In giardino verso il tramonto

Un corridoio verde
sedie di tela bianca dopo il sole
abbandonate al silenzio e all’ ombra –
bellezza che si guarda
così diversa, così distante
da ogni pensiero,
desiderio, ricerca –
un raggio di sole,
l’ultimo,
occhieggia
sula punta del giovane cespuglio –
ma poi
sbattendo ali e becchi
litigando e vociando
una tortora e tre passerotti
se ne vanno dall’albero natalizio
cresciuto a dismisura

Pomeriggio

C’è un’ora –
che non è il tramonto –
in cui l’erba del prato si illumina,
e la tortora viene a bere –
ma un sorso solo –
nella ciotola dell’acqua di Kia
che indifferente la guarda –
e lei, la tortora,
con il suo cigolio d’ali
dopo un sorso, ma un sorso solo,
s’alza in volo
e se ne va su un albero
alto ma qui vicino –
c’è un’ora –
e non dico quale –
che è prima, molto prima del tramonto
in cui -ripeto –
l’erba si illumina
e dal canneto
non giungono più
voci di passerotti –
l’erba si illumina –
ho detto –
e ci puoi vedere tranquillamente
e chiaramente in mezzo –
è come se la gramigna,
ul trifoglio e l’altre erbe
s’aprissero
per prendere l’ultime (poche)
ore di luce –
e così, ripeto,
si illuminano –
e io a vedere tutta questa bellezza
mi rattristo un pò –
vorrei essere forse
il canneto immortale?
o l’erba,
quella che non muore mai?
forse la margherita
che la tagli, la tagli
e lei ricresce sempre?
o la violetta
ogni anno più bella?
forse vorrei anch’io
avere forti, salde radici
per ricrescere
rinascere
ogni anno
e non vedere mai
la mia
e l’altrui fine

 

Verso sera

Rosa risplende la neve
insieme al freddo
all’abbaiare
al gracchiare
ai miei occhi che guardano
alla mente che ammira-

poi il rosa dell’aria
si stende di più sulla neve,
si spegne anche il bianco
scurisce, s’accende di blu
e i rami degli alberi
diventano neri
e i suoni della terra
si smorzano-

sembra ancora giorno
ma è già sera