Il prato

Piccolo non si riposa –
non c’è più –
grossa saltella
giallo vola, non va piano –
cercano, fuggono
soprattutto fuggono
mi toccano
mi girano intorno
sono il loro grande fiore
da annusare
pizzicare
che ha tanto buon sangue da succhiare –
i cani invece giocano
ansimano
guardano –
la tortora passa
nell’erba una formica nella sua foresta –
il cane piccolo ha paura
e tenero si avvicina
la mosca mi accarezza, mi fa il solletico –
animali che si scacciano…
una farfalla immensa irrompe
in tutta questa normalità –
come ieri
che mi è successa una cosa che non so dire –
“guarda”, mi ha detto
mostrandomi l’insetto
color turchese morto stecchito,
non era minaccioso il tono
era riferito al colore così bello
così strano –
per me era la Verità
che mi metteva brutalmente sotto il naso –
ho avuto paura
ho detto “no, no”

 

Chi corre e chi sta fermo

Un ragnetto rosso
corre nell’immensa pianura
del tavolino finto marmo
di questo bar ventoso
senza vita e senza storia-
è piccolo
così piccolo

così: .
con in più quattro zampette
una mente vasta
potente come la mia –
corre a mettersi in salvo
dal dinosauro
che lo sta guardando

Il canneto

Escono entrano nel folto del canneto
alto, largo, verde –
il richiamo dell’uno o dell’altro
sono come note senza pentagramma –
 improvvisazioni
lente, veloci, prolungate
o a fischi acuti –
è una giornata uggiosa di nebbia
ma nel giardino
ugualmente
si entra e si esce
dal folto del cannero
alto, largo, verde…

Improvvisazione su : Passeggiata al mattino
per la campagna di Selva Malvezzi

Anatre selvatiche
aironi bianchi
storni grandi neri elittici
insieme nella prateria di Selva –
silenzioso il vento
già primaverile
ma freddo sulla faccia –
un cinguettio
che non rompe
non disturba il silenzio –
l’ansimo del cane
che scalpita,
non ama le soste –
la nuvola bianca e sola
la madonnina col volto in ombra
che il sole non disturba –
qualcosa di rosso
come piccole fragole
dalle antenne nere
cresce sui rami –
sul bordo
dei campi erbosi
un acquitrino
come un torrente
fermo, calmo nel sole