In autobus

Ore 20 circa autobus viaggio lunghino fino alla macchina e poi a casa –
non sono come loro sull’autobus che si capisce dalle facce assonnate che tornano dal lavoro neanche bello probabilmente
io vengo da “un evento” –

davanti a me seduta una giovane donna carina non stanca non assonnata –
ha un giaccone di lana che vorrei chiederle dove l’ha comprato ma non mi azzardo. Ha un viso vivace che parla anzi evoca i suoi pensieri che non saranno brutti stanchi sfasciati – il suo viso evoca pensieri neutri o carini –
che bel giaccone vorrei dirle dove l’ha comprato? –
ma non mi azzardo.

Improvvisazione stando seduta su una sdraio in giardino

Senz’arte miagola-abbaia neanche tanto lontano –
mosche piccole mi tormentano le gambe, le caccio ritornano –
mi piace il verde mischiato al color paglia del prato appena rasato –
non voglio rientrare in casa, mi annoio, meno qui in giardino –
vorrei vivere qualcuno dei sogni che sogno – la gente che incontro
che cerco che mi abbandona e poi ritorna come se niente fosse –
quanta libertà nei sogni è una specie di seconda giovinezza –
è vita di notte mentale eppure sembra “vera” e lo è-
i sentimenti i desideri la malinconia e la gioia la sento davvero
e al risveglio continuo a provarli rimangono con me per un po’ di tempo
che dura favorevole nella tavola che apparecchio
nel cibo sempre uguale che preparo –
penso spesso alla moglie di R. che una volta mi disse che loro non cucinavano mai
ma compravano tutto in rosticceria –
deve essere bello ma per me sarebbe bello solo per un po’