Improvvisazione su qualcosa – indovina cosa

tutto quel tempo a seminare – o a non farlo abbastanza – o a non farlo per niente – niente di concreto fattibile bello – niente di scritto maneggevole autentico – fallimento della mente – mente mento mento mente -la mente mente? mentalmente almeno credo cervello inconscio sì ma dove sta? Da quale parte del cervello? – la formica che scappa di fronte al pericolo mi parla di te di me mi parla – altrimenti mi sarebbe indifferente come un tempo – quello in cui non mi importava di niente e di nessuno solo di me stessa centro del mondo – poi c’è stato il tempo dell’altruismo e ora di nuovo questa specie di indifferenza assenza di motivazioni etiche emozionali – perché non programmo la scrittura? perché se la lasci fare la mente detta e organizza in un ordine tutto suo automatico non come faresti tu volontariamente – quando la mente detta tu trascrivi la voce che forse è interiore o forse no è esteriore cantami o diva – i greci lo capisco solo ora avevano capito tutto – c’è una voce che dice e detta-

In giro nessuno

Cammina persa per una Bologna senza nessuno. Ha il cellulare scarico e non connesso. Arriva sotto il portico del palazzo della sua infanzia. Sotto quel portico attraversa un corto corridoio e entra in un piccolo appartamento. Qualcuno le carica il cellulare e può vedere in una tv una partita di tennis in terra rossa. Ha paura di uscire da quel piccolo appartamento. Fuori cosa mi aspetta? Non c’è nessuno ed è di questo che ha paura. Fuori c’è il sole, via Murri e i Giardino Margherita. Non c’è nessuno ed è di questo che ha paura. L’autobus che vede lungo i viale alla fermata di Porta Santo Stefano è elettrico come decine di anni fa. Eppure è tutto deserto intorno a lei. Io chi sono?, si chiede. Sono corpo, spirito o tutti e due? Pensa di essere immateriale. Come spesso ha pensato. 

Mi piacciono le persone che vivono molte contraddizioni

Mi piacciono le persone che vivono molte contraddizioni, che sono tante cose e cercano di tenerle insieme tutte e naturalmente non ci riescono, ma come mi  disse tempo fa ( non tanto poi tempo fa ) una persona, l’importante è provarci non riuscirci. Ecco mi piacciono quegli autentici lì, che devono tenere insieme tante facce di sé, tanti aspetti e ambizioni e materialità, sesso e spiritualità. Mi piacciono quelli che ci provano a fare questo e provandoci ci riescono momento  per momento nel senso che ci riescono momentaneamente ma domani non si sa, che un certo giorno prendendo il sole d’aprile nel giardino di casa hanno un attimo, un minuto, un quarto d’ora di equilibrio, pacificazione, gioia. Ecco chi mi piace. Ma non ne conosco. Li conosco solo nei loro libri, nei libri di certi come Kerouac e Ginsberg che loro sì che ci hanno provato. Perché è importante provarci. Non riuscirci. Che poi vuol dire semplicemente che in niente si riesce una volta per tutte, ma sempre sempre bisogna ricominciare ogni giorno a provarci

Riccione

Una gran calma, me la ricordo sempre.
Ero piccola, quindici anni, forse diciassette.
Sulla riva del mare mitico di allora di Riccione in un’ora in cui tutti se ne erano andati a pranzo o lo stavano per fare. Ero su un lettino, credo fossero di tela allora. Ero vicino alla riva del mare. Sentivo le ondine frangersi con un suono di risacca, sempre uguale, sempre uguale. Ce l’ho ancora nelle orecchie. Io ero lì che prendevo il sole e senza volerlo, deciderlo, come accade ora ansiosa come sono, spontaneo avvenne che il suono sempre uguale, sempre uguale mi prendesse e mi portasse nel luogo astratto dove quel suono era. Mi catturò e stavo così bene come non sono stata mai più dopo. Sarei stata lì ancora, ancora, per sempre se questo fosse stato umanamente possibile. Ma poi mi chiamarono e dovetti andare via, a casa, a pranzo.Lasciai quello stato calmo, assente, vuoto di vita, problemi, vuoto anche di mente. C’era solo quel suono della risacca così calmo, così caldo, accogliente e c’era qualcosa di altrettanto astratto e mitico che era la mente di quella ragazzina di 15,17 anni.
Ora medito per calmarmi, ma è un’azione. E’ una decisione. Non funziona in maniera così assoluta come quella volta, quell’unica volta sulla riva del giovane mare di Riccione. 

L’oggetto della scrittura è lo scrivere

L’oggetto della scrittura è lo scrivere –
la trama dello scrivere è lo scrivere
non il pensare
progettare
cercare
ma l’atto fisico dello scrivere –
nel senso della mano
che in questo momento
impugna una penna bic –
sì, perché io uso scrivere
prima a mano
con le vecchie amiche bic
proprio come 50,60 anni fa –
lo scrivere è un atto psico-fisico
non c’è un prima

una mente che pensa e progetta
cerca le parole
e dopo una mano che scrive
quello che la mente ha già pensato –
la scrittura avviene in maniera istantanea
spontanea e mentre scrive
attua il suo stile
perché la mente
che scrive è lo stile –
una volta che il testo è scritto
avrà un suo stile
avrà un suo ritmo
è il ritmo
del verso-mente
è il ritmo-stile

L’improvvisazione, quella “vera”

Nella vera improvvisazione di scrittura non si corregge
non si migliora, si lascia così com’è –
il concetto di estetica poetica è diverso rispetto al canone
tradizionale (ritmo-equilibrio-belle parole…)-
l’imperfezione, la sconnessione è la sua anima parlante –
è così in Ginsberg -anche se lui ha detto di correggere
a volte -ma a leggerlo non sembra così –
la vera improvvisazione di scrittura non dovrebbe seguire
un solo filologico, ma una moltitudine, anzi un’ accozzaglia
di pensieri-parole-mente – perché è così la mente-cuore
questa intendo -la mente del cuore 

Immagini della mente

I pensieri
sono pezzi azzurri
di materia –
gesso colorato
a pezzi friabili –
pezzi piccoli
rettangolari,
in certe parti si staccano –
pezzetti, briciole
briciole di pensieri,
 a voler essere filosofici
( diciamola tutta,
a volte il poeta
aggiunge un pò di estetica poetica
un pò di “poesia”
che nell’improvvisazione
della mente non c’è)
i pensieri
i pensieri
sono pezzi
di cose senza contenuto
non hanno un significato
stanno lì
nel buio della mente

Parole pensate – parole scritte

Quante cose succedono nella mente
in cinque minuti di meditazione sul respiro –
è un film di parole, immagini
e pensieri così astratti
da non avere nè immagini, nè parole
ma così concreti in fondo –
e poi ci sono
le emozioni positive
negative e neutre
anche loro sono senza parole,
non esistono nella mente e nel cuore
le parole delle emozioni
e allora cos’è la poesia?
è una traduzione
stranamente fedele
di “chi” dentro di noi
non ha parole nè immagini –
strano eh?
non c’è infedeltà,
quel qualcosa
deve essere tradotto in parole
altrimenti soffre.