ieri le nubi 3

schiuma di mare persa sulla riva in attesa della tempesta-
rarità preziose-
saliscendi mattutini- esametri- una torta a tre piani-
ali d’angelo che si sono perse, qualcuno le ha perse-
qualcuno ha perso l’ali-
una montagna sulla quale nessuno ha voglia di salire-
una lumaca senza antenne-
perchè le lumache hanno le antenne?,
chiese Socrate a Platone o viceversa-
la tortora che vola verticalmente non l’avevo mai vista-
un pensiero denso

ieri le nubi 2

rondini – anime in fuga – fantasmi in fuga – Kandinskij –
nuotatrici – anemoni bianchi raggiungono il sole,
lo sfidano, impallidisce – un ghiacciaio, l’ultimo da
scalare, si sfalda s’apre da solo senza scalatori –
la maglietta a righe tipo marinaretto – un quadrato che
è anche un cerchio – ci volano sopra o sotto corvi ma
forse sono solo rondini – costole – bacino – la morte secca –
la colonna vertebrale – un neonato – senza sè come la nube
che lenta sempre va insieme al cielo – una colomba –
dove avete i nidi, stupidi? – laggiù parlano fantasmi –
una colomba ma molto più grande – la colomba della pace
che vaga per i cieli – un cono gelato che fuma – lo spiritello alato –
il diavolo che si guarda le spalle – una foglia secca – un’ autostrada –
un puntino che va senza parlare: è una cometa che scende verso
terra – quando non ci saremo più succeda quel che succeda – il
cielo è una spirale – sono segnali degli extraterrestri.

ieri le nubi

un grifo, un cane, una ballerina,
un cavaliere armato, ossa, la morte secca,
polmoni, un lago di rosa, cavallucci marini,
uno scarabeo, ipsilon, la colonna vertebrale,
lombrico, bozzolo, uomo donna, una parentesi,
isolette nel pacifico, un quadrupede in fuga,
lo studioso affaticato, prima la croce

Per il 72° Compleanno di S.S. Il Dalai Lama
 
L’immagino
di lato a me seduto,
una gamba sull’altra
la veste gialla e rossa mossa dal vento-
lì all’ombra
L’immagino guardarsi attorno
direi compiaciuto del bel giardino fiorito,
della farfalla rossa-marrone
 che Gli vola intorno,
del prato,
del posto così pianeggiante,
indovinando pensieri – dubbi
egocentrismi inutili – puerili preoccupazioni-
sorride come solo Lui sorride,
accenna anzi un ridere sottile
 che tutti tutto abbraccia,
su questo prato straniero,
in questa piccola parte d’universo-
Lui il perdente vittorioso.
Senza parole,
senza sguardi d’intesa
si vive così, vicini di cuore-
qualunque cosa potrei dire e chiedere
sarebbe inutile-
viversi accanto, questo sì.
Adesso S’accomoda la tonaca,
il busto in avanti
la sedia di tela lo segue,
ben puntellato sui piedi paralleli;
osserva qualcosa
di lontano o di vicino
di interessante-
volgo lo sguardo anch’io
a cercar di vedere quello che Lui vede-
ma per me è il solito paesaggio
di siepi e case
e l’albero grande
così ogni giorno più lontano.
Lui con la mano sottile, ambrata
accenna a qualcosa verso l’alto-
Il cielo? Il vento?
O l’aereo che invisibile passa
E romba lontano?
Oltre, sempre più oltre
Mi par di capire
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Con devozione e infinita ammirazione
Dianella Bardelli (Ljuba)
( Tenzing Ciodron)

ali di rondini

Ali di rondini, piccole, rigide, come di ferro nero. Si fan portare in alto in alto,
troppo, nel cielo azzurro di vento. Più in alto delle rondini, nel grande azzurro
c’è solo qualche nube, di passaggio, che s’è persa. Hanno un cielo grande
senza orizzonte, hanno un cielo grande, celeste del manto santo, hanno le
rondini, poche, 5 o 6, hanno le rondini dalle ali rigide di metallo, hanno
a disposizione un intero cielo, limpido ma troppo, chiaro, dilavato dal vento che
ora con l’ultime nubi se le porta via lontano.