Cavalli nella nebbia

Avanzano a passo lento, avvolti completamente nella nebbia, i cavalli li hanno coperti con teli di lana; camminano quasi alla cieca su un terreno fangoso, a volte su tratti erbosi o sterrati. Vanno al passo lentamente, come di malavoglia; i cavalieri non li pungolano, non li fanno andare più velocemente; camminano al loro fianco tenendo le briglia lente; non c’è fretta di arrivare, non c’è meta urgente da raggiungere; si va nella nebbia fitta d’autunno; il fiato compatto e grigio ad ogni respiro esce dalle bocche degli uomini e dei cavalli e si confonde subito con la nebbia, bagnata che li circonda. Ogni tanto la guida urla “ Si passa di qua, seguitemi”; al che tutta la lunga fila d’animali e uomini lo segue, fa una curva o scansa un improvviso cedere del terreno.
Passano le ore e si continua ad andare al passo e lentamente.
Infine lo strapiombo, netto e inesorabile, infinito. La loro meta.

Il prato

Piccolo non si riposa –
non c’è più –
grossa saltella
giallo vola, non va piano –
cercano, fuggono
soprattutto fuggono
mi toccano
mi girano intorno
sono il loro grande fiore
da annusare
pizzicare
che ha tanto buon sangue da succhiare –
i cani invece giocano
ansimano
guardano –
la tortora passa
nell’erba una formica nella sua foresta –
il cane piccolo ha paura
e tenero si avvicina
la mosca mi accarezza, mi fa il solletico –
animali che si scacciano…
una farfalla immensa irrompe
in tutta questa normalità –
come ieri
che mi è successa una cosa che non so dire –
“guarda”, mi ha detto
mostrandomi l’insetto
color turchese morto stecchito,
non era minaccioso il tono
era riferito al colore così bello
così strano –
per me era la Verità
che mi metteva brutalmente sotto il naso –
ho avuto paura
ho detto “no, no”

 

Il canneto

Escono entrano nel folto del canneto
alto, largo, verde –
il richiamo dell’uno o dell’altro
sono come note senza pentagramma –
 improvvisazioni
lente, veloci, prolungate
o a fischi acuti –
è una giornata uggiosa di nebbia
ma nel giardino
ugualmente
si entra e si esce
dal folto del cannero
alto, largo, verde…

Improvvisazione su : Passeggiata al mattino
per la campagna di Selva Malvezzi

Anatre selvatiche
aironi bianchi
storni grandi neri elittici
insieme nella prateria di Selva –
silenzioso il vento
già primaverile
ma freddo sulla faccia –
un cinguettio
che non rompe
non disturba il silenzio –
l’ansimo del cane
che scalpita,
non ama le soste –
la nuvola bianca e sola
la madonnina col volto in ombra
che il sole non disturba –
qualcosa di rosso
come piccole fragole
dalle antenne nere
cresce sui rami –
sul bordo
dei campi erbosi
un acquitrino
come un torrente
fermo, calmo nel sole