dentro/ fuori di me

cielo plumbeo, aria primaverile
il poco verde borda i fossi-
la giacca gialla splende
tra il grigio e la terra nuda-

un airone-
ombra nera
silenziosa e lenta-
porta in alto lo sguardo

mentre di lato
 il sole imita la luna
e dietro le nubi
 passeggia veloce-

ai lati della strada sterrata
 ciuffi d’ erba cipollina
profumano  la mia carezza

ma sull’argine ventoso
 affiora un che di amaro,
 un vago sentire
d’ altro tempo e d’ altro spazio –

lo sguardo cerca intorno
il ricordo
esitante  sembra trovarlo
dettato dalla vista dell’erba
 che porta allo stretto torrente

non lo caccio,
è un ricordo vuoto
e non lo temo-

scrivo
e sul quaderno
un minuscolo ragno
corre, scappa-

 ai miei piedi
una tana di talpe
squarcia in un punto il mio passo

lontano in  cielo
 un fringuello canta

Se fossi…

Se fossi un albero
sarei forte e tutto rami-
se fossi un uovo
sarei piccolo da trovare-
se fossi una farfalla
volerei dentro di me
insieme a mille altre-
se fossi un coccodrillo
sarei piccolo nelle fogne di N.Y.-
se fossi un piatto
sarei farro e ceci-
se fossi la Tv
sarei muta e rotta-
se fossi questo venticello
sarei più freddo, gelido
come quello in faccia a Dostoevskij
durante la deportazione in Siberia-
se fossi la Siberia
sarei piena di fiori tropicali-
se fossi quel cagnolino là fuori
che abbaia tutto il giorno
starei un po’ zitto-
se fossi le due tortore
che stanno facendo il nido
qui vicino avrei
i loro occhi da angelo.

c’è una fiamma dentro ognuno di noi
che parla e detta


A volte mi sento così

oggi
sono un bidone vuoto
di fuori è blu
dentro
tutto il petrolio
si è consumato
o è stato portato altrove-
combustibile
per qualcun altro
più meritevole
o più fortunato

oggi
dentro di me
c’è un sacchetto
bianco
piccolo
pieno zeppo
di un  qualche frumento,
erba, verdura
o perline colorate-
sta lì
cresce o rimpicciolisce
ma io non sono Alice
e oggi
il mondo non è
quello delle meraviglie

oggi
dentro di me
c’è un forziere aperto-
come nei film ti aspetti
gioielli, monete d’oro
monili, pietre preziose-
a guardar bene invece
il forziere è vuoto-
in bella vista
scure pareti di legno-
dal fondo un’eco
di risata

Goccia d’attesa

E’ l’attimo che non puoi mancare
prima della fine
del ritorno a casa
dell’obiettivo mancato-
è fredda questa goccia
pericoloso
il rischio che si corre
all’inizio
o dopo nella corsa-
fa male
oppure può darti
la coppa e la vittoria
l’amore di tutti
vanità e denaro
turbini di feste
luci, promesse-
non importa se
non saranno mantenute-
sei pronto?
Non tentennare
la goccia cade
troppo in fretta
prima della tua decisione,
come quel condannato
che nell’ultima attesa
non ha niente da dire