Nebbia azzurra delle 15,03

non è il tramonto
ma sui sentieri
cala una nebbia azzurra
come il cielo laggiù
vicino a quel chiarore rosa-

più densa ai lati dei campi
giunge con l’onda attutita
dei cani del paese-

io e Kia andiamo
su sentieri erbosi e acciottolati
tra fossi d’acqua gelata
e alberi neri
come la terra-

scomposta
in questa armonia assoluta
sento, sguaiata,
la mia voce

La porta di nebbia

 Davanti a me

a cento metri, a cento passi

una porta a vetri

fatta di nebbia,

un velo sottile

un velo sottile di nebbia-

un quadrato

o un rettangolo

ben sagomato

grigio chiaro-

è nebbia,

un quadrato di nebbia

messo lì

a guardia del cammino,

netto, gigante-

una porta di nebbia

che mi divide

un pezzo di qua

un pezzo di là-

cos’è? Mi domando

da lontano-

una porta, rispondo-

intorno il sereno

mattino d’ottobre

dalla nebbia segreta
l’eco di spari
s’apre un varco
nell’ aria mattutina-
gracchia più forte il corvo,
avverte tortore e colombe,
vite sommerse
d’alberi e cespugli,
la terra stessa
appena lavorata-
uno stormo immenso
come un tornado nero
s’aggira alto nel cielo
narrando geroglifici,
disegnando spirali,
corridoi azzurri,
nuotando in montagne d’aria-
infinito é l’argine
ma lontano