Fenoglio diceva che scrivere è una fatica nera

Mi ricordo quello che diceva Fenoglio, più o meno che faceva una fatica nera a scrivere il suo Partigiano. Una fatica nera può anche voler dire scrivere senza piacere, senza il piacere di farlo, ma facendo appunto una fatica nera.
Io devo portare avanti un mio romanzo breve. Sono a un buon punto e so già il finale che non è attinente a quello che nella storia voleva fare la protagonista e di cui parla sempre nella seconda parte del romanzo. Quello che ho pensato è un finale di normalizzazione, la protagonista lascia perdere l’improbabile sogno e decide di non assecondarlo più.

Leggere Iréne Némirovsky

Leggere Iréne Némirovsky fa venire voglia di scrivere. Non per provare ad avvicinarsi alla sua grandezza, ma solo per provare a buttar giù qualcosa, un pensiero ( come questo ) o addirittura una storia. Poi leggere Iréne Némirovsky  mi fa venire in mente che la letteratura parla sempre di cose passate. A parte la fantascienza, naturalmente. Forse per uno scrittore il passato è tutto. E’ quello che ti porti dietro. Ci sono dettagli nei ricordi che ti rimangono indelebili. Chissà perché questo accade. Un’amica nell’atto di parlare in pubblico tanti anni fa, ad esempio. Ci potresti scrivere su questo. Forse partire da quel dettaglio e inventarti una storia.

Ricorrente

Ricorrente come un brano musicale molto amato – come un amico visto spesso – come i discorsi che si fanno in questi casi – come il thè o la spremuta che sempre si ordinano nello stesso bar – come On the road di Jack Kerouac che sempre si legge… ecco arrivare l’acqua, il sentiero, il camminare, la tavola. Quando? Dove? Nei sogni.

Le cose scritte partendo da un piccolo flash di ricordo

Le cose scritte partendo da un piccolo flash di ricordo diventano film fatti di quell’immagine riaffiorata e da qualcos’altro che non so da dove venga che la rende scrivibile non come ricordo, non come trascrizione di una realtà passata, ma come qualcosa che è diventata finzione. Le poesie, i racconti, i romanzi che partono da un ricordo diventano qualcos’altro, non sono più nel tempo. Appartengono ad un’altra realtà atemporale, sono nel luogo dell’immaginazione.