Satori a Parigi di Jack Kerouac, una recensione

Per Kerouac la vita in quanto tale è un viaggio, nel senso fisico della parola. Anche andare da una stanza all’altra lo è, così come da uno stato all’altro americano. Sono il camminare e il viaggiare le fonti di ispirazione di Kerouac. Andando a Parigi compie il suo ultimo viaggio. Poco dopo morirà di cirrosi avendo bevuto tutto l’umano bevibile nel corso dei suoi 46 anni. “Satori a Parigi” non è inferiore ai più famosi romanzi di Kerouac. Sentendone parlare da alcuni critici lo credevo in verità. Ma poi invece di rileggere per l’ennesima volta “Sulla strada”, ho preso in mano questo libretto che nella mia libreria sta accanto agli altri capolavori di Kerouac. È in un’edizione del 1974, in buono stato e con un’affascinante copertina tratta da un dipinto intitolato “Chimera”. Mai titolo fu più indicato per essere accostato ad un’opera di Kerouac. Tutta la sua vita è stata una chimera, un qualcosa che si rincorre e mai si raggiunge. “Vorrei vedere il volto di Dio” si è sempre ripetuto. Non come prova della sua esistenza, ma come consolazione dalla propria disperazione. “Satori a Parigi” è il resoconto di una ennesima illusione di una vita vissuta inseguendo amicizie, amori, il successo letterario, che una volta raggiunto viene da subito ripudiato, E così Kerouac si inventa di andare alla ricerca delle proprie origini francesi. Cosa che fa alla sua maniera. Gira per Parigi perennemente ubriaco consultando archivi nelle più importanti biblioteche della città. Ma non ne caverà nulla. Anche andare in Bretagna sarà un viaggio inutile. Ma nel frattempo Kerouac ci regala la sua eccezionale scrittura, prosa spontanea allo stato puro. Seguirlo nelle sue peregrinazioni non è solo come guardare un film. Questo capita con tutti i bravi scrittori. Nello strano Satori che sta vivendo l’alcolista Kerouac siamo direttamente nella sua mente. Diventiamo i suoi pensieri, emozioni e dialoghi con passanti e avventori dei locali che frequenta. Diventiamo lui pur rimanendo noi. Quando qualcuno gli dice che ha letto i suoi libri Kerouac definisce il periodo in cui li ha scritti “la mia gioventù scrivereccia”. Riaffermare se stesso rinnegandosi è la suprema descrizione di sé.

Presentazione del mio romanzo “Come sono eccitanti gli uomini che ci spezzano il cuore”

Biblioteca comunale di Molinella, l’ 8 Marzo  ( Bologna ) Piazza Martoni 19/1, ore 20:30
Dianella Bardelli presenta il suo romanzo Come sono eccitanti gli uomini che ci spezzano il cuore.
Leonore Kandel, la musa dell’amore hippy.
Biografia romanzata di Lenore Kandel, una figura tutta da scoprire per il pubblico italiano. Il suo libro di poesie “The Love Book” provocò un terremoto nell’America degli anni Sessanta. Lenore fu tra le protagoniste della Summer of Love di San Francisco nel 1967: la stagione che avrebbe dovuto cambiare il mondo…
Dianella Bardelli per molti anni ha insegnato a Bologna. Ha pubblicato poesie e diversi romanzi.
Informazioni e prenotazioni: Biblioteca comunale, telefono 051.6906860, e-mail: [email protected]. Si entra con green pass
#love #lenorekandel #romanzi

Ascoltando Coraline dei Maneskin


Coraline
mi sento così
quasi sempre
non ricordo
di non essermi sentita così
forse da molto giovane
quando non capivo niente
di me stessa, degli altri, del mondo
quando mi facevo convincere
dagli uni e dagli altri
da quelli insomma della finta sicurezza –
cosa mi ispira
questa meravigliosa canzone
tristezza, paura
qualcuno che non ne esce
da quella porta
non ce la fa
non ci riesce.

L’uomo anziano

Sulla spiaggia c’è un uomo anziano
un po’ zoppicante, è solo
con la sua seggiolina pieghevole.
Si è posizionato vicino a un bastone che gli fa da attaccapanni. Fa piccole passeggiatine appoggiandosi ad un tronco adatto allo scopo. L’uomo è grosso e serio. Forse abita da solo vicino a questa spiaggia.
È fortunato allora, si passa buona parte della giornata in mezzo alla gente in questa bella spiaggia invece che davanti alla televisione come altri anziani soli.
Mi sembra un ottimo esempio sul cavarsela da soli anche se acciaccati

Lei non si stanca mai

Lei non si stanca mai. Dalle 5 alle 8 nell’orto. Poi pulizia della casa. E poi ” ho tanta roba da stirare”. Lei ha 80 anni e un po’ di fatica a camminare c’è. Eppure fa tante cose faticose e sembra non sentire neanche il caldo. Ah dimenticavo, di notte dorme pochissimo. Cura così la sua mente? Con il lavoro manuale? O forse non ha una mente che deve essere curata.

Le donne di ” Siamo stati felici” di Irene Némirovsky

Le donne di ” Siamo stati felici” di Irene Némirovsky sono tutte vecchie, disilluse, nostalgiche di un loro passato glorioso. Lo sono anche se sono giovani. Sono vecchie perché i loro mariti non le amano e le tradiscono apertamente. Loro, le giovani – vecchie signore subiscono i tradimenti, li conoscono, ma non mollano i loro mariti.
Poi ci sono i bar. Non quelli del mattino, frequentati da chi va al lavoro. Quelli frequentati dalla schiuma dell’umanità parigina. Stanno in questi bar tutta la notte, hanno i loro angoli abituali, bevono continuamente. C’è anche una vecchia signora che sta in uno di questo bar tutta la notte a ruminare dentro di sé sul proprio glorioso passato. E’ sola e povera. Nessuno in quel bar le fa compagnia e lei ci soffre. Una notte entra una giovane ragazza ben vestita e molto bella. La vecchia signora sogna che diventino amiche. Ma naturalmente non accade. 

Su “On writing” di Stephen King

E’ un libro importante e solo apparentemente sulla scrittura in senso stretto. Io l’ho letto come un libro sullo scrivere a partire da quel che si vive. Come se questo fosse uno dei sotterranei e nascosti scopi delle esperienze vissute: scriverle, appunto. Per Stephen King non sono i grandi fatti, i grandi eventi a creare storie belle da leggere. Lo sono invece i piccoli dettagli che stanno dentro a quelle che noi pensiamo siano i fatti grandi e importanti della nostra vita
Nella prima parte del libro l’autore racconta vari episodi a partire dalla propria infanzia, adolescenza e età adulta. Poi il matrimonio, i figli e questa voglia di scrivere, di fare il mestiere dello  scrittore che piano piano con un po’ di fortuna e molta abnegazione riesce a realizzare. Fino al successo e ai soldi, che liberano Stephen King dalle ristrettezze economiche in cui era vissuto fino a quel momento.
Da pagina 93 l’autore parla solo di scrittura, che cos’è?, si chiede. La risposta è telepatia. La scrittura è telepatia. Continua…