devi morire"
del cristiano e del buddista
oppure con Freaud
l’ossessione per la morte
che non credevo di avere-
però, credendo di far bene,
ci penso spesso-
forse il sogno o visione
mi avverte, è un avvertimento
a non pensarci troppo,
oppure, ancor meglio,
dal punto di vista del mio inconscio,
ovvero della mia salute psicologica,
a non pensarci affatto.