Improvvisazione stando seduta su una sdraio in giardino

Senz’arte miagola-abbaia neanche tanto lontano –
mosche piccole mi tormentano le gambe, le caccio ritornano –
mi piace il verde mischiato al color paglia del prato appena rasato –
non voglio rientrare in casa, mi annoio, meno qui in giardino –
vorrei vivere qualcuno dei sogni che sogno – la gente che incontro
che cerco che mi abbandona e poi ritorna come se niente fosse –
quanta libertà nei sogni è una specie di seconda giovinezza –
è vita di notte mentale eppure sembra “vera” e lo è-
i sentimenti i desideri la malinconia e la gioia la sento davvero
e al risveglio continuo a provarli rimangono con me per un po’ di tempo
che dura favorevole nella tavola che apparecchio
nel cibo sempre uguale che preparo –
penso spesso alla moglie di R. che una volta mi disse che loro non cucinavano mai
ma compravano tutto in rosticceria –
deve essere bello ma per me sarebbe bello solo per un po’

Prima che tutto sia luce

E’ fuoco all’orizzonte –
tra gli alberi sembra una stanza
in cui si è appena accesa la luce
per il risveglio,
per il pasto mattutino –
dall’alto invece
è rosso
sormontato da nubi
grigie e grosse –
l’aria che arruffa
rami, capelli e foglie
è calda
come d’estate

 Foglie secche e fresche petali rosa

Un letto profumato
perché rosa
confetto dolce
misura piccolo –
fossati, spazi
l'appena nato invecchia –
bellissimo confuso essere unico
di sé intero
senza condensazione d'esistere –
mosso anche di poco cambia
e il piccolo bocciolo verde sparisce
tra foglie nere luminose –
misuro la distanza –
abissale –
tra i miei occhi e il letto profumato
di vita giovane e vecchia –
nessuno raggiunge nessuno
perché nessuno davvero c'è –
tocco la bellezza
il nulla che tutto/tutti ci avvolge –
ho il potere di guardarlo
e anche di cambiarlo
spostarlo farlo essere
diverso
senza rispetto
 

Mattino

S’alza maestoso
dal cuore alla gola
d’un gallo il grido –
umano e triste
finisce in un gorgo sonoro
e strozzato
punto di sospensione
tra lui e noi
e il giorno d’autunno –
puntella lo sguardo
insieme al mattino,
li tiene sospesi
nella bruma bassa
ancora notturna –
è nitido il grido
sermone ripetuto
all’ottusa bellezza del mondo –
muta e sonora
l’aria attende la voce
nel silenzio mattutino
degli intervalli