Improvvisazione di scrittura su:

Francesca Woodman, self portrait talking to Vince

Liquide le parole, geniale invenzione –
di un libro intero una delle più intense
emozione indefinita –
ma forse è plastica che le esce dalla bocca
incollata in qualche artistico modo –
e lo sguardo?
Che c'è da dire dello sguardo
passivo, sornione di tralice –
guarda significativamente…
cioè?
Ma come…col maglioncino bianco liso
con le tendine di lato a fiorellini –
ma lo sguardo è significativo
e le parole liquide o di plastica
anche loro naturalmente significative
alla stessa maniera dello sguardo
sono come lo sguardo
sono lo sguardo –
Cosa ti sei messa in bocca
per figurare per significare
il parlare?
Inutile chiederti come ti
è venuta in mente questa idea…
comunque geniale l'idea
e quindi anche la sua realizzazione –
quando l'idea è forte…

* questa poesia l'ho scritta ieri, oggi cercando in
internet ho scoperto che Francesca Woodman è morta suicida
nel 1981 a soli 22 anni.
(“Ti ecciterai, caro amico, osservando un' immagine, ma non saprai mai che cosa vi è dentro”
“Ho dei parametri e la mia vita a questo punto è paragonabile ai sedimenti di una vecchia tazza da caffè e vorrei piuttosto morire giovane, preservando ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose

A darci dei limiti riusciamo a superarli

Offuscata dal rumore
marmellata di rumore
di lingue, parole
sottofondo spettrale
spettro d'umanità 
fantasma di esistenza –
parla spagnolo musicale 
l'acqua brilla sul tavolo –
ce n'è che parlano al telefono –
parlano e c'è anche chi lavora
leva piatti velocemente
muovendo e portando aria fresca –
non c'è suono distinto –
non comunica sensazioni
non intacca un'emozione
non la stacca dal petto
e non la genera –
ci vorrebbe il silenzio
che qui pubblico bellissimo
caldo posto, non c'è –
ci si arrampica a grappoli su piccolo tavolini
si lascia libero il centro
di questo cortile coperto –
ho deciso di scrivere tutto 
questo foglio di quaderno
ho deciso di riempirlo
e così lo illumino di una carrozzina gialla
unico sole qua dentro
mentre il rumore, la marmellata rumorosa
non ci dà quella tregua
di cui abbiamo tanto bisogno –
ma con le mani in tasca
sorridendo a qualcosa che dice la sua amica
ha sbirciato il mio quaderno a quadretti
su cui sto riempiendo l'ultima parte di questa pagina –
e così ha sorriso quel ragazzo con le mani intasca –
ha sorriso al mio quaderno e al mio scrivere –
questo mi basta per essere contenta-
anche perché ho cominciato un'altra pagina –
a darsi dei limiti riusciamo a superarli.
 


 
 

Kandel Lenore, The love book

Amore è una parola di quattro lettere, le parole
veramente oscene sono odio, guerra, bomba.
Se possiamo riconoscere la nostra propria bellezza,
sarà impossibile per ogni essere umano recare
danno ad un altro essere umano.
Se trovi che il tuo corpo e soprattutto le tue parti
genitali sono brutte e vergognose, sarai incapace
di usarle con amore. Puoi cominciare dall'accettare e amare
te stesso come una manifestazione del divino
e poi estenderlo. Non soltanto attraverso l'amore fisico
ma come una forza generatrice e penetrante
diretta verso tutti gli esseri senzienti con la speranza
di una totale percezione e consapevolezza per tutti noi”

L'amore è un dono non un dare e avere”. Queste parole, in realtà molto attuali, la poetessa Lenore Kandel le ha pronunciate durante un'intervista comparsa in “Voices from the love generation” edito da Leonard Wolf e risalente al 1968. In questa intervista la poetessa parla della sua poesia, ma sopratutto del suo stile di vita, suo e di quel movimento giovanile che abitava, si radunava e operava nel distretto di Haight Ashburya S. Francisco tra il 1960 e il 1970, e che aveva fatto della liberazione sessuale nell'America puritana e conformista di quegli anni la propria bandiera. “ Quali sono i tuoi interessi?”- chiede l'intervistatore- “ La gente e le parole, i sogni e le visioni”-risponde Lenore- e aggiunge “Sono uno scrittore, ma sono una donna e non voglio sacrificare il mio essere donna a favore del mio essere scrittore. Ho sempre sentito me stessa in maniera graziosamente sensuale. Penso che tutte le cose sul peccato originale sono superate. Se ami qualcuno devi accettarlo integralmente e lui deve fare lo stesso con te se ti ama. L'unico modo che conosco affinché questo accada è l'esperienza, la vita e il dirsi sempre la verità”.
Di origini rumene e russe Lenore Kandel visse tra New York e Los Angeles prima di trasferirsi definitivamente a S. Francisco nel 1960. Qui divenne un'attivista del gruppo anarchico dei Diggers che offriva cibo, vestiti e cure mediche gratuite a chiunque ne avesse bisogno. Oltre alla poesie si dedicò ai più vari mestieri come ad esempio danzatrice, cantante, guidatrice di autobus. Partecipò al raduno hippy al Golden Gate Park del 1967; era il suo trentacinquesimo compleanno. Quando, unica donna sul palco, prese la parola, 25000 persone le cantarono insieme 'Happy Birthday'. A detta di chi all'epoca la conosceva era di una bellezza carismatica, aveva forme rotonde e sensuali, attirava l'attenzione di chiunque la incontrasse per il suo aspetto dominante e allo stesso tempo sereno.
Credo che Lenore Kandel, lo si intuisce dalle sue parole, dalla sua vita e dalla sua poesie, fosse una donna che non aveva paura. Delle proprie scelte, delle proprie contraddizioni, in un'accettazione incondizionata della vita così com'è. Non aveva paura di se stessa e degli altri. Soprattutto degli uomini che amava. Non aveva paura di perdere il controllo. Perdersi le piaceva. Ad una giornalista, sua vicina di casa, quando era già in là con gli anni, una volta guardando il tramonto disse sorridendo: “quanto sono eccitanti gli uomini che ti spezzano il cuore!”. Come non darle ragione? Ma molto spesso sia gli uomini che le donne sentono così forte questa eccitazione da scappare a gambe levate di fronte alla possibilità di perdere il controllo di se stessi.
Nel 1966 il suo libro di poesie “ The love book”, era stato condannato per oscenità. In questo piccolo libro di appena 8 pagine e 825 parole Lenore affronta poeticamente il tema dell'amore sessuale tra un uomo e una donna. Il linguaggio è esplicito, ogni parte del corpo maschile e femminile che riguarda l'atto sessuale viene nominata in maniera diretta e non eufemistica. “Everyone who makes love is religious”, disse Lenore Kandel in sua difesa alla giuria durante il
processo per questo suo libretto. E aggiunse “Io credo che quando gli esseri umani sono così vicini tra loro possano diventare una sola carne e spirito, essi trascendono l'umano nel divino”.
Il processo a The love book si svolse nella S. Francisco degli hippies nel 1966. Le persone che in due librerie avevano venduto il libro furono condannate. La giuria concluse che il libro era osceno e non aveva alcun valore sociale. Nel 1971 il verdetto fu capovolto.
In aula Lenore lesse alla giuria il suo poema in modo reverente e di seguito alcuni brani di di
S. Giovanni della Croce . “Amore è una parola di quattro lettere, le parole veramente oscene sono odio, guerra, bomba. Se possiamo riconoscere la nostra propria bellezza, sarà impossibile per ogni essere umano recare danno ad un altro essere umano”.
The love book è scritto in prima persona e quindi rispecchia le personali esperienze della poetessa; il linguaggio esplicito usato nel poema paradossalmente è ciò che spiritualizza l'atto sessuale in esso descritto e lo rende sacro, pur rimanendo un atto di piacere.
A questo proposito in in suo testo molto interessante, Lenore parla di cosa sia la poesia; il testo si intitola
La poesia non è mai compromesso. “ Due mie poesie, pubblicate in un piccolo libro, trattano d’amore fisico e dell’invocazione, riconoscimento e accettazione della divinità nell’uomo attraverso il medium dell’amore fisico. In altre parole, è un piacere. Un piacere così grande che ti rende capace di uscire dal tuo io privato e di partecipare della grazia dell’universo. Questa semplice e piuttosto ovvia formulazione, espansa ed esemplificata poeticamente, ha sollevato un furore difficile a credersi. Gran parte di tale furore era dovuto all’uso poetico di certe parole di quattro lettere d’origine anglosassone non sostituite cioè da più tenui eufemismi. Gli eufemismi scelti per paura sono un patto con l’ipocrisia e nell’immediato distruggeranno la poesia e alla fine distruggeranno il poeta. Qualsiasi forma di censura, mentale, morale, emotiva o fisica che sia, proveniente sia dall’interno che dall’esterno, è una barriera contro l’autoconsapevolezza”.
Infatti in “The love book” leggiamo:

Sono nuda contro di te
e metto la mia bocca su di te lentamente
vorrei tanto baciarti
e la mia lingua ti adora
sei bellissimo
il tuo corpo si muove verso di me
carne a carne
la pelle scivola sulla pelle dorata
come la mia verso la tua

la mia bocca la mia lingua le mie mani
il mio ventre e le mie gambe
contro la tua bocca il tuo amore
scivola…scivola…
i nostri corpi si muovono si uniscono

insopportabilmente
il tuo viso su di me
è il viso di tutti gli dei
e demoni bellissimi
i tuoi occhi…
amore tocca amore
il tempio e il dio

sono uno

copulare con amore-
conoscere il tremito della tua carne dentro la mia-

sentire spesse dolci linfe scatenarsi
corpi sudati stretti e lingua a lingua
sono tutte quelle donne dell'antichità innamorate del sole
la mia f… è un favo siamo coperti di venire e miele
siamo coperti l'un con l'altro la mia pelle è il tuo sapore
copulare-copulazione d'amore-copulare il sì intero-

l'amore fa fiorire l'universo intero-io/te
riflessi nello specchio dorato siamo l'avatar di Krishna e Rada
puro amore-brama della divinità bellezza insopportabile
carnale incarnato
sono il dio-animale, la dea f…spensierata il dio animale maschio
mi copre mi penetra siamo diventati un angelo totale
uniti nel fuoco uniti nel seme e sudore uniti nell'urlo d'amore
sacri i nostri atti e le nostre azioni
sacre le nostre parti e le nostre persone

In un suo saggio intitolato Con amore (San Francisco Oracle,n.4, Dicembre 1966)Lenore Kandel scrive:”Il libro dell'amore è precisamente ed esattamente quel che implica il titolo, un libro che tratta certe manifestazioni dell'amore. Non “ fate l'amore” come eufemismo per il rapporto sessuale, ma fare l'amore, cioè la trasmissione dell'energia estatica da un corpo all'altro. L'invocazione, il riconoscimento e l'accettazione della divinità dell'uomo attraverso l'amore fisico. Sei bello. Siamo tutti belli. Sei divino. Siamo tutti divini. Se negli angoli segreti della tua mente ti trovi brutto e sporco e indegno dell'amore, ti sarò impossibile dare e ricevere l'amore. Se trovi che il tuo corpo e soprattutto le tue parti genitali sono brutte e vergognose, sarai incapace di usarle con amore”.
Nello stesso numero del S. Francisco Oracle del 4 Dicembre 1966 Lenore pubblicò quest'altra bellissima poesia:
Poesia dell'Illuminazione

Siamo stati tutti fratelli, ermafroditi come le ostriche
donando le nostre perle sbadatamente
nessuno aveva ancora inventato la proprietà
né la colpa né il tempo
guardavamo passare le stagioni, eravamo cristallini come neve
e ci fondevamo gentilmente in forme più nuove
mentre le stelle ci ruotavano sopra la testa
non avevamo imparato a tradire
i nostri esseri erano perle
irritanti trasmutate in splendore
e offerte sbadatamente
le nostre perle diventarono più preziose e i nostri sessi
statici
la mutabilità fece crescere una conchiglia, scoprimmo diversi
linguaggi
parole nuove per nuovi concetti, inventammo orologi e sveglia
barriere lealtà
tuttavia…perfino ora…facendo finta di comunicare
infinite percezioni
mi ricordo
che siamo tutti stati fratelli
e offro sbadatamente

Vorrei ora accennare a qualche altra opera poetica di Lenore Kandel. Un'altra sua raccolta si intitola:Word Alchemy
Eccone alcuni versi:

Credimi veramente quando ti dico che tu sei bellissimo
io sono qui e ti guardo fuori dalla visione dei miei occhi
e dentro la visione dei tuoi occhi e ti vedo e tu sei
un animale
e io ti vedo e tu sei divino e ti vedo e tu sei
un divino animale
e tu sei bellissimo
il divino non è separato dalla bestia, è la creatura totale che trascende se stessa
il messia che è stato invocato è già qui
tu sei quel messia che sta aspettando di rinascere nella consapevolezza

tu sei bellissimo; noi siamo tutti bellissimi
tu sei divino; noi siamo tutti divini
la divinità diventa visibile nella nostra autoconsapevolezza
accetta l'essere che sei eilluminati
attraverso la tua stessa chiara luce

Secondo il critico americano John Yatesnessun altro poeta ha superato Lenore Kandel in profondità, intelligenza o audacia nella visione poetica. “Il suo lavoro mostra chiarezza, tecnica eccellente, stile, passione e coraggio nell'avventurarsi nella terra incognita del cuore umano. La scrittura di Lenore celebra la sacralità e la bellezza dell'animale umano.Eppure l'establishment letterario l'ha relegata a una nota a piè di pagina nella storia dei Beats e degli Hippies, dando più peso al processo per oscenità di The Love Book che al libro in se stesso. Altri la nominano solo come il modello per il personaggio diRamona Swartz nel romanzo di Kerouac Big Sur, oppure come partecipante ai raduni degli happenings dei Diggersdurante i giorni della controcultura di S. Francisco. La maggioranza dei critici la ignorano e il suo nome è assente dalle liste dei poeti Beat. I suoi libri non sono più pubblicati, il suo stile e la sua onestà sono considerati privi di fascino e retro. C'è da chiedersi perché ciò è accaduto. La risposta sta forse nel sessismo che ancora regna nel mondo della poesia. Inoltre Lenore è vissuta in un età in cui c'erano le buone ragazze e le cattive ragazze e le buone ragazze non scrivevano sullo “Scopare con amore” che è il titolo di un suo poema. Ma il colpo finale alla poesia di Lenore venne dal nascente femminismo che cominciò con il celebrare le donne, come faceva Lenore, ma ben presto assunse un carattere marcatamente asessuale e antisessuale. Divenne impossibile per una scrittrice essere accettata da altre donne se celebrava la propria sessualità e specialmente se celebrava l'amore per gli uomini”.
Secondo John Yates nel '70 il femminismo americano si alleò con la chiesa cattolica e il fondamentalismo protestante per condannare l'erotismo come una manifestazione della femminilità e ogni connessione tra l'eros e la spiritualità.

Lenore Kandel ebbe una vita avventurosa e per certi versi drammatica. A metà degli anni '60 abitava in una cooperativa di scrittori.Qui conobbe William Fritsch, soprannominato Sweet William, che si innamorò immediatamente di lei. Il fatto è che lui era entrato proprio allora negli
Hell's Angels di S. Francisco.Quello che accadde fu che i due si misero insieme e Lenore lo seguì nelle sue scorribande sulla sua Harley Davidson e nella vita spericolata di questo gruppo. Nel '70 i due ebbero un grave incidente di moto e Lenore rimase gravemente ferita alla schiena, tanto da non camminare più come prima. Da quel momento, dopo una lunga permanenza in ospedale, Lenore visse gli ultima quarant'anni della sua vita ( è morta lo scorso anno) nel suo piccolo appartamento, uscendo raramente per qualche reading. Pare che in questo anni passati in casa abbia scritto molto, tutti manoscritti ancora inediti e che sarebbe molto interessante vedere pubblicati.
Infine vorrei accennare ad altre poesie di Lenore, non contenute in The love book e di tutt'altro argomento. Una bellissima è di argomento sociale e politico, affrontato però in un linguaggio indiretto, allusivo, metaforico; si intitola: Prima massacrarono gli angeli.
Eccone alcuni versi:

Prima massacrarono gli angeli
legandogli con corde le esili gambe bianche
e
aprendogli la gola di seta con gelidi coltelli
Morirono battendo le ali come polli
e il loro sangue immortale bagnò la terra in fiamme,
noi guardavamo dal sottosuolo
dalle lapidi, le cripte
mordendoci le dita ossute
e
rabbrividendo nei nostri sudar! macchiati di piscio
I serafini e i cherubini non ci sono più
li hanno mangiati e han succhiato il midollo dalle loro ossa
spezzate
si sono puliti il sedere con piume d'angelo
e ora percorrono le strade disselciate con
occhi come brace ….

Un'altra poesia affronta il problema della droga nella S. Francisco degli anni '60, si intitola: Blues per sorella Sally
Bimba dalla faccia di luna con le braccia di cocaina
diciannove estati
diciannove amanti
novizia dell'angelo dei drogati
sorella laica del genere umano penitente
sorella nella marijuana
sorella nell'hashish
sorella nella morfina
contro il sudicio lavandino del bagno
si riempie le braccia di vita
(santo, santo)
porta la stimmata ( santo, santo) del cristo delirante
( santo, santo)
santo ago
santa polvere
santa vena
cara signorina dal cuore infranto….

 

 
 

Cooper Scott, Crazy heart

Scritto, diretto e prodotto da Scott Cooper nel 2009 e uscito in Italia quest'anno, Crazy heart è un film tratto dal romanzo omonimo di Thomas Cobb.
La trama ruota intorno al personaggio di Bad Blake, interpretato da
Jeff Bridges, che ha vinto per questo ruolo un premio Oscar come miglior attore protagonista.
Bad Blake è un cantante country alcolizzato sul viale del tramonto . E' costretto ad esibirsi in bar di infimo ordine e perfino nelle sale da bowling. Un tempo è stato famoso, ma ora si ritrova ad assistere impotente all'ascesa del suo allievo prediletto Tommy Sweet, interpretato da
Colin Farrell.
Incontra una giovane donna di nome Jean, una giornalista che va ad intervistarlo. I due si innamorano, ma ben presto la ragazza lo abbandona, dopo che suo figlio di pochi anni affidato a Bad si è perde ( e si ritrova ) in un centro commerciale. Bad decide di disintossicarsi dall'alcol, ma la ragazza non vuole più saperne di lui. Scrive una canzone per Tommy Sweet che ha un grande successo. Sei mesi dopo ad un concerto di questo cantante incontra di nuovo Jean.Si è fidanzata con un altro. Lui è contento per lei e anche Jean lo è nel vederlo in così buona salute ora che si è liberato dall'alcol. I due si mettono a chiacchierare amabilmente su una panchina.
Questo finale, diverso da quello del libro, è un happy end in piena regola, e, a mio avviso, anche un po' stucchevole. Magnifica e struggente però la canzone che lo accompagna. Si tratta di Theweary kind di
Ryan Bingham,che compare anche all'inizio del film come Tony, leader della band che suona con Bad Blake nel bowling.
Nel romanzo di Thomas Cobb da cui è tratto il film l'abbandono di Bad da parte della ragazza ha un'importanza ben maggiore nel tratteggiare la psicologia del personaggio. Non rappresenta, come nel film la spinta per risorgere dalla dipendenza dall'alcol e avviarsi ad un luminoso successo come songwriter. Al contrario è la causa del suo precipitare verso una inesorabile e definitiva rovina.
Personalmente ho apprezzato di più il finale drammatico del romanzo con la sua visione realista e non consolatoria della vita. Bad, nonostante il successo stia per arridergli di nuovo, è troppo solo e disperato per goderselo. Ricade nell'alcol e non si risolleverà più dal fango in cui precipita.
La cosa curioso è che questo finale è stato girato dal regista ma poi tagliato. Nel DVD del film è tra I “ Contenuti Speciali”, cioè tra alcune delle scene girate ma poi eliminate. Secondo me questa è la scena più bella del film, quella meglio riuscita, quella meglio interpretata. Il fatto poi che non sia doppiata in italiano, fa sì che la voce bassa e arrochita di Jeff Bridges renda meglio lo stato fisico e mentale di Bad. Si aggiunga che la scena si avvale di una fenomenale attrice,
Annie Corley, che compare solo in questa scena e se l'è vista pure tagliata…
A questo proposito vorrei accennare all'interpretazione “fisica” di Jeff Bridges.
La sua interpretazione rimarrà memorabile per gran parte delle scene del film, come quella a cui ho appena accennato, o quella in cui il figlioletto di Jean si è smarrito, o ancora quelle in cui canta le bellissime canzoni del film. Ciononostante non l'ho trovato sempre credibile nel personaggio di Bad; a mio parere a volte esagera un po' nel fare il Bad ubriaco. E poi anche a sgualcirlo un po' come è stato fatto nel film, è forse troppo bello per essere fino in fondo quel tipo di personaggio, nonostante tenti in tutti i modi di mostrarsi flaccido, pallido e cadente. Si fa fatica a vederlo come un alcolizzato all'ultimo stadio, a cui un medico prevede a breve una morte per infarto o ictus se non cambierà vita, smetterà di bere, mangiare schifezze e dimagrire una dozzina di chili.
Nonostante ciò nella seconda parte del film la sua recitazione diventa più intensa, acquisisce profondità, emoziona di più; forse perché l'azione rallenta, ci sono anche meno dialoghi, meno strade e paesaggi stupendi d'America, meno distrazioni, quindi e può emergere la vera sofferenza di Bad, quella dovuta alla delusione amorosa e alla consapevolezza di essere un alcolizzato.
Ma Thomas Cooper, come già dicevo, ha deciso di non enfatizzare questo tema a favore di un consolatorio e non realistico lieto fine. Jean, interpretata Jean Craddock col suo rifiuto lo porta sulla via del “bene”, quando nel romanzo è esattamente il contrario.
Ho trovato eccellente l'ambientazione, soprattutto gli interni dei locali in cui si esibisce Bad. L'azione si svolge tra il Colorado, il New Mexico e il Texas, con paesaggi mozzafiato e inquadrature magnifiche. La parte del film in cui Tommy Sweet appare durante un concerto è stata girata nell'anfiteatro all'aperto di Albuquerque con 12.000 posti, mentre alla Santa Fe Opera House, sono state girate le ultime scene della pellicola.
Interessante e convincente l'interpretazione dell'attrice che dà vita al personaggio di Jean; Robert Duvall compare alla fine del film, interpreta la parte dell'amico fidato, quello che ti sta sempre vicino, anche nei momenti peggiori, che non si spaventa di nulla, che ha visto mille volte Bad ubriaco fradicio, l'unico che gli dà davvero una mano. Anche i personaggi minori sono interpretati da attori bravissimi.
Oltre alla canzone di Ryan Binghamche ha vinto un Oscar come miglior canzone originale, il film è accompagnato dalle magnifiche musiche di
T Bone Burnette Stephen Bruton.
Le canzoni del film sono cantate realmente da Jeff Bridges che le interpreta magnificamente. Tra l'altro l'attore era già un cantante prima di girare il film e imparare tutti i manierismi della musica country. Nel 2000 aveva già registrato un album: Be here soon.
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Crazy heart, 2010
in Usa è uscito nel 2009
durata 112'
genere drammatico
Regista Scott Cooper (1971)
Soggetto Scott Cooper
Fotografia Barry Markowitz
Scenografia Waldemar Kalinovski
Montaggio John Axelrad
Musiche T Bone Burnett, Stephen Bruton e Ryan Bingham
DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox
Interpreti principali:
Jeff Bridges: Bad Blake
Maggie Gyllenhaal: Jean Craddock
Robert Duvall: Wayne Kramer
Colin Farrell: Tommy Sweet

appare anche qui: http://www.lankelot.eu/

  Camminando per strada all'improvviso la realtà si fa vaga

Ma è vera, esiste la torre là in fondo alla strada?
Ed esiste la strada?
E la foschia leggera nella giornata di sole esiste davvero?
E le luci gialle e rosse là in fondo alla strada del centro cittadino esistono?
E il centro cittadino?
E le facce e corpi che incontro?
E io che cammino vacua, e osservo con mente presente ma leggera
portata avanti solo dal peso del corpo, dalle gambe che devono
pur esserci là sotto a toccare il selciato – sì, io esisto?
E che significa dire sì o dire no?
Che significa dire, pensare, scrivere no, non esisto,
non esiste la torre e la strada e neanche le luci gialle e rosse
e neanche i visi e i corpi che incontro?
Che vuol dire davveroio non esisto? Che sono, siamo esistiti e ora non più?
Che siamo soltanto un passato? Che siamo sempre in un certo piccolo ritardo
e quindi non esistiamo qui e ora?
E che vuol dire tutto è illusione?
Chi lo sa lo dica.

 Cobb Thomas, Crazy heart
Le tournée o le ami o le odi. In ogni caso sei fottuto”

Dopo aver letto un romanzo che mi è molto piaciuto di un autore che non conoscevo, quel romanzo diventa un mio classico. E quindi lo rileggo, lo studio. Diventa un mio maestro. E l'autore con lui, naturalmente.
Lo scrittore Thomas Cobb non sapevo neanche che esistesse prima di notare il suo romanzo Crazy hearth sugli scaffali delle novità della Biblioteca Sala Borsa di Bologna. L'ho preso in prestito perché era appena uscito, perché era americano, perché mi piaceva il titolo e anche la copertina. Bé, adesso che l'ho letto me lo comprerò anche perché vale la pena di rileggerlo e tenere a portata di mano nello scaffale dei libri che “mi servono”. Intanto ho comprato il DVD del film che è stato tratto dal romanzo. Spero non mi deluda.

Thomas Cobb è nato a Chicago, Illinois, ma è cresciuto a Tucson in Arizona dove insegna letteratura. Crazy heart è il suo romanzo d'esordio, dopo ha scritto una raccolta di racconti,Acts of contrition e un secondo romanzo Shavetail. Nel suo sitodi sé scrive: “ Sono cresciuta a Tucson, in Arizona che non ho lasciato fino all'età adulta. Ho trascorso gran parte della mia infanzia nel deserto. Tra i miei compagni di gioco c' erano il rospo cornuto e la tarantola. Conoscevo i miti della frontiera in Arizona, e quei miti divennero i miei eroi, Wyatt Earpe i suoi fratelli, Doc Holliday, Cochise, capo degli Apache Chiricahua, e il suo amico Tom Jeffords, e Geronimo. Quando ero un adolescente ho amato ancora il deserto, ma non volevo più rimanere lì. Volevo vivere a New York o Los Angeles o Chicago o Londra, dove accadevano cose interessanti e importanti. Anni dopo, quando ho vissuto a Houston, ho iniziato a capire quanto sia stato importante il deserto per me e quanto mi mancava. Ho cominciato a leggere su di esso, e quando sono tornato, ho guardato il deserto in modo diverso. Era diventato il paesaggio della mia immaginazione. Io vivo in New England, ma scrivo in Arizona”.
I nomi dei suoi miti danno già un'idea delle sue preferenze in campo umano: un pistolero, due leaders Apache, uno scout indiano, uno sceriffo-ladro di cavalli. Persone affascinanti, a leggere le loro biografie, soprattutto per aver vissuto una vita che avevano scelto, che non era loro semplicemente capitata. Erano stati imprudenti, come minimo.
Lo stesso si può dire per Bad Blake, il protagonista di Crazy heart, che vive una vita che si è scelto e la vive pericolosamente, a modo suo, come vedremo.

Crazy heart è stato pubblicato in America nel 1987, senza più essere ristampato. E' diventato famoso da quando ne è stato tratto il film l'anno scorso conJeff Bridgesnella parte del protagonista, per cui ha vinto un Oscar. Solo dopo l'uscita del film l'Einaudi stile libero ne ha fatto l'edizione italiana.
Ciò che ci viene presentato nel romanzo è un mondo, non semplicemente quello della
musica country, ma dell'ambiente musicale americano in quanto tale. E insieme ad esso siamo in grado di dare uno sguardo a quell'America profonda ( dello “sprofondo” la definisce Bad, il protagonista ) di cui sono pieni i romanzi americani. Quella incontrata, ad esempio, mille volte da Sal e Dean in Sulla Strada di Jack Keoruac nelle piccole città e nelle tavole calde di mezza America.
Bad Blake, protagonista di questo romanzo, è un cantante e musicista country di 57 anni. Grasso, gonfio, acciaccato, col fiato grosso e alcolizzato da sempre. Anni prima ha avuto molto successo, nel frattempo quattro matrimoni tutti falliti, auto di lusso, case, denaro a fiumi, buttati al vento per il semplice piacere di farlo. Un mascalzone tenero e simpatico a cui viene di perdonare tutto. Bad Blake rappresenta l'altra faccia dei rubacuori d'annata che affollano le nostre case, strade, discoteche, bar, osterie. E come lui piacciono un sacco alla donne.
Nel romanzo Bad è e si sente in piena decadenza, ha continuamente l' impressione di sopravvivere a se stesso, a quello che era un tempo. “ Ti ritrovi davanti a un pubblico di babbioni che si sono controllati i denti sul vetro della porta. Sorridi e cantiSlow Boattre volte a sera. E la mattina dopo, cazzo, ti alzi alle cinque e ti metti in macchina per quattrocento chilometri con certe emorroidi che ti sembra di avere un nido di formiche nel culo” ( pag. 9 ).
Ma Bad Blake non molla, spera ancora in una possibile resurrezione, in un'altra opportunità. Per rifarsi e tornare ad essere quello di prima, anzi meglio. Infatti è un bravo musicista e songwriter ancora sulla breccia. A Houston, dove al momento vive, ha una sua band con cui si esibisce ogni settimana in un locale della città. Questo è il suo lavoro fisso. Fa anche delle tournée in giro per la provincia americana utilizzando musicisti locali. Beve molto fin dal mattino, Jack Daniel's, solo quello, fumando una dietro l'altra sigarette Pall Mall. Facendo le debite differenze è una
Janis Joplin trent'anni dopo, solo che lei beveva solo Southern Comfort e a differenza di Bad adorava l'eroina fino a morirne. Aveva 27 anni quando morì di overdose e non era sul viale del tramonto, ma ci si sentiva.
Nel romanzo Bad ha ancora un discreto numero di ammiratori, ma sono quelli di quando era giovane e famoso. All'inizio del libro incontra Bob Glove, che è stato il suo bassista per un paio di tournée negli anni in cui Bad teneva un concerto dietro l'altro – Vivo qui a Las Vegas. Da quasi vent'anni – dice Bob – Ho un impresa di costruzioni. Me la passo bene. – Un musicista resta sempre un musicista. Lo sai. Ce l'hai nel sangue, Bob. – No, Bad, ce l'hai nel sangue tu, poco ma sicuro. Io no. Sono contento della mia vita di adesso. Non la cambierei mai. ( pag. 34 ).
Dovunque vada Bad incontra coetanei che hanno abbandonato i sogni della gioventù. Lui no, e questo è il suo bello. Per questo gli si perdona tutto. Donne molto più giovani di lui lo cercano, lo amano, vogliono conoscerlo, passare una notte con la star del momento di Pueblo in Colorado o Clovis nel Nuovo Messico. “ Jo Ann sta ancora dormendo. Ha il trucco sfatto e i capelli attorcigliati alla mano. Sembra più vecchia, un po' andata, ma Bad le ha sempre preferite così, tutte quante” ( pag. 23 ).
Per lui il concerto serale è un lavoro, una dipendenza psicologica, un grande odiato amore di cui non può, non sa fare a meno. “ Le tournée o le ami o le odi. In ogni caso sei fottuto…Le tournée ti aprono gli occhi. Sta tutto lì. Non c'è niente al mondo come la tournée. E' tutta un'altra storia, lì fuori”. ( pa. 273 ).
Ha un figlio che non vede da vent'anni. Nel romanzo lo ritroverà, ci parlerà, gli confesserà tutte le sue malefatte, gli chiederà inutilmente perdono. Con lui si metterà a nudo e così facendo si riscatterà almeno ai nostri benevoli occhi e catturerà la nostra simpatia di lettori. Ad un certo punto si innamora di una giovane donna, una giornalista che lo va ad intervistare. Ma anche lei dopo un inizio promettente lo abbandona a causa della sua dipendenza dall'alcool.
Prova a disintossicarsi e contemporaneamente il successo gli arride di nuovo. Ma Bad è infelice per il suo perduto amore. Era la donna giusta per lui e lo ha abbandonato. Tenta inutilmente un ultimo abboccamento: “ – Non bevo più, ce l'ho fatta. Mi sto disintossicando. Prendo l
'Antabuse, vado All'anonima Alcolisti…E' tutto cambiato adesso… – No. Tu non verrai da me e io non verrò da te. E voglio che non mi telefoni più”.( pag. 275 ).
Nonostante abbia firmato un buon contratto per due sue nuove canzoni, dopo questo abbandono Bad cade nelle vecchie abitudini, e forse, lascia intuire il finale, la discesa agli inferi sarà per lui precipitosa e definitiva. In un bar incontra una donna di mezza età “ Non scherzo – dice Bad – faccio il cantante. Bad Blake. Slow Boat. – S', col cavolo. E' morto. – Ancora no, cara. – Mi chiamo Donna. Va bene così, tesoro. Me ne offri un altro?

La scrittura di Thomas Cobb è all'altezza di questa, che secondo me, è una gran bella storia. Lo stile la veicola con scioltezza, incisività e mordente. Il libro in questo tiene botta in tutte le sue 281 pagine, senza mai un cedimento, un calar di tono, un che di troppo o troppo poco.
Praticamente ogni scena, persona, situazione sembra di vederla o perlomeno lo scrittore dà sufficienti spunti per potersela immaginare.
Nelle parti narrative e descrittive Thomas Cobb usa frasi quasi sempre brevi, ma lo stile risulta ugualmente non piatto o monotono. I dialoghi mai fine a se stessi fanno andare avanti la trama, che il lettore segue con tensione e stando per tutto il tempo dalla parte di Bad, il perdente. Ma in realtà c'è una concezione della vita dietro la storia apparente di un vecchio cantante che ha perso il treno del successo. Quale sia lo si capisce leggendo il libro. E ha a che vedere con il desiderare – avere – ottenere – perdere. In questo groviglio di sentimenti ed emozioni nella scrittura di Thomas Cobb, come anche in quella del mio amato Kerouaccon cui comunque Cobb non ha nulla a che spartire, disperazione e voglia di vivere stanno insieme in maniera indistinguibile. Della serie siamo disperati ma nel frattempo divertiamoci.
Come dicevo all'inizio dal romanzo è stato tratto un film di grande successo. Sono molto curiosa di vederne le somiglianze e le differenze con il libro. Penso di parlarvene presto.

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