Tempo fa tagliarono alcuni alberi

Tempo fa tagliarono alcuni alberi vecchi e malati. Ma lasciarono il tronco. Era largo, pieno di buchi e segni dell’età. Era bello guardare quel cerchio pieno della loro antica vita. Era la loro storia. Ora hanno sradicato quei tronchi per metterci giovani alberelli. Così quei vecchi alberi è come non fossero mai esistiti. Han fatto così anche con un meraviglioso albero cavo. Ci vedevi dentro fiabe, folletti, abitanti sconosciuti. Ora l’hanno tolto e anche lui è come non fosse mai esistito.

L’albero sventrato

Totem della salvezza
sapienza aperta
a mostrare
l’essenza spirituale
che cercavo
che cerchiamo
e non troviamo mai-
poi accade
di vederla così
che da sola si apre
cedendo alla terra
la superficialità del mondo
e il suo essere morto –
ho capito, le dico
ma è un’angoscia il sapere
perché è più scuro che chiaro
e poi ci chiama a sè
perché solo morendo
nell’apertura massima…
forse una possibilità

La cuccia

C’è una cuccia
dentro il grand’albero cavo –
una tana
di sicuro abitata
quando nevica e fa freddo
da cani randagi
folletti
anime perse
galli cedroni
vecchie storie
e fantasmi del passato –
L’albero cavo
è corroso
grosso
vecchio
ma è vivo
e butta foglie –
cade a pezzi
si sgretola
diventa segatura
ma butta
come ogni aprile  foglie

Suoni

Distratta, incantata
da suoni stordenti di foglie –
rumore secco frusciante
luccicante impetuoso
laggiù dove tutto esiste
o non esiste –
senza studio, libri
parole di saggi buddisti –
laggiù lontano
diversi da me
frusciano alberi
troppo alti
e un frescore d’aria mi tocca
ma oggi non mi raggiunge

Nel  luogo del selvatico

Ho il mio passo
che avverte che ci sono-
la mia gola ha parole non versi
per segnare il tempo-
la mia voce selvatica
è il silenzio e assomiglia
al grido del gabbiano
……………………………..
Sul pioppo bianco
ferite o illusioni,
una divinità piccola
inginocchiata
devota a se stessa-
anni passati
vicino a questa chiusa,
fonte battesimale
di mille formiche
e cuculi,
insetti e pesci-
vicino al tronco bianco
c’è uno spazio
di immobilità e calma
che domani non ritroverò più-
una formica
lo attraversa di corsa-
deve portare una messaggio-
sono io la formica,
ricordi?
……………………………..
un racconto:
cinque tartarughine
a gran fatica ruppero il guscio
uscirono dalla terra-
sole corsero verso l’acqua-
dentro ognuna di loro la Vita
disse: corri, corri
solo i più veloci ce la fanno-
ma forse un airone
dalle ali bianche
come quelle degli angeli
arrivò lentamente-
tre minuti di vita:
una vita intera
………………………………..
dice la volpe: se gli mangi la testa
sei sicura che è morta
e non ti può più scappare