Alberi e vento

Gli alberi sono troppo grandi oscillano rumoreggiano c’è vento senza freddo
il suono è quello del mare quando è mosso
mi sento lì come quella volta che per il vento siamo stati indietro
sulla spiaggia più vicino alla pineta
Guardavo il mare che era striato di tanti colori dal verde all’azzurro al blu
Stavo scrivendo “Vicini ma da lontano” e sul sentiero sabbioso della pineta
passò un uomo nudo e così ce lo misi nel romanzo che stavo scrivendo

Da poco ho capito una cosa

Da poco ho capito una frase che mi ha detto qalcuno, già ormai da un pò di tempo. Una frase che mi sono sempre ripetuta chiedendomi cosa volesse davvero dire. E’ una domanda importante questa: cosa vuole davvero dire qualcuno quando ti parla o ti scrive. Questa frase la capivo intellettualmente e quindi la criticavo, ma non con il cuore; ora che l’ho capita con il cuore non ho più niente da criticare. Strano, vero? Sì, è molto strano come intelletto e cuore capiscano e dicano cose così diverse. E’ una frase quella su una cosa che sto scrivendo, che un pò scrivo, ma dovrei di più, impegnarmi di più. La frase che questa persona mi ha detto è più o meno questa: “non puntare sul fallimento, punta sul provarci”.” Non basare la creazione del tuo personaggio sul suo fallimento, ma sul fatto che c’ha provato”. E’ la compassione. E’ un punto di vista completamente diverso con cui affrontare un personaggio: il suo aver fallito o il suo averci provato? Eppure lo sapevo cos’è la compassione. Eppure. Eppure. All’improvviso ho capito quella differenza. C’è un capire che avviene all’improvviso, parlando, pensando ad altro; io stavo rileggendo un mio testo sull’hospice e allora, e allora sul mio personaggio che tenta e fallisce, all’improvviso, ho capito, sì, sì.