In autobus

Ore 20 circa autobus viaggio lunghino fino alla macchina e poi a casa –
non sono come loro sull’autobus che si capisce dalle facce assonnate che tornano dal lavoro neanche bello probabilmente
io vengo da “un evento” –

davanti a me seduta una giovane donna carina non stanca non assonnata –
ha un giaccone di lana che vorrei chiederle dove l’ha comprato ma non mi azzardo. Ha un viso vivace che parla anzi evoca i suoi pensieri che non saranno brutti stanchi sfasciati – il suo viso evoca pensieri neutri o carini –
che bel giaccone vorrei dirle dove l’ha comprato? –
ma non mi azzardo.

Dice che non è ancora buio


Dice che non è ancora buio, ma lo sarà presto – ha una voce dolce a tratti sembra sussurrare – ti dice qualcosa all’orecchio lo dice proprio a te-  sembra una canzone dolce perché Bob canta dolcemente – in realtà no parla di come mi sento io a volte anzi mi sentivo prima di riprendermi l’anima non dice riprendermi la mente dice riprendermi l’anima. NOT DARK YET è un bel dire non è ancora buio baby è ancora giorno ma solo un po’ e lui è solo come ero anche io – ora non più per tutta una serie di ragioni – come si fa a dire del testo di questo brano che non è poesia.

 

NOT DARK YET
da “Time out of mind”

NON ANCORA BUIO
parole e musica Bob Dylan

traduzione di Leonardo Mazzei

Le ombre stanno calando e sono stato qui tutto il giorno
fa troppo caldo per dormire e il tempo corre via
mi sento come se la mia anima fosse diventata d’acciaio
ho ancora delle cicatrici che il sole non ha guarito
non c’e’ neanche abbastanza spazio per essere da qualche parte
non e’ ancora buio, ma lo sarà presto

Il mio senso di umanità è andato giù nello scarico
dietro ogni cosa bella c’e’ stato un qualche tipo di dolore
lei mi ha scritto una lettera e la ha scritta con tale dolcezza
ha messo sulla carta quello che aveva in mente
non vedo proprio perché avrei dovuto preoccuparmene
non e’ ancora buio, ma lo sarà presto

Sono stato a Londra e sono stato nella vivace Parigi
ho seguito il fiume e sono arrivato al mare
sono stato nel fondo di un mondo pieno di menzogne
e non ho cercato niente negli occhi di nessuno
a volte il mio fardello sembra più pesante di quanto possa sopportare
non e’ ancora buio, ma lo sarà presto

Sono nato qui e qui morirò, contro il mio volere
so che sembra che mi stia muovendo ma sono sempre fermo
ogni nervo del mio corpo e’ così nudo e intorpidito
non riesco neanche a ricordare da cosa scappavo quando sono venuto qui
non si sente neanche il mormorio di una preghiera
non e’ ancora buio, ma lo sarà presto.

NOT DARK YET
words and music Bob Dylan

Shadows are falling and I’ve been here all day
It’s too hot to sleep time is running away
Feel like my soul has turned into steel
I’ve still got the scars that the sun didn’t heal
There’s not even room enough to be anywhere
It’s not dark yet, but it’s getting there

Well my sense of humanity has gone down the drain
Behind every beautiful thing there’s been some kind of pain
She wrote me a letter and she wrote it so kind
She put down in writing what was in her mind
I just don’t see why I should even care
It’s not dark yet, but it’s getting there

Well, I’ve been to London and I’ve been to gay Paree
I’ve followed the river and I got to the sea
I’ve been down on the bottom of a world full of lies
I ain’t looking for nothing in anyone’s eyes
Sometimes my burden seems more than I can bear
It’s not dark yet, but it’s getting there

I was born here and I’ll die here against my will
I know it looks like I’m movin’, but I’m standing still
Every nerve in my body is so vacant and numb
I can’t even remember what it was I came here to get away from
Don’t even hear a murmur of a prayer
It’s not dark yet, but it’s getting there.

Testo e traduzione della canzone tratti da: 

Cosa cosa dici?

Cosa, cosa dici?, dici davvero? , ma cosa dici?, vuoi mica scherzare?, ti dicono quando non stai scherzando proprio per niente cosa vuoi scherzare ti dicono, te lo dicono con un punto interrogativo nella voce ma non è mica una domanda è un’affermazione non stai mica scherzando ? col punto interrogativo per loro non è una domanda ma una affermazione constatazione, imperativo categorico, hai capito cosa cosa dici? Vuol dire che dici solo fesserie- cosa cosa dici ma cosa cavolo dici proprio quando stai dicendo la cosa più seria importante quando ti stai denudando in un certo modo l’anima, proprio quando ti stai denudando in un certo modo l’anima loro saltano su a dire ma cosa dici stai mica per caso scherzando? Scherzando ma ti pare che si possa scherzare che so sulla morte sul fatto che c’è gente che conosciamo che si vuole ammazzare ma cosa….. stai per caso scherzando ma cosa dici? Ma cosa dici ma perché dici questo a volte dicono per cambiare ogni tanto le parole forse anche per cambiare ogni tanto discorso ma solo un po’ ma perché dici questo dicono quando un po’ ti vogliono accusare di qualcosa magari qualcosa che hanno fatto che ne so loro , ma cosa stai dicendo , non vorrai mica scherzare allora qui aggiungono, ma il tono è più pericoloso qui vuol dire che stanno per arrabbiarsi stanno per arrabbiarsi di una cosa che tu hai detto di loro magari proprio perché è una cosa vera allora loro dicono ma cosa stai dicendo e spesso alzano anche la voce nel dirlo.

Improvvisazione stando seduta su una sdraio in giardino

Senz’arte miagola-abbaia neanche tanto lontano –
mosche piccole mi tormentano le gambe, le caccio ritornano –
mi piace il verde mischiato al color paglia del prato appena rasato –
non voglio rientrare in casa, mi annoio, meno qui in giardino –
vorrei vivere qualcuno dei sogni che sogno – la gente che incontro
che cerco che mi abbandona e poi ritorna come se niente fosse –
quanta libertà nei sogni è una specie di seconda giovinezza –
è vita di notte mentale eppure sembra “vera” e lo è-
i sentimenti i desideri la malinconia e la gioia la sento davvero
e al risveglio continuo a provarli rimangono con me per un po’ di tempo
che dura favorevole nella tavola che apparecchio
nel cibo sempre uguale che preparo –
penso spesso alla moglie di R. che una volta mi disse che loro non cucinavano mai
ma compravano tutto in rosticceria –
deve essere bello ma per me sarebbe bello solo per un po’

Improvvisazione sul tema: l’altrui elogio

L’altrui compenso – elogio – affetto –
dicono che gli attori recitino per l’applauso –
posso dire anche gli scrittori –
per un like, un libro in più venduto, un lieto fine a un firma copie –
ma scrivono anche per l’elogio di se stessi a se stessi
quando riescono a scrivere sia con la testa vuota che piena –
testa vuota sta per sonno – stanchezza mala voglia –
piena non  sta per ispirazione ma test piena di idee e ripetizioni –
pensiero che sta lì su se stesso e ancora ancora sa solo ripetersi
riprovarci – non a capire ma a non capire – voglia sopita –
intanto qui accanto asfalto caldo – gente che lavora – fa buche e poi le riempie –
parlano un dialetto veneto forse – perché no? – parlano un dialetto comunque e io non li capisco –
usano una macchina col motore che va va…fa buche?
non so ma poi si spegne-
e il cagnetto lì vicino smette di abbaiare –
ma solo una vocina ogni tanto –
il mio accanto a me si spulcia cioè si mordicchia il dorso freneticamente –
lo fa solo d’estate –
dicono che d’estate il pelo lungo è meglio per un cane –
ha meno caldo dicono –
mi si chiudono gli occhi – vorrei dormire
e forse lo faccio.

Salvati oppure naviga sulla tua auto verde

Salvati – salvati oppure naviga sulla tua auto verde per strade sterrate rosse di collera – sollevati dalla polvere prova uno sbracato sorriso da fonte anonima – santi protettori su un banchetto ti aspettano festanti cadenzati da musica zigana – sembrano giovani texani che raccolgono foglie per farne cuscini e coperte per le fredde serate con i loro cavalli – hai ancora tante pazzie da compiere – ma invece le vuoi perdere nei più sordidi luoghi – che sei vecchio non è neanche vero – prendi le tue pazzie e mettile in enormi lavatrici e poi involati con il pessimismo degli ultimi pensieri – fai suonare le tue conchiglie fatte di miliardi di piccoli esseri aperti di cuore ma senza mente e coscienza – fantasticando su loro niente cambierà in te – l’hai sempre fatto sembrava vita ma era solo fantasia.

Improvvisazione su due oggetti simili

Portavano a tracolla delle ceste aperte
ci tenevano soldi
quaderni
ci andavano in giro –
non si curavano
che potessero derubarle –
non è mai accaduto

Lei venne a trovarmi come al solito vestita di tutto punto –
elegantemente, con il suo prezioso anello al dito medio della mano destra –
portava un buffo cestino aperto a mo’ di borsa –
ne andava fiera
lo portava come fosse una regina –
come tutto in lei, del resto

Neal Cassady & Jack Kerouac Documentary


Sai cosa mi fa impazzire di loro? Che sono sempre  sempre loro stessi, niente maschere ruoli niente saperci fare niente intenzioni…solo essere se stessi, così magnificamente, e Jack che in TV dice che la guerra in Vietnam è un complotto del Vietnam del Sud e del Nord per avere le jeep e Neal che in una libreria lì con Allen per parlare ad un pubblico chiede ma quant’è il compenso? Così agitato lui, così amoroso Allen pendente dalle sue labbra, gambe, faccia, così adorante, ma lì davanti a tutti. Perché per loro davanti a tutti o in privato tra loro due o tre era la stessa cosa e questa è l’unica vera rivoluzione che abbia un senso fare.

Un mio articolo su Neal Cassady nella rivista Write and Roll Society

Qui un mio articolo su Neal Cassady e sul perché ho scritto un romanzo su di lui: Il bardo psichedelico di Neal

http://www.writeandrollsociety.com/neal-cassady/

 

un bellissimo documentario su Ginsberg, Kerouac, Corso e gli altri della beat generation


 Contiene testimonianze dirette dei protagonisti della beat Generation; è presente anche Timothy Leary che dice cose stravaganti ma di grande interesse. Ci sono filmati dell’epoca davvero inediti sulla scuola di scrittura di Boulder dedicata a Jack Kerouac. Vi compaiono Ginsberg, naturalmente, ma anche Corso, Orlovsky, Waldman, Burroughs, gli studenti che la frequentano. Ci sono letture di poesie in mezzo alla strada, piccole manifestazioni contro la guerra interrotte da poliziotti che hanno la stessa età degli studenti e tutto sommato si comportano in modo gentile, li invitano a spostarsi dal centro della strada o li spostano di peso ma con maniere non violente.
Un mondo a parte quello beat-psichedelico-hippy nelle sue manifestazioni più spontanee, prima che il mercato se ne impossessasse.
Alla scuola di scrittura le lezioni avvengono in luoghi informali, tipo soggiorni con sedie e poltrone sparse qua e là. Gli insegnanti parlano come viene loro di fare lì per lì, in modo del tutto spontaneo, improvvisato, stanno in mezzo agli studenti, non c’è separazione tra gli uni e gli altri. Magnifico, teatrale, Ginsberg quando legge le sue poesie accompagnato dall’harmonium che suona anche bene. Burroughs, come dice Ginsberg nel commento al documentario sembra uno della CIA dai modi di fare calmi e prudenti. Adorante la sempre presente Fernanda Pivano che ascolta scegliendo un angolo della stanza in cui rifugiarsi dalla luce accecante di tanta genialità raccolta tutta insieme davanti a lei.