Improvvisazione stando seduta su una sdraio in giardino

Senz’arte miagola-abbaia neanche tanto lontano –
mosche piccole mi tormentano le gambe, le caccio ritornano –
mi piace il verde mischiato al color paglia del prato appena rasato –
non voglio rientrare in casa, mi annoio, meno qui in giardino –
vorrei vivere qualcuno dei sogni che sogno – la gente che incontro
che cerco che mi abbandona e poi ritorna come se niente fosse –
quanta libertà nei sogni è una specie di seconda giovinezza –
è vita di notte mentale eppure sembra “vera” e lo è-
i sentimenti i desideri la malinconia e la gioia la sento davvero
e al risveglio continuo a provarli rimangono con me per un po’ di tempo
che dura favorevole nella tavola che apparecchio
nel cibo sempre uguale che preparo –
penso spesso alla moglie di R. che una volta mi disse che loro non cucinavano mai
ma compravano tutto in rosticceria –
deve essere bello ma per me sarebbe bello solo per un po’

Le cose scritte partendo da un piccolo flash di ricordo

Le cose scritte partendo da un piccolo flash di ricordo diventano film fatti di quell’immagine riaffiorata e da qualcos’altro che non so da dove venga che la rende scrivibile non come ricordo, non come trascrizione di una realtà passata, ma come qualcosa che è diventata finzione. Le poesie, i racconti, i romanzi che partono da un ricordo diventano qualcos’altro, non sono più nel tempo. Appartengono ad un’altra realtà atemporale, sono nel luogo dell’immaginazione.