La mia newsletter letteraria di Gennaio 2018

Questa è  la mia newsletter letteraria di Gennaio: 

una mia recensione di Big Sur Di Kerouac, nella rivista  Cronache letterarie, “Write drunk,  Kerouac e il suo delirio alcolico”: 

Mercoledì 17 gennaio – ore 20,30 Gruppo di lettura di Molinella (BO)- libro prescelto: Due di Irene Nemirovsky

Biblioteca Comunale “Severino Ferrari”
Piazza A. Martoni, 19/1
051 690 6860
L’ARCA della LETTURA

Ti piacerebbe far parte

del gruppo di lettura

della tua biblioteca?

Leggiamo tutti lo stesso libro,

poi ci ritroviamo insieme per scambiare le nostre opinioni, i nostri commenti,

le riflessioni e le emozioni che il libro ha suscitato.

Chiedi informazioni alle bibliotecarie

Mercoledì 17 gennaio – ore 20,30

presso la biblioteca

Libro prescelto:

DUE                                                                            

di Irene Nemirovsky

conduce l’incontro Dianella Bardelli

Gli incontri successivi avverranno a cadenza mensile

Una mia recensione della raccolta poetica di Gary Snyder “Questo istante presente”

All’inizio ho sbagliato. Leggevo le poesie di “Questo istante presente” di Gary Snyder ( libro uscito nel 2017 a cura di Giuseppe Moretti nella traduzione italiana di Rita Degli Esposti per Jouvence Edizioni ) una ad una e scrivevo man mano un mio commento, una mia riflessione. Poi ho capito. Mi sono lasciata andare alla lettura. Solo allora ho avuto l’impressione di avere comprese, assimilate, fatte mie queste poesie. E ho colto come siano il diario-bilancio di una vita. Fatta di costruire, scrivere, amare, viaggiare e osservare la natura nella dimensione del selvatico. La prima e l’ultima poesia parlano dello stesso tema, la perdita di una donna molto amata. E’ un cerchio questa raccolta poetica, Snyder lo tratteggia da un primo punto di matita fino all’ultimo punto di matita. Che sono l’amore e la perdita di una donna. In mezzo c’è la vita di tutti i giorni, molto lavoro manuale, i viaggi, gli amici, la vita solitaria con l’unica compagnia di un cane.
E’ sempre con un misto di sorpresa e aspettativa che mi avvicino ogni volta ad un testo di Snyder. Come a qualcosa che ha a che vedere con il sacro e con il silenzio, ovvero con quella che lui chiama la wilderness.


 

La prima e l’ultima poesia di “Questo istante presente” mi hanno molto commosso. Leggendo la prima dal titolo “Contorto” ti aspetti che parli solo di ciocchi segati di un pino. Sono ciocchi lisci e regolari, ma alcuni sono contorti. Improvvisi come fuori testo, come parlassero d’altro, gli ultimi versi: “la mia donna era dolce”. Non c’è solo la contrapposizione tra contorto e dolce (che è già qualcosa di profondo e inusuale), ma anche quel continuare i soliti lavori manuali, che però non riescono a distogliere dal pensiero dell’ amore perduto, e anzi lo evocano continuamente. L’ultima poesia (“Adesso vai”) del cerchio immaginario che, almeno nella mia mente, rappresenta questa raccolta poetica, affronta direttamente il tema della morte. Qui Snyder fa quello che troviamo anche in altre sue raccolte poetiche a proposito della morte di animali cui gli è capitato di assistere, cioè non lesina sui dettagli concreti. Questo avviene ad esempio in alcune poesie contenute nel volume “L’isola della tartaruga”.
“Adesso vai” affronta con la stessa accuratezza di particolari la morte della donna amata, ” niente dio o illuminazione o accettazione…della fine della nostra vita”, ma solo la realtà così come si presenta ai sensi e al cuore. E’ bella e terribile questa poesia, è lunga e si continua a leggere per vedere fin dove si spinge il coraggio dello scrittore. Si spinge dove è difficile scrivere come ti riduce la malattia rispetto a quello che eri, come ti riduce quando sei ancora vivo e come ti riduce quando sei morto. Non so come si sia sentito Snyder nello scrivere così dettagliatamente la malattia e la morte della donna amata. Non lo so. So che leggere “Adesso vai” mi ha fatto molta impressione e credo che abbia avuto lo scopo di dire a se stesso e a noi lettori cos’è la morte e come sia possibile continuare ad amare con la stessa intensità qualcuno oltre la bellezza e la salute di un corpo. Amarlo mentre si disfa già da vivo e poi si decompone e infine brucia, ” Ancora innamorato, essere lì/vedere, annusare, sentire/pensare addio/valeva la pena, anche con l’odore”.

Tra “Contorto” e “Adesso vai” sono racchiuse le altre poesie su temi consueti nella produzione poetica di Snyder. Prima di tutto la natura e il selvatico. Come in “Postazione siberiana”, una poesia narrativa incentrata su una tempesta di pioggia e grandine passata sotto un grande vecchio pino che evoca al poeta una sua possibile vita precedente vissuta da monaco. Oppure ” Canzoni del mattino” che parla di stelle che svaniscono al richiamo delle oche selvatiche, o “Qui”, in cui Snyder si chiede ( come spesso facciamo anche noi) “Perché siamo qui”.

Poet Gary Snyder in his Nevada City, California, home.
Credit: ANDREW NIXON / CAPITAL PUBLIC RADIO

E poi ci sono le poesie dedicate agli amici e ai luoghi visitati. A proposito di questi ultimi mi hanno colpito quelle dedicate all’Italia. Sono composte con lo sguardo preciso e allo stesso tempo distaccato pur se pieno di empatia che mi pare sia tipico dello stile poetico di Snyder. Cito solo a mo’ di esempio ” Giovane David a Firenze, prima di uccidere”. L’ammirazione del poeta per questa scultura di Michelangelo nasce dalla descrizione dettagliata che ne fa,che lo porta alla riflessione finale: ” Tranquillo, in un posto profondo/una cerniera del tempo/modestia e grazia nuda”. Lo stesso accade in “Sette poesie brevi dall’Italia che termina con questi bei versi: ” appoggiato/ad una panca guardo in alto/il duomo del cielo blu/l’unica chiesa che mai ci servirà”. Tra le poesie dedicate agli amici mi piace ricordare “Rabbia, bestiame, e Achille”. E’ incentrata sul perdersi di vista per anni e poi ritrovarsi per caso nel retro di un bar. Infine ci sono le poesie dedicate ai lavori manuali. Due mi sono piaciute particolarmente: ” Avviare l’orto di primavera pensando a Thomas Jefferson” e Storia della notte”. La prima tratta della differenza tra teorizzare (contraddicendosi rispetto al proprio concreto operare) e il semplice fare, perché ” mai troppo tardi/mai fermarsi/una zappa puoi usare/la tua gente lascia andare”. Versi che sono una specie di elogio della vita solitaria e del lavoro manuale. “Storia della notte” invece tratta del tema dell’energia, quella dei generatori di casa che si guastano e bisogna aggiustare e quella della bomba atomica. A questo proposito la poesia racconta del viaggio di Snyder nel 1963 a Hiroshima piena di verde, caffè-shop e soravvissuti pieni di cicatrici lucide. “Quello che mi dà fastidio della Bomba”, scrive il poeta, è il troppo potere”.

Credit : Christopher Felver

Infine vorrei sottolineare l’utilità della posfazione di Giuseppe Moretti. In essa oltre a ricordare gli aspetti più salienti della biografia di Snyder, Moretti ci mostra come la sua poesia si discosti da quella dei suoi amici della beat generation, perché la sua poesia “puntava verso un nuovo ma nello stesso tempo antico stato della mente”. Ed ora ” ultra ottantenne Snyder è un poeta che ha vissuto (e che vive tuttora) intensamente la sua visione. L’ha condivisa in ogni forma e in ogni dove nel mondo, l’ha mantenuta intatta, lucida, coerente e ferocemente connessa per una Terra viva e selvatica”.

La mia newsletter letteraria di Dicembre 2017

Buongiorno, ecco la mia newsletter letteraria di Dicembre.
Siccome ho una passione viscerale e assoluta per Jack Kerouac qui alcune cose che ho scritto su di lui nel corso del tempo.

https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/?s=kerouac&submit=Cerca

Poi una poesia intitolata: Prima della rivoluzione si ballava l’hully gully

https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/2017/11/23/prima-della-rivoluzione/

 

e una racconto cortissimo intitolato La redazione
http://lascrittura.altervista.org/la-redazione/

Buona lettura

Dianella Bardelli
https://it.linkedin.com/in/dianella-bardelli-58471b45
http://lascrittura.altervista.org/
https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/
http://solohaiku.altervista.org/

Martedì 12 dicembre 2017- ore 20,30 presso la biblioteca di Molinella, Piazza A. Martoni, 19/1 COME L’ACQUA CHE SCORRE di Marguerite Yourcenar

Biblioteca Comunale “Severino Ferrari”

L’ARCA della LETTURA

Ti piacerebbe far parte
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della tua biblioteca?

Leggiamo tutti lo stesso libro,
poi ci ritroviamo insieme per scambiare le nostre opinioni, i nostri commenti,
le riflessioni e le emozioni che il libro ha stimolato.

Chiedi informazioni alle bibliotecarie

Martedì 12 dicembre – ore 20,30
presso la biblioteca di Molinella, Piazza A. Martoni, 19/1
051 6906860

 Libro prescelto:

COME L’ACQUA CHE SCORRE
di Marguerite Yourcenar
conduce l’incontro Roberta Morrone

Gli incontri successivi avverranno a cadenza mensile

La redazione

Inseguivo un amore, per questo ero andata a Roma. Era un inseguimento disperato. Lo sapevo. Ma l’inseguivo lo stesso. Per la testardaggine di me allora. Non ascoltavo mai il cuore ma solo il mio orgoglio ferito. Non volevo che tutto finisse così. Avrei fatto qualunque cosa perché la storia tra noi continuasse. Quindi chiesi un’aspettativa dal lavoro e andai a Roma. A lavorare presso quel giornale rivoluzionario. Domandai di andarci e mi presero.
La redazione era un luogo lugubre e inospitale. Buio, triste. Si lavorava lì. C’erano i capi, principi inavvicinabili, non osavo rivolgere loro la parola. Si andava in un bar vicino nella pausa pranzo, che ancora non si chiamava così. Loro in gruppo a parlare di grandi cose, io in un angolo a mangiare schifosi panini con la maionese che oggi non sfiorerei neanche con un dito. Si andava lì verso l’una. E loro, i panini, erano lì dalle sette del mattino, magari. Erano tempi oscuri e strani. Nessuna confidenza, nessuna intimità. Questo nelle grandi città. Nelle piccole, come quella da dove venivo io, era diverso. Il parlare, il raccontarsi, il confidarsi, facevano parte del luogo stesso dove la gente si radunava, cioè la piazza. Ma qualcosa stava cambiando anche lì, nelle città di provincia. Ovunque si stava realizzando la fine del sogno, dell’utopia. Avrebbe fatto macerie di se stessa. Stavano per arrivare i micidiali anni ’80.
Ma qualche anno prima io ero lì nella grande metropoli con l’unico scopo di recuperare, salvare un amore. Per farlo lavoravo in quella redazione. C’era sempre gente scura in volto. Si sbaglia a pensare agli anni ’70 come un tempo dell’allegria e dei grandi sorrisi. Si era molto seri, pesanti, aspettavamo una catastrofe e la chiamavamo utopia.

Quanti concerti ha tenuto nella sua carriera finora Bob Dylan 


Quanti concerti ha tenuto nella sua carriera finora Bob Dylan  (fonte: http://www.maggiesfarm.eu/) 2017 (81) 2016 (75) 2015 (89) 2014 (92) 2013 (85) 2012 (87) 2011 (90) 2010 (103) 2009 (97) 2008 (100) 2007 (98) 2006 (98) 2005 (112) 2004 (112) 2003 (98) 2002 (108) 2001 (108) 2000 (113) 1999 (119) 1998 (111) 1997 (96) 1996 (87) 1995 (121) 1994 (106) 1993 (82) 1992 (94) 1991 (103) 1990 (93) 1989 (100) 1988 (73) 1985 (2) 1984 (30) 1981 (54) 1980 (75) 1979 (27) 1978 (112) 1976 (27) 1975 (32) 1969 (3) 1968 (2) 1966 (49) 1965 (75) 1964 (43) 1963 (35) 1962 (42) 1961 (40) 1960 (7) 1959 (2) 1958 (1) 1957 (1)

La mia newsletter letteraria di Novembre

Buongiorno, ecco cosa ho scritto ultimamente, una recensione e tre poesie. La recensione è sul romanzo Memoria di ragazza di Annie Ernaux, è un libro strano sia per cosa racconta, ma soprattutto per come lo racconta, ruota tutto sul ricordo di un’estate vissuta dalla scrittrice 50 anni prima: http://cronacheletterarie.com/2017/11/09/memoria-di-ragazza-di-annie-ernaux/.
Le tre poesie sono qui: https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/2017/11/
Hanno questi titoli: “Al concerto di Ernst Reijseger” ( un fantastico violoncellista che si è esibito il 3 Novembre scorso in un concerto al MAST di Bologna); “Era quell’anno che oggi si ricorda” e “Epic Scene”.
Buona lettura

Dianella Bardelli
https://it.linkedin.com/in/dianella-bardelli-58471b45
http://lascrittura.altervista.org/
https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/
http://solohaiku.altervista.org/

Mercoledì 8 novembre 2017 – ore 20,30 Biblioteca Comunale “Severino Ferrari” Le ragazze di Emma Cline

Biblioteca Comunale “Severino Ferrari”

L’ARCA della LETTURA

Ti piacerebbe far parte
del gruppo di lettura
della tua biblioteca?

Leggiamo tutti lo stesso libro,
poi ci ritroviamo insieme per scambiare le nostre opinioni, i nostri commenti,
le riflessioni e le emozioni che il libro ha stimolato.

Chiedi informazioni alle bibliotecarie

Mercoledì 8 novembre – ore 20,30
presso la biblioteca di Molinella, Piazza A. Martoni, 19/1
051 6906860

Libro prescelto:

LE RAGAZZE
di Emma Cline

conduce l’incontro
Dianella Bardelli

Gli incontri successivi avverranno a cadenza mensile

Mi è capitato qualcosa di poetico che ha a che fare con Bob Dylan

Mentre sono in auto ascolto Not dark yet – l‘ascolto sempre in auto quando alla radio non dicono cose che mi interessano – mi viene in mente che Dylan, ovvero le sue canzoni, la sua voce mentre canta, anche quando la registrazione non è dal vivo – non ne fanno solo un poeta, ma una specie di sacerdote della poesia ( lui fa bene a dire che i suoi testi hanno senso solo in quanto sono cantati )  che ispira in chi ascolta qualcosa di dolce e malinconico, qualcosa che ha a che vedere con questo strano caldo autunno, le foglie che cadono, i campi arati, noi ancora in maglietta – e così oggi mi sono fermata in uno spiazzo sassoso mentre in auto andavo dalla mia amica a comprare le pere che lei coltiva e ascoltavo Not dark yet – e allora qualcosa di poetico è nato in me, una specie di emozione poetica – quando mi capita dovunque sono devo tirare fuori il mio quadernetto e devo scrivere – questa canzone ha questa cadenza, questo pestato ritmico che ti entra dentro e ti fa sentire in un modo poetico -così ho fermato l’auto in questo spiazzo sassoso e ho buttato giù le parole che Not dark yet mi suggeriva, mi dettava – e avevano le mie parole a che fa con il Tempo, il tempo che passa, che è, era, sarà:
ho professato per anni il Qui e Ora –
ora non più –
c’ è un passato che è sempre presente
Dylan in “Dont look back”
i miei che sono morti
io da giovane
i miei amici da giovani
io e L. quando ci siamo incontrati
e i miei amori di un tempo
io in una foto da bambina
un 19 Agosto a Riccione
vestita da guerriero pellerossa
che suono il tamburo
e come ci credevo!
tutti lì
tutti lì nel mio cuore