Improvvisazione sul libro di Eduard Limonov Libro dell’acqua

 Intanto l’idea stupenda di un libro sull’acqua, in tutte le sue varianti: laghi, fiumi, fontane, saune, pioggia, mari, oceani, e nell’ultimo capitolo anche un uragano. Un’autobiografia romanzata con sotto fondo d’acqua, che idea brillante, e come scorre bene la lettura, l’autore deve avere avuto in testa durante la scrittura di questo testo ( scritto in prigione) le immagini di tutta questa acqua, del suo scorrere, muoversi, agitarsi. E’ un bel libro questo di Limonov, un autore che non conoscevo prima di essermi trovato davanti questo suo romanzo. Adesso ho cominciato a leggere anche Diario di un fallito. Anche questo mi piace e forse ne parlerò nel blog. Ma Libro dell’acqua è molto letterario nella scrittura, è una scrittura ricercata, i tasselli di tutti i luoghi dell’acqua si intersecano tra loro in maniera perfetta, e finito un capitolo ( sono tutti mini romanzi quasi sempre senza un finale) non vedi l’ora di leggerne un altro. C’è il militarismo dell’autore nel libro, è naturale, immagino ci sia in tutti i suoi libri e ce n’è di più in Diario di un fallito, ma non mi scandalizzo, penso che Limonov dica esplicitamente quello che in tutti gli eserciti si pensa, e cioè che fare la guerra è una cosa bella, e che a molti piace farla, altrimenti chi sarebbe più disposto a entrare in un esercito, se ammazzare in guerra ripugnasse così tanto? Personalmente non la penso affatto così, e la violenza in quanto tale mi ripugna, e chissà che un giorno Limonov non scopra che ripugna anche a lui. C’è anche molto amore in questo libro, non c’è il sesso fine a se stesso, ma sempre legato ad un innamoramento, il protagonista è uno che si innamora facilmente, e questo suo aspetto romantico mi è molto piaciuto.