Sui romanzi e racconti ispirati a persone reali

In una didascalia sotto il titolo di un romanzo che sto leggendo c’è scritta una frase di Stendhal che mi ha fatto riflettere per la sua veridicità: ” Non posso restituire la realtà dei fatti, posso solo presentarne l’ombra”. E’ proprio così, ho pensato; quando ho voluto scrivere romanzi e racconti ispirati a persone realmente esistite mi sono affannata ossessivamente a cercare ogni dettaglio della loro vita, azioni, parole, scelte. Perché le hanno fatte e dette e in quali circostanze. Dov’era quella data persona che stava diventando personaggio?; con chi era? Soffriva? Gioiva? E per cosa?
Volevo restituire la realtà dei fatti, anche se stavo scrivendo un romanzo e non una biografia. Ma ugualmente pensavo di aver bisogno di esperienze reali da cui partire, su cui appoggiarmi.
Invece bisogna andare oltre i fatti, restituire l’immagine che abbiamo di una data persona a cui ci ispiriamo. L’ombra che quei fatti hanno prodotto, il loro fantasma.

Storie vere romanzate

Le storie vere romanzate sono il viaggio mentale
che ci facciamo su un determinato personaggio
di cui ci siamo innamorati –
inutile combattere contro quello che non conosciamo
della sua vita –
però mi incaglio ancora in quel che non capisco/non accetto
del mio eroe –
del resto è sempre così verso tutti, con tutti –
davvero davvero non è possibile conoscere nessuno
neanche se stessi –
a volte bisogna raccontare accettando l’incoerenza
ma rendendola plausibile