maremma 3

dentro un cortile
cinto da un muro basso di sassi
la chioma verde, tonda, folta, sana
di un alberello sconosciuto-
sopra di lui
s’alza lo scheletro bianco
di un secc’albero d’altri tempi
ieri, un anno fa
domani-
alberi contro il cielo
sempre di nubi
fredde volanti-
lassù nulla si vede
nulla si sente
se non il cielo
il vento
le mille forme imperfette
cangianti disfatte-
noi qui in basso
imitiamo l’antico muro
di pentagoni zizzaganti
sul cemento ancor fresco-
le nubi no
il cielo no
non possono loro
mentire-
cavalcare su quel satellite di nubi
oppure languire
nell’odore del ricordo-
una cucina
macchiata di malinconia
come quella che penso ora
sentendo voci stonate,
parole incomprensibili
nell’odore
di pranzi preparati in fretta
mangiati per fame
da soli
mentre terribile
il gorgogliare dei colombi
prolunga
all’infinito
il tuo dolore

il vecchio borgo

piume, foglie,
capelli, nubi nel vento-
muri incrostati
da umidi languori
gorgoglio di colombi
a guardia della chiesa
a guardia della croce-
pietra serena
grigia levigata
incisa di linee
parallele-oblique-
sole a tratti
da nuvole volanti
che abbuiano i gradini,
le soglie, i muri vecchi
a strisce verdi muschiate-
sulle vecchie grondaie
fanno il nido i piccioni,
è una gara, hanno fretta
gorgogliano nel lavoro-
l’unico senza nido
senza compagna- solo
è quello della croce
voltata verso il vento e le nubi,
quella grigia e santa
piccola della chiesa

maremma 2

non c’è abisso
in questo mare
senza barche o gabbiani-
lontana
coperta di nebbia
sta l’isola felice-
è un mare per l’onde
aperto sempre al vento-
come unghie bianche
troopo cresciutee dure
avanzano
l’una sulla’altra l’onde
assaggiano presto
la riva
nè scoscesa nè in salita
salutano
s’acquietano presto-
di sera muoiono
nella bassa marea

Maremma 1

rallenta l’onda il sole
l’ingrossa più del vento,
l’essere inanimato
che nulla soffre,
la fa specchio di sè-
morbida, scura
bianca
non affilata, innocua
sordida, schizzinosa
obbedisce la sabbia al vento-
il sole abbronza, scalda
non solo la pelle
ma anche l’onda
che cherubina sale
nel poco vento,
assapora l’odore
inodore del vento-
bassa sulla sabbia
di bassa marea
certe onde muoiono
strani cerchi-
matura, si sazia
la riva