Un’attrazione che vuole essere assecondata

E’ andata in quella città lontana, dove recita una sua amica. L’amica è in crisi con il suo uomo, lui non la vuole più e lei poverina fa di tutto per sedurlo, ma lui niente, non la guarda, non la considera. Il brutto è che lei vive a casa di lui, e se si lasciano sarà un bel problema. Comunque io arrivo da lei nel primo pomeriggio, si chiacchiera, poi ceniamo noi due da sole. Poi si va a teatro. Mi ha tenuto un posto. Ed è accanto a lei che si è seduto un uomo. Sente un’attrazione che vuole essere assecondata verso il braccio di quest’uomo, non lo ha visto in viso, era già buio nella sala quando lui si è seduto accanto a lei. Lo spettacolo è comico e lei e lui sorridono negli stessi momenti. Che bella sintonia tra noi!, pensa lei. E’ già qualcosa, ma come farò ad attaccare discorso?, si chiede. La prende la timidezza. Basterebbe chiedergli quando si accendono le luci: ti è piaciuto lo spettacolo? Ma lei con gli uomini non fa mai il primo passo. Sulla parete alla loro sinistra c’è un termosifone. E’ una sala piccola quella. Quando si accendono le luci, si dice, mi alzo e mi metto vicino al termosifone e aspetto che lui si avvicini a me. Ma quando finisce lo spettacolo tutti gli amici degli attori si fiondano dietro le quinte per salutarli e complimentarsi così lei si sente in dovere di andare a salutare la sua amica. Cerca di fare presto ed è convinta che quell’uomo stia in sala ad aspettarla per attaccare discorso. Invece no. Prova una gran delusione. Perdere belle occasioni, così rare in fondo, sei proprio una stupida, si dice. E’ convinta che le occasioni perse sarebbero state le più belle, e qualche altra volta le è già capitato. Per non dispiacere a qualcuno, perché aveva già preso un impegno con degli pseudo amici, per senso del dovere, insomma. Come questa volta. Fregarmene dell’amica, ecco cosa dovevo fare, si dice, e agganciare quest’uomo che mi piaceva. A salutare l’amica ci poteva andare anche dopo.