Poi siamo arrivati noi

Poi siamo arrivati noi –  alberi sono cresciuti e non ci sono più i dinosauri – noi siamo speciali in quanto umani e non ci estingueremo pensiamo sempre noi – sì  perché pare si abbia il pensiero – si abbia il pensiero che dice noi non ci estingueremo – abbiamo questo bisogno di dircelo continuamente come se dircelo continuamente potesse cambiare il destino, l’evoluzione naturale delle cose – abbiamo racconti sulle origini del mondo, forse qualcuno saprà anche scientificamente come sono andate le cose – mi ha sempre fatto impressione l’idea buddista che non c’è nessun inizio e nessuna fine per il cosmo – più che un’idea mi sembra una condanna.

Improvvisazione su qualcosa – indovina cosa

tutto quel tempo a seminare – o a non farlo abbastanza – o a non farlo per niente – niente di concreto fattibile bello – niente di scritto maneggevole autentico – fallimento della mente – mente mento mento mente -la mente mente? mentalmente almeno credo cervello inconscio sì ma dove sta? Da quale parte del cervello? – la formica che scappa di fronte al pericolo mi parla di te di me mi parla – altrimenti mi sarebbe indifferente come un tempo – quello in cui non mi importava di niente e di nessuno solo di me stessa centro del mondo – poi c’è stato il tempo dell’altruismo e ora di nuovo questa specie di indifferenza assenza di motivazioni etiche emozionali – perché non programmo la scrittura? perché se la lasci fare la mente detta e organizza in un ordine tutto suo automatico non come faresti tu volontariamente – quando la mente detta tu trascrivi la voce che forse è interiore o forse no è esteriore cantami o diva – i greci lo capisco solo ora avevano capito tutto – c’è una voce che dice e detta-

Improvvisazione ascoltando la 6° sinfonia di Tchaikovsky

Onde d’aria
di mare sarebbero troppo pesanti 

ondulatorio è il motivo –
chiudo gli occhi
li riapro –
velocità
picchiettio come di gocce su un vetro
andare venire scappare
non ritornare riposare
svestirsi rivestirsi
abbindolare qualcuno
sedurlo non sedurlo
adularlo sgridarlo
scendere scale
abbandonarlo
e via correre per strade e portici
baciare qualcuno che non sa nulla
e non capisce
andare a casa sua
stare lì aspettare –
la libertà ha un prezzo
diventi patetica
come il titolo di questa sinfonia –
patetica, felice lì per lì
ma poi negli anni patetica e triste
perché non capisce i tuoi gesti
li senti provocati causati
li incanali in tubi di cemento
ti ci nascondi
cresce muschio su di te
ti scalda, ti copre
è verde, bello
e i tuoi occhi splendono

In autobus

Ore 20 circa autobus viaggio lunghino fino alla macchina e poi a casa –
non sono come loro sull’autobus che si capisce dalle facce assonnate che tornano dal lavoro neanche bello probabilmente
io vengo da “un evento” –

davanti a me seduta una giovane donna carina non stanca non assonnata –
ha un giaccone di lana che vorrei chiederle dove l’ha comprato ma non mi azzardo. Ha un viso vivace che parla anzi evoca i suoi pensieri che non saranno brutti stanchi sfasciati – il suo viso evoca pensieri neutri o carini –
che bel giaccone vorrei dirle dove l’ha comprato? –
ma non mi azzardo.

Cosa cosa dici?

Cosa, cosa dici?, dici davvero? , ma cosa dici?, vuoi mica scherzare?, ti dicono quando non stai scherzando proprio per niente cosa vuoi scherzare ti dicono, te lo dicono con un punto interrogativo nella voce ma non è mica una domanda è un’affermazione non stai mica scherzando ? col punto interrogativo per loro non è una domanda ma una affermazione constatazione, imperativo categorico, hai capito cosa cosa dici? Vuol dire che dici solo fesserie- cosa cosa dici ma cosa cavolo dici proprio quando stai dicendo la cosa più seria importante quando ti stai denudando in un certo modo l’anima, proprio quando ti stai denudando in un certo modo l’anima loro saltano su a dire ma cosa dici stai mica per caso scherzando? Scherzando ma ti pare che si possa scherzare che so sulla morte sul fatto che c’è gente che conosciamo che si vuole ammazzare ma cosa….. stai per caso scherzando ma cosa dici? Ma cosa dici ma perché dici questo a volte dicono per cambiare ogni tanto le parole forse anche per cambiare ogni tanto discorso ma solo un po’ ma perché dici questo dicono quando un po’ ti vogliono accusare di qualcosa magari qualcosa che hanno fatto che ne so loro , ma cosa stai dicendo , non vorrai mica scherzare allora qui aggiungono, ma il tono è più pericoloso qui vuol dire che stanno per arrabbiarsi stanno per arrabbiarsi di una cosa che tu hai detto di loro magari proprio perché è una cosa vera allora loro dicono ma cosa stai dicendo e spesso alzano anche la voce nel dirlo.

Improvvisazione stando seduta su una sdraio in giardino

Senz’arte miagola-abbaia neanche tanto lontano –
mosche piccole mi tormentano le gambe, le caccio ritornano –
mi piace il verde mischiato al color paglia del prato appena rasato –
non voglio rientrare in casa, mi annoio, meno qui in giardino –
vorrei vivere qualcuno dei sogni che sogno – la gente che incontro
che cerco che mi abbandona e poi ritorna come se niente fosse –
quanta libertà nei sogni è una specie di seconda giovinezza –
è vita di notte mentale eppure sembra “vera” e lo è-
i sentimenti i desideri la malinconia e la gioia la sento davvero
e al risveglio continuo a provarli rimangono con me per un po’ di tempo
che dura favorevole nella tavola che apparecchio
nel cibo sempre uguale che preparo –
penso spesso alla moglie di R. che una volta mi disse che loro non cucinavano mai
ma compravano tutto in rosticceria –
deve essere bello ma per me sarebbe bello solo per un po’

Improvvisazione sul tema: l’altrui elogio

L’altrui compenso – elogio – affetto –
dicono che gli attori recitino per l’applauso –
posso dire anche gli scrittori –
per un like, un libro in più venduto, un lieto fine a un firma copie –
ma scrivono anche per l’elogio di se stessi a se stessi
quando riescono a scrivere sia con la testa vuota che piena –
testa vuota sta per sonno – stanchezza mala voglia –
piena non  sta per ispirazione ma test piena di idee e ripetizioni –
pensiero che sta lì su se stesso e ancora ancora sa solo ripetersi
riprovarci – non a capire ma a non capire – voglia sopita –
intanto qui accanto asfalto caldo – gente che lavora – fa buche e poi le riempie –
parlano un dialetto veneto forse – perché no? – parlano un dialetto comunque e io non li capisco –
usano una macchina col motore che va va…fa buche?
non so ma poi si spegne-
e il cagnetto lì vicino smette di abbaiare –
ma solo una vocina ogni tanto –
il mio accanto a me si spulcia cioè si mordicchia il dorso freneticamente –
lo fa solo d’estate –
dicono che d’estate il pelo lungo è meglio per un cane –
ha meno caldo dicono –
mi si chiudono gli occhi – vorrei dormire
e forse lo faccio.

Salvati oppure naviga sulla tua auto verde

Salvati – salvati oppure naviga sulla tua auto verde per strade sterrate rosse di collera – sollevati dalla polvere prova uno sbracato sorriso da fonte anonima – santi protettori su un banchetto ti aspettano festanti cadenzati da musica zigana – sembrano giovani texani che raccolgono foglie per farne cuscini e coperte per le fredde serate con i loro cavalli – hai ancora tante pazzie da compiere – ma invece le vuoi perdere nei più sordidi luoghi – che sei vecchio non è neanche vero – prendi le tue pazzie e mettile in enormi lavatrici e poi involati con il pessimismo degli ultimi pensieri – fai suonare le tue conchiglie fatte di miliardi di piccoli esseri aperti di cuore ma senza mente e coscienza – fantasticando su loro niente cambierà in te – l’hai sempre fatto sembrava vita ma era solo fantasia.

Neal Cassady & Jack Kerouac Documentary


Sai cosa mi fa impazzire di loro? Che sono sempre  sempre loro stessi, niente maschere ruoli niente saperci fare niente intenzioni…solo essere se stessi, così magnificamente, e Jack che in TV dice che la guerra in Vietnam è un complotto del Vietnam del Sud e del Nord per avere le jeep e Neal che in una libreria lì con Allen per parlare ad un pubblico chiede ma quant’è il compenso? Così agitato lui, così amoroso Allen pendente dalle sue labbra, gambe, faccia, così adorante, ma lì davanti a tutti. Perché per loro davanti a tutti o in privato tra loro due o tre era la stessa cosa e questa è l’unica vera rivoluzione che abbia un senso fare.

Un mio articolo su Neal Cassady nella rivista Write and Roll Society

Qui un mio articolo su Neal Cassady e sul perché ho scritto un romanzo su di lui: Il bardo psichedelico di Neal

http://www.writeandrollsociety.com/neal-cassady/