Disappointed by society young people are fleeing to the wilderness

Quello che mi piace di questo breve filmato è che si ripete e si ripete e non ti fa vedere dove arriva questo ragazzo e da dove scappa e perché. E’ questo il suo fascino, che lo guardi, lo guardi questo ragazzo che ripete all’infinito il suo correre fuggitivo e anche se sai che la storia non prosegue ma solo si ripete, perché questo deve essere stato il volere di chi ha creato il filmato, ti aspetti lo stesso che continui perché ti piacciono gli inizi e le fini e le storie lasciate a metà come questa non ti piacciono. Ma che vuoi vedere dunque la casetta nel bosco dove lui arriva dopo aver tanto corso? O la donna da cui scappa perché lo vuole imbrigliare, legare, magari sposare? O vuoi vedere che arriva al dirupo e ci si butta dentro? Finiscila tu la storia…ma la storia vera è questa. E’ tutta lì. E’ l’uomo che corre. La storia è questa.

Prendere cappello

Da giovane prendevo subito cappello. Quante fregature per questo, gente che mi piaceva che non mi cercava più, amori finiti perché dopo un po’ di questo modo di fare mi mollavano. A volte rimpiango questo modo di fare. Ero sincera, immediata, ma impulsiva, mi guidava la rabbia o il fastidio. Bastava una parola fuori posto, un tono ironico o peggio sarcastico che prendevo e me ne andavo.
Mi ricordo una di queste volte. Ero una ragazzina, 14,15 anni. Un viaggio di ragazzi e ragazze in pullman con un professore che li organizzava d’estate. Eravamo in Corsica, ad Ajaccio in un campeggio. Dormivamo in alcuni bungalows, la sera stavamo fuori sul prato in gruppi a chiacchierare. Io lì avevo un’amica del cuore, rimasta tale per alcuni anni, poi le nostre strade si sono spontaneamente divise. Qualcuno quella sera mi criticò, non ricordo a che proposito, non eravamo d’accordo su qualcosa. Mi alzai e me ne andai. “A culo ritto”, come si usa dire. Mi ricordo proprio che eravamo in circolo e io mi alzai e me ne andai dicendo vaffanculo. Mi avviai a passo svelto verso il mio bungalow dicendo dentro me stessa: fa che mi richiamino, fa che mi richiamino…Ma sentii la mia amica dire: quando fa così è meglio lasciarla stare. Non era vero! Sempre quando ho fatto così nella vita, sempre quando ho preso cappello ho desiderato che mi richiamassero, mi inseguissero, mi venissero a cercare di nuovo. Non è mai accaduto. Dovevo essere sempre io quella che cercava di riaggiustare le cose, recuperare il rapporto. Assumermi tutte le responsabilità. Poi ho capito che così si perdono le persone, le opportunità, tutti i rapporto utili e inutili. Ho capito che è meglio soprassedere, essere diplomatici, ingoiare anche i rospi.

Sui romanzi e racconti ispirati a persone reali

In una didascalia sotto il titolo di un romanzo che sto leggendo c’è scritta una frase di Stendhal che mi ha fatto riflettere per la sua veridicità: ” Non posso restituire la realtà dei fatti, posso solo presentarne l’ombra”. E’ proprio così, ho pensato; quando ho voluto scrivere romanzi e racconti ispirati a persone realmente esistite mi sono affannata ossessivamente a cercare ogni dettaglio della loro vita, azioni, parole, scelte. Perché le hanno fatte e dette e in quali circostanze. Dov’era quella data persona che stava diventando personaggio?; con chi era? Soffriva? Gioiva? E per cosa?
Volevo restituire la realtà dei fatti, anche se stavo scrivendo un romanzo e non una biografia. Ma ugualmente pensavo di aver bisogno di esperienze reali da cui partire, su cui appoggiarmi.
Invece bisogna andare oltre i fatti, restituire l’immagine che abbiamo di una data persona a cui ci ispiriamo. L’ombra che quei fatti hanno prodotto, il loro fantasma.

Nel sito de La poesia e lo Spirito gli altri due miei racconti che fanno parte del romanzo che sto scrivendo inspirato alla vita e alla poesia di Lenore Kandel: " Credimi quando ti dico che tu sei bellissimo" e " L' amore è una forza che scioglie la pelle così che i nostri corpi si congiungono in un’unica cellula ":
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/10/16/credimi-quando-ti-dico-che-tu-sei-bellissimo-lamore-e-una-forza-che-scioglie-la-pelle-22-racconti-di-dianella-bardelli/

Nel sito de La Poesia e lo Spirito potete trovare quattro racconti ( due oggi e due domani a partire dalle ore 12) che sono altrettanti capitoli di un romanzo che sto scrivendo ispirato alla vita e alla poesia della poetessa americana Lenore Kandel, di cui il 18 Ottobre ricorre il secondo anniversario della scomparsa:

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/10/15/bill-e-lenore-bill-se-ne-va-racconti-di-dianella-bardelli/